In dialetto genovese si chiamano maixei. Sono i muretti a secco, tra gli angoli più caratteristici della Liguria, celebrati anche da De André e Montale, sulle cui pendici sono piantati i vigneti di Dolceacqua, a un'altitudine che varia dai trecento ai seicento metri sopra il livello del mare.
Ed è proprio Maixei è il nome scelto per la nuova annata di Rossese di Dolceacqua, presentata a Genova da Federico Crespi e da un team di agronomi e viticoltori. Il vino contiene solo uve di Dolceacqua, senza aggiunta di zuccheri o altre sostanze estranee. La coltivazione presenta alcuni aspetti particolari: defoliazione delle viti, maggiore esposizione al sole nel mese di agosto, vendemmia anticipata. L'uva raccolta nell'autunno 2007 è stata utilizzata per creare i due vini della linea: il normale (fino a 12°), imbottigliato nell'aprile 2008, e il superiore (dai 13° in su), commercializzato lo scorso novembre dopo dodici mesi di invecchiamento in botte.
L'agronomo Massimo Ghione ci spiega: «il vino non è quasi mai un business. Si tratta soprattutto di proprietari di piccoli vigneti, magari piantati dal padre o dal nonno, che fanno tutt'altra professione ma che, per tradizione familiare o per passione, dedicano il proprio tempo libero alla loro cura». I quaranta piccoli produttori affiliati alla cooperativa hanno realizzato complessivamente 55.000 bottiglie, che si possono trovare nelle cantine, ristoranti e wine bar tra Genova e Ventimiglia. Il vino è già stato presentato a Genova, Sanremo e Imperia, e naturalmente a Dolceacqua, «dove un nostro punto vendita nella piazza centrale del paese copre da solo il 20% circa delle vendite complessive». Al dettaglio costano dai 9 Eu a bottiglia (il normale) a 10,50 Eu (il superiore).
«I concorrenti diretti sono pochi - racconta Federico Crespi - I problemi sono principalmente due: da un lato far accettare ai ristoratori di avere più di un Rossese sulla propria Carta dei vini, e dall'altro far capire ai clienti che i tradizionali accoppiamenti possono essere sovvertiti.» Abbinare un Rossese di Dolceacqua a un secondo di pesce? Provate, forse si può.