da Inganni estremi
La spiaggia era grigia di vento
smeriglio fino sulla tamerice
la maglia vecchia e sporca di vernice
il tintinnio discorde delle sartie:
passerebbero gli anni
splendenti, perdenti
(comprare al Covent Garden tulipani,
curare la mia febbre sui divani
magenta)
per ritrovare gli stessi occhi ridenti,
l’incorrisposto colpirebbe a morte,
l’ultimo sangue e l’ultimo respiro
sbiadirebbero d’oro le pagliuzze
delle iridi, l’azzurro trasparente,
il mare ti avrebbe perduto,
io non avrei mai espiato
il delitto senza attenuanti
l’assassino mai trovato.
La spiaggia sia grigia e abbandonata
la montagna sul cielo ritagliata:
cullare le tue lunghe ossa bambine
(finché avessi potuto e non volevo)
consolare, riparare
(amare non potevo).
Nada Pesetti