Aggiornamento giovedì 13 novembre 2008
Come annunciato nei giorni scorsi, gli studenti universitari non organizzano una manifestazione a Genova - decisione presa anche dopo la notizia che la Gelmini non verrà nel capoluogo ligure - ma andranno a Roma per il corteo nazionale. Il ritrovo per la partenza in pullman è fissato alle ore 23 di giovedì 13 in piazza della Vittoria (la partenza avverrà circa un'ora dopo e il costo del viaggio è al massimo di 30 Eu). A Roma il corteo nazionale parte venerdì 14 dall'Università La Sapienza (con ritrovo alle ore 9).
A Genova è prevista una manifestazione organizzata dagli studenti superiori. Il concentramento è confermato alle 9 in piazza Caricamento, da lì il corteo si muoverà per le vie del centro.
Aggiornamento mercoledì 12 novembre 2008
Alla fine la visita del Ministro Gelmini a Genova è saltata. Era attesa sia ad ABCD, il salone italiano dell'educazione che si svolge alla Fiera fino al 14 novembre, sia al convegno di Confindustria OrientaGiovani, venerdì 14 ai Magazzini del Cotone. Questa mattina (mercoledì 12) gli studenti si sono mobilitati comunque, come da programma. Sono andati alla Fiera e hanno volantinato davanti all'ingresso della manifestazione: «per far conoscere i dettagli della nostra protesta», dice il portavoce Matteo. Le difficili condizioni metereologiche rendono, invece, difficile la fiaccolata di mercoledì 12.
Per quel che riguarda venerdì 14 novembre, l'assemblea del movimento ha deciso di aderire alla manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma. Ma ci sarà anche un corteo di studenti superiori a Genova: il concentramento è previsto alle 9 in piazza Caricamento.
Martedì 11 novembre
Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini questa settimana dovrebbe passare da Genova. Visto il momento il condizionale è d’obbligo. Era attesa all'inaugurazione di ABCD, il salone italiano dell’educazione che apre mercoledì 12 novembre alla Fiera, ma la visita è saltata. Il suo nome figura anche sul programma della quindicesima edizione di OrientaGiovani, manifestazione nazionale organizzata per stimolare la curiosità degli studenti verso la materie scientifiche, che si svolge venerdì 14 novembre ai Magazzini del Cotone. Per l'occasione è invitato anche il giornalista Giovanni Floris, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, la presidente del Festival della Scienza Manuela Arata.
Nel frattempo, nella facoltà occupata di Lettere in via Balbi - dove però esami e didattica proseguono senza interruzioni - martedì 11 novembre ha avuto luogo l’assemblea plenaria di tutte le facoltà genovesi, per decidere come proseguire la protesta contro la legge 133.
La prima iniziativa è una fiaccolata notturna, in programma mercoledì 12 novembre. Da via Balbi un corteo di dirigerà verso piazza De Ferrari, dove ci sarà il presidio. Pioggia permettendo, ovviamente. Le previsioni danno allerta 1 fino a giovedì. Per il prossimo fine settimana, invece, sono due le priorità.
Gli studenti genovesi hanno deciso di non andare a Roma per la grande manifestazione nazionale che si svolge venerdì 14. Si sono concentrati invece sulle iniziative da preparare per l'eventuale visita del Ministro a Genova: «la protesta prosegue - dice il portavoce del movimento Matteo - manifesteremo in modo colorato e pacifico». I dettagli della manifestazione sono ancora da definire.
Una delegazione genovese andrà comunque a Roma per la manifestazione nazionale. Anche perché il 15 e 16 novembre avranno luogo gli Stati Generali del movimento. I rappresentanti del movimenti, provenienti da tutta Italia, si ritrovano per la prima volta e discutono insieme i prossimi passi della protesta: «è uno dei primi momenti di confronto con ragazzi che come noi si sono mobilitati in altre città - prosegue Matteo -. Tra le cose da discutere, un progetto di anti-riforma che verrà stilato e presentato al Governo».
A Genova, intanto, il fronte degli studenti discute ma è unito. «Non mollare», «Andare avanti finché la legge non verrà messa in discussione», sono alcune delle parole d’ordine condivise da studenti di tutte le facoltà. Tutti d'accordo anche sul cosiddetto “passo indietro” del Governo. Lo scorso 7 novembre, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto d’urgenza che sblocca i concorsi per professori e ricercatori già indetti. Bazzecole, dicono. I tagli rimangono, per questo si va avanti.
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