Ogni volta che arriva un fumetto nuovo, un angelo mette le ali
Quello che stiamo vivendo è sicuramente un periodo complicato. Non passa giorno senza che ci ricordino che c'è la crisi, che i soldi sono sempre meno e i poveri sempre di più. Inevitabile che in uno scenario simile crescano le preoccupazioni e alla fine - se proprio c'è da tirar la cinghia - ecco che a rimetterci non sono i nostri bisogni primari ma quelli spirituali, quelli che soddisfiamo ascoltando musica, andando al cinema, acquistando libri, film e ovviamente fumetti.
Si può aprire un dibattito su quali siano le spese evitabili e quali quelle necessarie, si potrebbe discutere se nella scala dei bisogni, la nostra formazione culturale debba occupare comunque i primi posti oppure no, fatto sta che va apprezzato il coraggio di chi, in un momento di indubbia propensione al sacrificio, decide di fare esordire comunque una nuova serie - bimestrale - concepita in un modo nuovo.
È questo il caso di Trigger - il nuovo fumetto edito dalla Star Comics - ideato e sceneggiato da Ade Capone, già autore di un fumetto di culto come Lazarus Ledd.
Per parlare del nuovo progetto Star Comics bisogna osservare che il fumetto va di pari passo con il mondo che lo circonda. Così come i fumetti di un tempo rispecchiavano una certo modo di raccontare gli eroi proprio del cinema o della televisione (penso all'eroe solitario alla Supercar ma anche a Tomas Magnum), anche le nuove serie - capaci di conquistare milioni di appassionati in tutto il mondo - sono di ispirazione per la costruzione delle storie a fumetti per le nuove generazioni di lettori.
Trigger - per ammissione dello stesso Capone - sente dell'influenza di serie corali come Lost o Heroes. Non è più un personaggio a dominare la serie, non è una squadra, ma un coro di protagonisti, separati anche se uniti da un destino comune - l'origine stessa del genoma umano - sparsi ai quattro angoli della terra. Milano, Las Vegas, Hong Kong e Sierra Leone.
La miniserie ideata da Ade Capone - a cui piace descriverla proprio come un telefilm a fumetti - prevede proprio un viaggio in cinque atti che i protagonisti faranno prima di arrivare all'epilogo. Ogni puntata prevede un nuovo pezzo del mosaico, ogni albo nuovi elementi pronti ad arricchire le conoscenze del lettore/spettatore e a catturarlo per l'appuntamento successivo. Da appassionato visitatore di Lost conosco bene la sensazione che da la scoperta mista alla curiosità di andare avanti. Da qui l'idea di dare non uno ma ben quattro riferimenti geografici al lettore. Quattro location differenti per quattro personaggi che non si somigliano e lasciare che ciascuno intraprenda la propria strada, lasciando al lettore il compito di scegliere il proprio eroe. Come in Lost, chi è l'eroe? Lock, Sawyer o Jack?
A confermare questa scelta c'è il primo numero, un edicola in questi giorni, che presenta i quattro protagonisti, Sun Linch da Hong Kong, Milton Margai dalla Sierra Leone, Patrick Sanna da Milano e Grace Ross da Las Vegas, che improvvisamente vedono il mondo cambiare attorno a loro, avvolti dalla spirale del DNA.
Il primo albo infatti altro non è che il trampolino verso i prossimi episodi. Una specie di episodio pilota, il modo migliore per dare appuntamento agli albi che verranno, quattro incipit che promettono di diventar altrettante storie.
Non resta che aspettare gli sviluppi e vedere cosa succede.
Buona Lettura!