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Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro
 

Di Pietro: «Berlusconi? Un cabarettista»

 
Così l'ex magistrato commenta la gaffe del Presidente su Obama ("è bello, giovane e abbronzato"). Con noi ha parlato del futuro di internet
 
   

     
Genova, 7 novembre 2008
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di
Daniele
Miggino
   
 
Lodo Alfano e Gelmini
Di Pietro è arrivato a Genova, venerdì 7 novembre, ed ha lanciato la raccolta firme per il referendum abrogativo contro il Lodo Alfano, che prevede l'immunità giudiziaria per le alte cariche dello Stato: «non possiamo permetterci che delinquenti arrivino fino ai vertici dello Stato», ha detto il Presidente dell'Italia dei Valori.
Ma prima del comizio ha affrontato diversi temi. Dai tornelli che Brunetta vuole mettere anche negli uffici dei magistrati: «li avrei voluti durante Mani Pulite. Avrei fatto tante ore di lavoro in meno», alla riforma Gelmini: «un tentativo di distruggere la scuola pubblica, su cui fortunatamente oggi il Governo ha fatto un passo indietro».
In seguito ha espresso la volontà di radicare il proprio partito sul territorio, con una struttura e rappresentanti di grande professionalità. Con chi si alleerà? «L'IdV rimane un partito che nasce dai valori, in quato tale non ha appartenenza a colori politici. Vogliamo far crescere una nuova forza riformista».

«Berlusconi è innanzitutto un cabarettista. Quest'ultima gaffe va intesa come tale. Una gaffe volgare, ma pur sempre una gaffe. Tuttavia, a noi interessa rimarcare ciò che il nostro Presidente fa, non quello che dice. Quello che fa di male finanziariamente al nostro paese: sta dando ai ricchi togliendo ai poveri». Così Antonio Di Pietro ha commentato l'uscita del Presidente del Consiglio italiano sul nuovo Presidente degli Usa Barack Obama: "ha tutto - ha detto Berlusconi - è bello, giovane e pure abbronzato".

Il leader dell'Italia dei Valori è passato da Genova - venerdì 7 novembre - in occasione della raccolta firme che il suo partito sta portando avanti per il referendum abrogativo contro il lodo Alfano. La legge, che riguarda l'immunità della alte cariche dello Stato, è stata infatti approvata lo scorso 22 luglio 2008. Prima del comizio in piazza Matteotti, l’ex magistrato ha incontrato la stampa a Palazzo Ducale. Era proprio qui di fianco, potevamo lasciare che venisse senza fargli nemmeno una domandina? No.

Tonino nazionale, infatti, è molto disponibile. E dal vivo non s'incendia come nei talk show televisivi: parla con calma, spiega, sorride. Dice due volte che c’azzecca nella stessa frase e ne fa una battuta autoironica. Grande. Così abbiamo lasciato che i colleghi che si occupano di politica facessero tutte le domande necessarie e, in zona cesarini, l’abbiamo braccato.

Presidente, presidente. Scusi, io lavoro sul web, e lei è stato uno dei primi e dei pochi politici a prendere la rete sul serio (tra l’altro, L'italia dei Valori ha un canale su Youtube, Di Pietro tiene un blog molto aggiornato, ed è pure su Facebook, con più di 4000 amici sul groppone).
In quanto sostenitore della rete, dove crede ci porterà in futuro? «La rete sarà come la livella di Totò - dice - darà a tutti la possibilità di informare, di informarsi e di essere informati».
Beppe Grillo dice che una balla su internet viene smascherata subito. Anche secondo lei la rete è funzionale a una comunicazione più autentica? «Certamente smaschererà tante falsità. Ma può creare preoccupazioni anche fondate, perché il venticello della calunnia diffuso in rete è drammatico. Ma io ho riflettuto molto, e ho capito che solo la rete può sventare il venticello della calunnia. Chiudere la rete sarebbe ancora peggio: la calunnia continuerebbe ad esistere, ma senza contraltare».

A proposito di Beppe Grillo - che anche lui un po' c'acchiappa con internet - cos'è che vi lega e cosa vi divide? «Dal punto di vista tecnico si lamenta sempre perché usiamo lo stesso partner - scherza Di Pietro - Sono molto orgoglioso di lavorare con Casaleggio, un gruppo veramente efficiente». Casaleggio Associati è l'azienda che, tra le altre attività, gestisce i siti di Grillo e Di Pietro.
Ma tornia a Grillo. «Dal punto di vista della comunicazione, invece, il blog di Beppe Grillo non è solo uno strumento per comunicare quello che fa lui - come invece è il mio - ma un canale in cui i cittadini possono comunicare tra di loro, andando anche oltre quello che dice Grillo. È una funzione molto importante di democrazia partecipata e diretta, che va apprezzata. Molti lo criticano, ma lo fanno perché non riescono a mettergli un bavaglio».

 
 
 
 
 
 
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