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Non è un paese per donne: un incontro

 
Genova contro la violenza alle donne: fino al 20/12 appuntamenti per riflettere su temi che riguardano tutti. La cronaca di Claudia Priano
 

 
   

     
Genova, 24 novembre 2008
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di Claudia Priano
   

Arrivo che sta per cominciare. Sono le tre del pomeriggio di sabato 22 novembre, e l’auditorium del Museo di Sant’Agostino è gremito. È uno dei primi incontri nell’ambito di Genova contro la violenza alle donne (dal 18 novembre al 20 dicembre 2008).

La prima voce è quella bellissima e intensa di Ilaria Drago, attrice e autrice del libro Dalla pelle al cielo, (Avagliano Editore). Ci regala una performance indimenticabile Ilaria, leggendo e recitando uno dei suoi testi.  È la storia di una ragazzina che racconta a un diario come si è arrivati alla morte della madre, uccisa dal marito, dopo anni di abusi e violenze all’interno delle mura domestiche.
È un canto antico di dolore delle donne, un urlo straziante il suo, quello di una bambina abusata, di una figlia che racconta sua madre, definendola carne pazza, in un pomeriggio freddo e umido (…) aspetto che arrivino a chiodare la sua bara gli uomini impermeabili. Un testo forte, che arriva come un pugno allo stomaco. Intorno a me, nel pubblico, assoluto silenzio, facce annichilite, tristi. Ilaria Drago è riuscita a togliere il velo dalle realtà edulcorate della violenza, raccontandola proprio per quello che è. Ci spiegherà, più tardi, che un giornalista le aveva rimproverato di essere troppo diretta, di esporre le cose senza filtri, di fare male. Ma la violenza fa male, e le donne lo sanno.
L’applauso è arrivato sincero, liberatorio.

Poi la parola passa alla rappresentante di Usciamo dal Silenzio, un’associazione nata dalla necessità di fare sentire la voce delle donne. Bice Parodi, che ha straordinariamente orchestrato e curato questo incontro, spiega come la violenza di genere sia trasversale, e abbracci tutte le classi sociali.
Della stessa idea è Chiara Valentini, altra ospite e co-autrice del libro Amorosi assassini – Storie di violenza sulle donne (Laterza). «È la punta di un iceberg, quella che emerge nelle pagine di questo libro. Abbiamo raccolto, in ordine cronologico, circa trecento casi di violenza inflitta a donne da mano maschile, avvenuti in Italia nel corso di un anno, il 2006», cita  l’introduzione al libro. Chiara Valentini, giornalista dell’Espresso, ci racconta quanto la Spagna sia all’avanguardia in materia legislativa, un paese dove sono stati istituiti anche tribunali di genere.

Viene da domandarsi perché nel nostro paese non si riescano a fare e aggiornare delle leggi che proteggano le donne da un male che ormai è un problema sociale, di estrema urgenza.
Paolo Sarti è un medico pediatra di Medu – Medici per i diritti umani, e lavora ad un interessante progetto che si chiama Maschio per obbligo, contro la cultura della prevaricazione. Uno dei compiti di Medu è quello di «occuparsi di coloro che soffrono e che sono vittime di ingiustizia sociale», ci spiega.
Le donne sono esattamente in questa situazione, nel nostro paese e in moltissimi altri. Per questo motivo il progetto cerca di capire le ragioni e di smontare i modelli che portano alla violenza o a una visione del sesso ridotta ad aggressività.

L’incontro sta per finire. È durato più di tre ore, ma sono volate.
Insomma, questo non è un paese per donne.
Il clima di violenza crescente spaventa, le donne ne fanno le spese, gli uomini vengano educati ad essere prima di tutto maschi, stereotipi e non persone. Ma una voce di  speranza sembra essere proprio quella di Marina Dondero, che conclude dicendo che non bisogna arrendersi, che è necessario combattere perché si affermi una cultura diversa. È  importante confrontarsi con gli uomini, spiega l’assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Genova, anche se questo significa un cammino lungo e faticoso, perché si deve pretendere e ottenere un mutamento alla base dell’organizzazione sociale. E lei, Marina Dondero, sembra essere agguerrita e convinta della necessaria sinergia tra le organizzazioni, che lavorano in tal senso, e le istituzioni.
Ne è la prova tangibile la nostra assessora.
Infatti è grazie al lavoro suo e del suo staff, a quello delle associazioni che aderiscono alla rete provinciale contro la violenza di genere, e a quello degli altri Assessorati alle Pari Opportunità, di Comune di Genova e Regione Liguria, che martedì 25 novembre, alle 11.30, in via Mascherona 19, verrà inaugurato il Centro Provinciale Antiviolenza. Troverete facilmente l’intero programma cliccando sul sito della Provincia di Genova.

Gli appuntamenti saranno fitti, durante tutta questa settimana: preziose occasioni per ascoltare, riflettere, incontrarsi e confrontarsi su temi che riguardano tutte le donne. Non dimenticate gli incontri del Festival delle Eccellenze al femminile, dal 24 al 29 novembre, sempre a Genova.
Nel frattempo le donne dell’Udi informano che l’incontro Rompere le catene della violenza si può: nuovi saperi e competenze, previsto per lunedì 24 novembre 2008 dalle 9.00 alle 18.00 alla Biblioteca Berio, è stato spostato nell'auditorium di Palazzo Rosso (stessa data e stesso orario) a causa dell'elevato numero di adesioni.
 
Cominciamo bene, mi pare.

 

 
 
 
 
 
 
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bobogi
Il nostro paese è un paese per donne al pari di molti altri paesi europei…purtroppo una cultura machista è ancora dura a morire; non è certo però quella dei paesi islamici e del Sudamerica. Nella nostra società, intanto la violenza, come gli abusi sessuali, è una costante che spesso nasce all’interno delle famiglie e la donna è sia vittima e a volte corresponsabile con i silenzi.
Se c’è stata una rivoluzione visibile e concreta nel secolo passato è proprio quella della conquista delle donne di spazi nella società civile e politica: l’unica rivoluzione che ha liberato anche l’uomo; l’unica che ha arricchito veramente l’umanità. Per il resto è certo che quel cammino preso non è concluso e deve essere continuamente difeso e incoraggiato. Il festival delle eccellenze al femminile, in svolgimento in questi giorni a Genova, fa sintesi delle conquiste e della ricchezza che le donne apportano al mondo della scienza, delle arti e della società.
Ben vengano allora anche quelle manifestazioni che uniscono contro la violenza sulle donne, come quella seguita da Claudia Priano che ha raccontato così bene.
24/11/2008 23:04
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