Ne abbiamo parlato fin dall'inizio (vedi box accanto) del rinnovamento in atto intorno al Mercato del Carmine e al quartiere in cui la struttura è inserita.
Sul fatto che il Mercato debba essere dismesso perché commercialmente ha smesso di funzionare tanto tempo fa, c'è un allargato consenso che però nel tempo ha faticato a trovare qualcuno che lo trasformasse in azione. Nel luglio 2007, nata proprio dalla gente che vive lì, l'associazione culturale Il Cantiere delle Idee costruisce una serie di iniziative coordinate da Stefano Bruzzone, Lucia Favarin e Norina Lodi, coinvolgendo artisti, compagnie teatrali e gruppi musicali intorno al Mercato. Gli eventi - ad oggi - sono arrivati a 23 e vanno da mostre d'arte e scultura a esposizioni di fotografie, alla partecipazione alla notte bianca e al capodanno.
«Il primo evento - racconta Stefano Bruzzone, presidente dell'associazione culturale - collegava le foto di Giorgio Bergami agli anni '70 e all'attività nel quartiere con Don Gallo, recuperando così la memoria storica, come primo passo verso una nuova identità dello spazio. In concomitanza dell'evento la piazza del Carmine fu chiusa alle auto dopo circa 15 anni con successo di pubblico. Quello che è certo al di là di megalomanie individuali, è che sfogliando gli archivi di cronaca dei media locali, il quartiere del Carmine fino al 2006 è stato spesso citato sulla cronaca nera, qualche volta - poche - per alcuni ritrovamenti artistici o per sottolineare la crisi del mercato commerciale. Ma è dal 2007, quando comincia la nostra attività di rilancio, che il Carmine è pressoché sparito dalle pagine di cronaca nera andando ad occupare quelle della cultura e attirare l'attenzione anche dei TG».
Ora, forse, siamo alla fase due, ovvero a quella che dovrebbe finalmente far diventare operativa la riqualificazione della struttura del Mercato (di cui si parla da decenni) con la sua conversazione a spazio che ospiti cultura - in una zona soppalcata della struttura - e, al piano terra, attività commerciali. Questo secondo atto che dovrebbe portare alla fase tre quella operativa, dovrebbe essere breve e prevedere già per dicembre la dismissione dell'ultimo banco, per lasciare spazio ai lavori di ristrutturazione.
In questo ultimo anno è andato in scena tra le fila dei municipi e della giunta comunale con il coinvolgimento della Confesercenti e della Coldiretti un confronto sulle varie possibilità, che ha visto bandire anche un concorso d'idee sulla destinazione e riqualificazione del mercato, i cui progetti dovevano essere presentati a settembre, ma andranno in mostra probabilmente nelle prime settimane di dicembre. Insomma ora la faccenda è nelle mani dei politici e dell'amministrazione che sta valutando la conversione di questo ma anche di altri mercati cittadini la cui attività commerciale è da anni di fatto cessata. Solo 19 al momento sembrerebbero essere quelli in piena operatività. Per tutti gli altri l'assessore Mario Margini, delega ai lavori pubblici, quello alla manutenzione Elisabetta Corda ma anche Gianfranco Tiezzi, assessore comunale al Commercio, stanno ipotizzando soluzioni nuove e personalizzate in funzione degli edifici e delle necessità specifiche siano queste di quartiere o delle aree più allargate, senza sottovalutare la possibilità di avviare formule di autogestione come quella partita da non molto a Di Negro.
Tornando al Carmine quello che Stefano Bruzzone e Il Cantiere delle Idee auspicano è un avvio rapido dei lavori e poi una progettualità che non richiuda il Carmine di nuovo su se stesso come quartiere nella città, ma da essa separato e non vissuto, ma piuttosto «crei i presupposti per una vera connessione con il tessuto urbano allargato e diretta a far crescere una coscienza sociale». E se poi come si dice si creasse un'ideale macro campus universitario - che si estenda da piazza dell'Annunziata a via Balbi, fin su all'Albergo dei Poveri, tenendo conto anche delle scuole secondarie e primarie della zona - che preveda attività commerciali più legate ad essa (tipografie, librerie, ecc.)? «Ben venga - prosegue Bruzzone - ma di questo nelle varie riunioni anche con il neonato CIV Zecca-Carmine non si è mai parlato e non vorrei che si trattasse di idee che restano sulla carta. Per realizzarle, occorre sedersi seriamente a un tavolo e discuterne nell'ottica di una reale necessità di ricollegamento.
Idealmente una delle soluzioni più interessanti sarebbe avere la zona soppalcata per attività culturali e al piano terra 8 banchi fissi con attività pensate ad hoc, altre 8 tipologie commerciali intelligenti e una parte centrale con una turnazione a calendario per un vero farmers' market di produttori; accanto a una pedonalizzazione dell'area che per altro il 90% degli abitanti già desidera».
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