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Musica live, a Genova non si può

 
«Poche possibilità per suonare in città, poca pubblicità e pochi soldi». Prosegue il dibattito sugli spazi musicali. Dalla community
 
eventi
Da tempo ci occupiamo di musica in città, spazi per esibirsi dal vivo e movida. A gennaio 2008, il nostro articolo sulla chiusura della Panteka ha innescato un dibattito sulla mancanza di spazi dedicati alla musica a Genova. Vari gli interventi che si sono succeduti: da Mauro Cipri a Matteo Casari, dal cantautore Federico Sirianni a Roberto Caneva, Andrea Baroni, fino a Gigi Picetti, Marco Fuori e di nuovo Caneva.
Sono poi intervenuti anche Monica Melissano, Max Lo Buono, Bruno Saccomanni, Miriam Sadolla, Massimiliano Delfino dell'associazione Onde Sonore, Marzia Giorgi e Dom Costa.
Stimolati dalla discussione, abbiamo anche ricordato la movida di una volta con un articolo sul CVT - Circolo Viaggiatori del Tempo di Claudio Pozzani e abbiamo sentito il parere di alcuni addetti al settore: ancora Monica Melissano, che gestisce l'agenzia ed etichetta discografica Suiteside, il promoter Paolo Ficai, Massimo Mortello dello ZeroDieci, il sociologo Massimiliano Di Massa.

Oggi pubblichiamo l'intervento di Valentina Avena alias Flynees, cantante dei genovesi Murdok: «non solo gli spazi per esibirsi sono pochi - afferma -, ma i locali non pubblicizzano nemmeno i concerti e le paghe per i musicisti sono misere».

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Genova, 25 novembre 2008
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di Valentina Avena
   
live

Salve sono Flynees, cantante dei "Murdok", rock band.
A Genova tra i locali che propongono musica dal vivo si trovano il Sound Village in via XX Settembre, il Bicu',il Bon fin (passeggiata a mare Nervi), il famosissimo Bull Dog (entroterra, Serra Riccò), il Dott.Jekill&Mr.Hide (Recco), il Pix Pub...
In realtà, però, questi locali non possiedono un metodo pubblicitario coinvolgente e, qualora si presentino eventi, non fanno altro che appendere una locandina fuori dal locale sperando che venga considerata dai clienti, ignorando che, il più delle volte, entrando in un locale, non si fa caso nemmeno all'avviso scritto di un gradino dopo la soglia della porta!

Gli stessi locali logicamente non si sforzano a cercare le band, solitamente sono proprio i gruppi a proporsi (e sono sempre più numerosi) che pur di far sentire il loro lavoro (ore e ore di prove, studio minuzioso di spartiti e investimenti sulle attrezzature a volte anche solo per pagare la sala prove!) sono costretti a scendere a compromessi con i proprietari per il loro compenso (paradossalmente i titolari dei locali vorrebbero essere pagati loro per lo spazio concesso).
Ricapitolando, per le band a Genova si offre: pochi spazi per esibirsi, pubblicità per il loro evento equivalente a zero e conseguente pubblico disinteressato che magari si trovava li per caso, paga insufficiente per ammortizzare anche solo le spese di manutenzione degli strumenti.

Vogliamo darci una svegliata? La musica dal vivo confrontata con una serie di altri eventi ha l'apice di gradimento e allora perché non lo sfruttiamo? Anche locali che avrebbero la metratura per proporre questi svaghi non se ne preoccupano minimamente. Così facendo Genova non crescerà mai né in divertimenti né in turismo. Proprio così. Anche perché il turista del 2009 va a cercare il divertimento e si sa che qui siamo veramente scadenti in questo, sappiamo solo proporre discoteche monotone e monotematiche che si contano sulle punte delle dita!
L'unione fa la forza, cerchiamo tra tutti di proporre e di proporsi al fine di cambiare l'immagine di Genova in sè.

 
 
 
 
 
 
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marage
confermoooooooooooooooo!!!
03/12/2009 09:41
andyboy
Rieccomi e proseguo con un altro aspetto già citato ovvero quello dove si dice che sono le band a proporsi e non i locali a cercarle, manca un passaggio! Dovrebbero esistere persone dedicate a questo, piccole agenzie o promotori che guadagnino sulla quantità e si sbattano per promuovere i propri artisti, come ad esempio succede a Milano e in altre città. Se è l'artista a proporsi al locale ha già perso in partenza perchè sta facendo un lavoro che non è il suo! Sta facendo l'agente di commercio e bisogna saperlo fare! Contrattare prezzi lo può fare chi ha un mercato da offrire ovvero chi ha più di una band da offrire e più alta sarà la qualità maggiori saranno i risultati che con un pizzico di pazienza e pubblicità non tarderebbero ad arrivare. Questa è la mia opinione e la conclusione è che sarà molto difficile che la situazione migliori, probabilmente deve peggiorare ancora un pò per far sì che si possa migliorare.
29/08/2009 18:45
andyboy
Ciao, sono Andrea e vorrei commentare o forse aggiungere qualcosa su ciò che è stato detto a proposito della musica dal vivo a Genova.
Ricordo che dalla metà degli anni '80 a quella dei '90 a Genova c'era quasi l'imbarazzo della scelta su dove andare a suonare e sottolineo suonare! La mia personale opinione è che la situazione attuale sia frutto di varie combinazioni, prima fra tutte la mancanza di gestori con un minimo di passione per la musica nonchè cultura, quanti locali sono stati ristrutturati abbelliti (forse) senza tenere conto di uno spazio per la musica? Oggi il gestore non si preoccupa di chi suona e cosa suona, il primo pensiero è: "Quanta gente porti?" senza porsi la domanda di cosa può fare per rendere il suo locale speciale diverso dagli altri, un posto dove le persone condividano momenti densi di emozioni e a questo poi aggiungere la musica ovviamente suonata dal vivo, insomma creare eventi, il locale è come il cane..assomiglia al padrone. Ovviamente la responsabilità non è solo dei gestori che comunque devono far quadrare i conti ma anche del disinteresse della maggior parte del popolo che ha perso l'interesse per la musica suonata, del resto è evidente che quest'ultima abbia cambiato ruolo all'interno della nostra società complice una TV scandalosa che ha dirottato l'attenzione delle persone. Altro problema e forse il più grave è che la nostra categoria (musicisti) è divisa in tante sezioni senza alcun regolamento e senza alcuna tutela e la dice tutta il fatto che io mi sia registrato e alla voce professione abbia dovuto mettere "altro" perchè la voce musicista o lavoratore dello spettacolo non è contemplata, ma soprattutto c'è una categoria che non ha ragione di esistere ed è quella degli usurpatori di spazi e lavoro che si propongono a prezzi miseri con basi, senza suonare nulla, cantando in maniera discutibile per ore per poi il giorno dopo andare a fare il proprio lavoro che ovviamente nulla ha a che fare con la musica.
Io per arrivare dove sono arrivato oggi ho sudato sette camicie, ho studiato come un pazzo e forse ho avuto anche un pizzico di fortuna ma se mi si rompe un tubo in casa chiamo l'idraulico e lo pago pure una cifra! Perchè poi la sera i gestori (e mi mi ricollego all'inizio della mia discussione) gli permettono di far finta di suonare?
Manca la cultura e troppa gente si improvvisa a fare ciò che non conosce ma siamo in Italia dove chi non sa fare una cosa....la insegna! Queste cose le ho viste fare solo in Italia e soprattutto in questa mia città che è diventata quasi esclusivamente il posto dove ritorno dopo aver suonato.
29/08/2009 18:27
idem come Wendy 76 per il DLF.
26/11/2008 10:25
che si possa fare, e bene, musica dal vivo in Liguria lo dimostra la programmazione del mojotic: Caparezza, Subsonica, Morgan, Bugo, il fenomeno del momento Il Genio (poporno popopoporno...), l'ultima Joan as Policewoman. Tutto al di fuori del tradizionale bailamme estivo, dove in qualche modo tra tour e rassegne i concerti ci sono. e tutto a prezzi normali
Con tutto il rispetto per Sestri Levante, possibile che a Genova non si riesca e fare quello che fanno al MEP?
26/11/2008 10:04
wendy76
io rimpiango ancora il DLF.
26/11/2008 09:51
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