Come tutti i grandi, Fabrizio De Andrè amava parlare, ascoltare o anche semplicemente incontrare il suo pubblico. Dopo ogni concerto la processione per entrare in camerino era di rito. Lui stava lì, seduto sulla sedia, con una sigaretta in mano e ascoltava, firmava, raccontava.
Insomma, lui non è solo il simbolo della poesia fatta musica, di cui è stato tra i maggiori interpreti di sempre. Era il classico mito con cui finisci a fare due chiacchiere, magari sulla squadra del cuore. Per questo è parte di tutti i suoi devoti ammiratori. È diventato patrimonio, storia, memoria di generazioni di ammiratori.
Ben sapendolo, il Comune di Genova e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura - che organizzano insieme alla Fondazione De André una grande mostra celebrativa in occasione del decennale della sua scomparsa - hanno deciso di coinvolgere il pubblico in un'iniziativa collaterale. La mostra principale inaugura la sera di Capodanno a Palazzo Ducale. A latere si sviluppa inizierà la cosiddetta Chiamata per Fabrizio.
Di che si tratta? Coloro che possiedono oggetti in ricordo di De Andrè possono contribuire ad una mostra parallela, che si svolgerà sempre a Palazzo Ducale nel corso del 2009. Spartiti, scritti autografi di Fabrizio, video originali, fotografie: tutto ciò che può contribuire a ricostruire storia e ricordo di De Andrè, in un’esposizione di testimonianze. Gli oggetti verranno scelti dai curatori della mostra principale.
Chi volesse partecipare può spedire il materiale - che verrà trattenuto rilasciando una ricevuta - entro il 31 marzo 2009 a Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, piazza Matteotti 9, 16123 – Genova, specificando la causale Chiamata per Fabrizio. Oppure si può portare gli oggetti a mano, presso la Biglietteria del Ducale, al Piano Porticato, dalle ore 9.00 alle 18.00 tutti i giorni tranne il lunedì.