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Dittatura di partito e vita quotidiana nella DDR
 
             
 

La DDR in mostra alla Wolfsoniana

 
Opere e oggetti di vita quotidiana. Per capire come se la passavano a Est quando il Muro di Berlino era ancora in piedi. Fino a marzo 2009
 
   

     
28 novembre 2008
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di
Daniele
Miggino
   

Il Muro di Berlino era caduto da poco, una massa infinita di persone si riversava a Ovest finalmente libera di attraversare il confine proibito. Già allora girava una voce, un motto, uno slogan: La DDR deve andare al Museo! E siccome i tedeschi sono precisi, in migliaia andarono, proprio al museo, per consegnare oggetti, volantini, manifesti, elettrodomestici, i soprammobili di casa. Tutto ciò che li aveva circondati nella vita precedente. Nasce così, nel 1990, l’attuale DHM (Deutsches Historisches Museum), frutto dell’unione tra i musei delle due repubbliche tedesche. Dalla collaborazione tra DHM, Wolfsoniana e Goethe Institut nasce la mostra Dittatura di partito e vita quotidiana nella DDR, visitabile fino al 29 marzo 2009 presso il museo di Genova Nervi.
La mostra è un riadattamento di un’esposizione che ha debuttato a Berlino nel 2007, un viaggio nella propaganda di regime della DDR, quando manca poco al ventennale della caduta del Muro di Berlino. È il primo dei tanti eventi che verranno dedicati a questo particolare anniversario a Genova, nel corso del 2009.

«Per questa mostra siamo usciti un po’ dall’arco temporale di cui si occupa la Wolfsoniana (1885-1945) - dice Matteo Fochessati, curatore della mostra insieme a Silvia Barisione e Gianni Franzone - perché rientra perfettamente nel nostro spirito, quello di raccontare l'arte e la Storia con la S maiuscola». Il periodo preso in considerazione è compreso tra la separazione politica delle due repubbliche alla caduta del Muro, anni in cui la vita intera dei cittadini è stata sotto controllo delle istituzioni: fosse il partito, le associazioni di categoria, o la famigerata STASI, i servizi segreti. Ovviamente, arte e cultura non potevano rimanere fuori da questa logica. La propaganda iniziava dalla scuola, con la Libera Gioventù Tedesca (bellissimo il manifesto Noi diventeremo il partito!, che trovate nella galleria qui sotto), e proseguiva al mondo del lavoro, alla famiglia.

Alla Wolfsoniana si trova un misto tra opere d’arte, oggetti e quelle che il direttore del DHM Otto Meyer, definisce: «tra le opere più tremende che siano mai state realizzate». Sono le cosiddette “allegorie statali”, lavori in cui retorica e kitsch creano un mix esplosivo.
Colpiscono i manifesti e gli slogan, soprattutto quelli degli anni Ottanta, che sembrano venire da un’altra era geologica. Molti ricordano quegli anni come fossero dietro l’angolo, ma come dice la storica Gabriella Airaldi: «per i ragazzi di oggi sono semplicemente storia».

Tra gli oggetti si trovano una splendida radio, un trapano, un set per uova alla coque, una macchina da cucire Veritas, la birra Berliner Pilsner. Tutto immancabilmente prodotto dall’Azienda Statale di turno. E poi una vera chicca: il soprammobile che già il titolo è tutto un programma, Lenin davanti al Museo del Cremlino. E potete anche vederlo qui sotto. A proposito di Lenin, il suo busto campeggia all’inizio della mostra, al fianco dei “padri” Marx ed Engels. Subito dopo la sfilza di capi di stato che ha governato la DDR: da Grotewohl a Ulbricht, fino all’ultimo, Erich Honecker.

Questa mostra è un importante momento di riflessione, per capire un periodo che, come dice ancora Gabriella Airaldi: «ha segnato profondamente la nostra formazione. Anche da questo evento emerge il ruolo centrale della Germania nella formazione dell’identità europea. E guardando la mostra si capisce che ancora oggi l’Europa è formata da molte storie e culture diverse».

 
 
 
 
 
Dittatura di partito e vita quotidiana nella DDR
Wolfsoniana, via Serra Groppallo 4, Genova Nervi
010 5761393
info@wolfsoniana.it
www.wolfsoniana.it

Prezzo: INTERO 5 EU, RIDOTTO 4 EU, SCUOLE 2.80 EU Eu   [info]
Chiuso: luned́

Orari d'apertura: 10.00 - 19.00; Note: dal 29 novembre 2008 al 29 marzo 2009

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