Teatro a Dubai, nei centri commerciali dove si rifugiano tutti d'estate. Poi a Londra, Roma e per sette anni a Milano, di cui tre alla scuola Paolo Grassi, ma è a Genova che Fiona Dovo ha sempre voluto tornare per fare teatro. Una scelta di vita che si è scontrata con una realtà difficile da aprire, tutta genovese. «Dopo molti anni vissuti fuori, mi sono trovata impantanata. Abituata a muovermi conoscere interagire ho impattato su una realtà piuttosto chiusa dove bisogna ravanare a lungo prima di tirarci fuori qualcosa».
Nel 2005 con alcuni compagni di viaggio Fiona, attrice e drammaturga, dà vita alla compagnia Teatro delle Formiche, con lei Laura Formenti, Michela Terrile, Arianna Comes, Claudia Benzi, Paolo Drago e il tecnico Stefano Barbieri.
Un gruppo di trentenni - fa eccezione Drago - che punta a un teatro capace di mettere in scena la tanta nuova drammaturgia che non trova spazio, ma anche teso a ingrandirsi. «Non nel senso di diventare più importanti - chiarisce Dovo - semplicemente crescere attraverso la creazione di relazioni, collaborazioni e progetti con persone che abbiano voglia di farsi contagiare qui sul territorio certo, ma anche all'esterno. Che è un po' quello che è successo con Andrea Lanza, regista milanese. È stato lui a propormi di ospitare questo suo workshop, No Direction, sulla regia ma con un approccio molto più pratico al mestiere. Ed eccoci qua si parte a fine novembre e si va avanti fino a giugno 2009 nell'ottica di realizzare una vera produzione».
E all'orizzonte c'è un cartellone di teatro ragazzi al Teatro della Gioventù: «Abbiamo già una vivace attività all'interno delle scuole (da Sestri Levante a Ovada), dove portiamo in particolare due spettacoli piuttosto diversi La favola di Natale e quello più comico-scientifico Navicella Midollo 13: Missione corpo umano.
Per il Teatro della Gioventù abbiamo preparato un cartellone che partirà a gennaio, con il nostro Il piccolo principe, e finirà ad aprile, con in programma nostri spettacoli ma anche ospitalità. La formula è un po' nuova: non proponiamo la domenica pomeriggio, ma la mattina e poi anche il lunedì (sempre la mattina) per le scuole».
«Quella con Andrea Lanza è un'operazione interessante proprio perché si tratta di una collaborazione che ci mette in relazione con il Teatro del Contagio di Milano (Scala della Vita) e il teatro dei Numeri Primi di Parma (Teatro No), ed è piuttosto raro che una compagnia teatrale, ancora piccola genovese, decida di entrare in un circuito extraregionale.
Quello di Lanza non sarà il classico laboratorio di regia. Essendosi formato all'estero, Lanza toccherà tutti gli aspetti fondamentali per arrivare a una concreta realizzazione di una produzione e che hanno a che fare anche con aspetti tecnico-organizzativi delle produzioni low-budget: dal livello zero sino alla sua realizzazione completa di fronte al pubblico». Come indica il regista milanese nel progetto: "i partecipanti verranno guidati e sostenuti nel concepire, attivare, condurre e realizzare concretamente un progetto di spettacolo teatrale considerando e affrontando tutte le problematiche organizzative, logistiche e amministrative che verranno via via individuate in fase di elaborazione ed analisi dei progetti".
Lo spazio del Teatro delle Formiche a Bolzaneto, (in v. Pastorino) in un edificio anni '70, sarà sede del workshop, ma in generale è moneta di scambio che la compagnia ha voglia e intenzione di mettere in palio in quest'otticva di crescita. «Noi mettiamo volentieri a disposizione quello che abbiamo e credo che l'idea dello scambio possa essere un buon punto di partenza per conoscersi e confrontarsi. Siamo in una delle stanze all'ultimo piano dell'edificio, che nel tempo, forse per coincidenza, sono state via via occupate da associazioni culturali in maniera spontanea.
E sempre in quest'ottica di lavorare insieme, vorrei ricordare che chi parteciperà al workshop a Genova, avrà anche accesso a seminari di approfondimento su altri aspetti della regia a Milano e Parma - con le compagnie partner dell'iniziativa - dove questo percorso di formazione è ancora più strutturato e per esempio coinvolge l'Accademia degli Artefatti che presenta il suo particolarissimo stile».