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My Space: Genova si butta nella mischia

 
Presentato un nuovo progetto del Comune sul famoso social network. Per informare e interagire. La parola d'ordine è: cittadinanza 2.0
 
   

     
Genova, 16 dicembre 2008
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di
Daniele
Miggino
   
Genova My Space

Genova si butta nella mischia, quella di My Space: ben 120 milioni di utenti nel mondo, di cui 2,5 milioni in Italia e 40 mila nel capoluogo ligure. È stato presentato questa mattina - martedì 16 dicembre 2008 - un nuovo progetto curato dall'assessorato alla Città Digitale del Comune in collaborazione con My Space Italia. Si chiama Genova Hub, ed è la prima volta che un Comune sbarca su un social network per proporre nuovi stimoli ai cittadini: «è un importantissimo valore aggiunto per un'idea moderna di democrazia», dice l’assessore Andrea Ranieri. L'obiettivo è avvicinare le istituzioni alle persone, per informarle e farle interagire. In due parole: cittadinanza 2.0.

Di cosa si tratta? All’interno del network di My Space è stata realizzata una pagina dedicata a Genova. Lì si trovano notizie del giorno, l'agenda degli eventi, focus tematici, gallerie fotografiche, video, un archivio del patrimonio storico genovese, informazioni su cosa fare e dove andare nel tempo libero. Una vetrina di Genova, insomma.
Ma l'aspetto interessante della faccenda, secondo i promotori, sta nell’aspetto dell’interattività. Gli utenti di My Space, infatti, potranno diventare “amici” del Comune e scrivere la propria sugli argomenti più diversi, creare gruppi d’interesse, colloquiare in qualche modo con gli amministratori della propria città. «Genova Hub non è un portale dove Comune e cittadini dialogano - afferma Stefano Rocco, Marketing e Content Director di My Space – cosa che potrebbe avvenire anche su un sito istituzionale ufficiale. L'aspetto innovativo è il diverso approccio al cittadino: per la prima volta l'istituzione va dove le cose succedono». E si apre ad un interazione aperta, più paritaria.

«Qualcuno mi ha chiesto se ho paura delle critiche che potranno uscire dai commenti dei lettori - dice Ranieri - io rispondo che mi spaventa più il silenzio, l’indifferenza dei cittadini che non protestano perché hanno perso ogni speranza. Insomma, speriamo ne arrivino tante di critiche». Francesco Barbarani - Country Manager di My Space  per l’Italia - aggiunge: «questo è un aspetto importante del social network: molte aziende hanno creato casi di successo partendo da commenti negativi». E prosegue: «questo strumento permette di passare da una comunicazione online a una comunicazione inline, cioè dentro la rete».

Dopo l’esperimento fatto su Youtube con il canale GenoaMunicipality, che continuerà parallelamente all’impegno su My Space, il Comune allarga dunque i propri orizzonti sulla rete. Aumentano gli spazi dedicati a chi vuole informazioni su Genova, ma anche per chi fa cose. «Il Comune ha censito circa 370 band musicali nel territorio genovese – dice Francesco Bollorino, responsabile del progetto - e 350 associazioni solo nel ponente cittadino. La novità è che noi andiamo ad intercettare queste realtà sul terreno in cui si muovono abitualmente». Tra l’altro, l’utenza musicale è una delle più forti su My Space: sono circa 5 milioni i gruppi che hanno il proprio spazio nel mondo, 250 mila in Italia.

«Il progetto è a costo zero», dicono dal Comune. Dell’aggiornamento si occuperanno 8 studenti del corso di giornalismo presso l’Ateneo genovese, che faranno lì lo stage obbligatorio. Per My Space la prospettiva è avviare un nuovo filone per il social networking, legato alla cittadinanza oltre che alle professionalità e alle passioni individuali - «vogliamo far interagire tutti i creativi che si muovono sulla rete: scrittori, designer, musicisti, artisti con la città», dice Barbarani - e se andrà bene sotto la Lanterna, avranno un format bell’e pronto da proporre in giro.

 
 
 
 
 
 
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