Oggi, 25 novembre 2008, è una giornata importante. In via di Mascherona 19, a Genova, nel cuore della città, è stato inaugurato il Centro Provinciale Antiviolenza. È un posto speciale, sobrio e accogliente, facilmente raggiungibile da piazza De Ferrari o da piazza Sarzano. Ancora una volta una competente sinergia di donne, tenaci e perseveranti, è riuscita, dopo anni di lavoro, a dar vita a un luogo che servirà ad accogliere e proteggere le donne vittime di violenza.
C’era molta gente, donne soprattutto, al battesimo del nuovo centro, questa mattina alle 11, alcuni volti li ho riconosciuti, sono quelli di coloro che da anni lottano per i diritti delle donne. Riconosco Mercedes Bo, dell’Aied, Elisabetta Corbucci e Lilli Della Pergola del Centro delle Relazioni, Rita Falaschi della Provincia, Giulietta Ruggeri. Valentina Sonzini dell'Udi nazionale mi spiega molte cose e mi illustra iniziative, e molte altre ancora, per tutte oggi è una festa, un giorno di dolore e di vittoria insieme. E poi ci sono loro, le tre assessore alle Pari Opportunità, del Comune, Provincia e Regione.
La prima a parlare è Maria Bianca Berruti, assessora della Regione. «Il tema è triste - sottolinea - ma oggi dobbiamo festeggiare un successo vero, quello di vedere sotto i nostri occhi la realizzazione di un progetto così grande».
Il centro antiviolenza nasce in ottemperanza alla Legge regionale 12 del 21/03/07, una legge davvero importante, perché sancisce gli interventi a favore delle donne che subiscono violenza, sole o con minori, fuori o dentro la famiglia. Inoltre sarà necessaria una seria diffusione di cultura contraria alla violenza di genere e nel rispetto dei diritti, anche con il coinvolgimento della scuola. Su questo insiste molto Maria Bianca Berruti, spiega che questo nostro paese deve cambiare e concorrere alla formazione di una cultura del rispetto.
Questo impegno è stato finora portato avanti da molte associazioni, per lo più di volontarie, alle quali finalmente viene riconosciuto il lavoro svolto. L’assessora spiega che questo risultato rappresenta la presa in carico da parte delle Istituzioni di un problema, e rassicura che altre risorse verranno destinate alla continuità del progetto.
La parola passa a Roberta Papi, del Comune di Genova che ha messo a disposizione i locali per il Centro. Comincia ringraziando Titti Zerega, ex assessore, che aveva svolto parte del lavoro. Con entusiasmo Roberta Papi spiega come l’incontro tra tre istituzioni diverse, non a caso tre donne, sia stato virtuoso e necessario. «Ci siamo incontrate e confrontate - racconta - non senza sottovalutare le difficoltà di un progetto tanto ambizioso e importante, e questo lascia intendere che da soli non si va da nessuna parte. Le istituzioni devono lavorare insieme».
Fanno riflettere le parole della Papi, la strada è ancora lunga, e non è da poco il lavoro che va fatto per aiutare le donne a trovare il coraggio di ribellarsi alla violenza.
È della stessa idea Marina Dondero, della Provincia di Genova, che confessa di essere emozionata e ringrazia il presidente Alessandro Repetto seduto in prima fila. «Questa giornata è il frutto di una fatica, ma anche di un’esperienza indimenticabile. Il centro aprirà il 10 dicembre - precisa - ma era importante inaugurarlo proprio oggi per sottolineare l’importanza e la drammaticità di questa giornata».
«Siamo ancora in attesa della legge nazionale anti-violenza - continua - e di quella contro lo stalking, ci illudevamo che sarebbero entrate a far parte del pacchetto sicurezza. Evidentemente i graffitari sono più pericolosi». Poi conclude illustrandoci molte novità, per esempio che nel centro ci saranno le operatrici che fanno parte di alcune delle associazioni della Rete, e che lavoreranno con alcuni Pronto Soccorso, con le case rifugio che molti comuni hanno messo a disposizione, e con i Centri d’ascolto, come quello di Chiavari. Nuove strutture protette stanno aprendo nei comuni di Sestri Levante, Busalla e Campomorone, fra gli altri.
La rete si sta allargando.
Conclude l’incontro Valentina Sonzini, raccontandoci un evento importante, ideato dall’Udi nazionale. Oggi, 25 novembre 2008, parte da Niscemi in Sicilia una staffetta, un’anfora che percorrerà tutta l’Italia per un intero anno, fino ad arrivare a Brescia il 25 novembre 2009. Il senso di tutto ciò vuole essere la drammatica testimonianza che quotidianamente la violenza continua a colpire le donne nelle sue forme più svariate. Ci saranno ovunque incontri tematici e iniziative. La staffetta sarà a Genova dal 13 al 26 giugno 2009. Prepariamoci in tempo.
Siamo pronte a passare il testimone, dunque? Oggi mi sembra di sì. Del resto tutto ciò riguarda ognuna di noi. Ora che ne abbiamo consapevolezza, prendiamoci le nostre responsabilità.
E facciamo sentire la nostra voce.
In questo momento molte sono le associazioni e istituzioni che aderiscono alla Rete Provinciale contro la Violenza di Genere. Credo sia importante e doveroso citarle.
AIDIA Sez. Genova, AIDM Consulta di Genova, AIED, Amnesty International Gruppo Genova, ARCI Ufficio Migranti, CEMP, CGIL Coordinamento Donne Liguria, CIF Chiavari, CISL Coordinamento Donne, CO.LI.DO.LAT., Circolo 9 marzo Gruppo "Mafalda", Comunità di San Benedetto al Porto, Consulta Femminile del Tigullio, Consulta Femminile di Genova, Croce Rossa Italiana Comitato di Genova, Donne in rete, FIDAPA Sez. Tigullio, Il cerchio delle relazioni, Laboratorio Politico di Donne, MAREA, SPA Politiche di donne, U.D.I.
Provincia di Genova - Assessorato alle Pari Opportunità Consigliera di Parità della Provincia di Genova.
Comuni di Arenzano, Avegno, Bogliasco, Busalla, Campo Ligure, Campomorone, Casella, Ceranesi, Chiavari, Cogoleto, Davagna, Genova, Lavagna, Mele, Mignanego, Ronco Scrivia, Sant'Olcese, Serra Riccò, Sestri Levante, Uscio, Valbrevenna. Servizi di Pronto Soccorso dell'A.O. San Martino, dell'A.O. Villa Scassi, E.O. Ospedali Galliera, dell'Ospedale Celesia, dell'Ospedale di Lavagna, dell'Ospedale San Carlo. Le Asl: A.S.L. 3 Genovese e A.S.L. 4 Chiavarese.