La scena hip hop genovese si fa sempre più spazio sul territorio nazionale. Pensie, membro del collettivo hip hop Full Clip Team, lancia il suo primo album ufficiale, dieci tracce racchiuse nel titolo del disco Nacque nei Projects, prodotte dal beat maker di Lodi FatFatCorfunk, uno dei migliori produttori della scena italiana che collabora tuttora anche con i Club Dogo, e realizzato in collaborazione con l’etichetta romana Gold Chain Records. Nacque nei projects, mixato e masterizzato da Rubo, altro big della scena italiana, è un viaggio nella coscienza e nella vita del rapper genovese che riversa nelle canzoni amore per la cultura Hip Hop ed esperienze di vita.
Finalmente è arrivato il tuo primo album ufficiale, un prodotto con il quale ti presenti al mercato nazionale della musica hip hop, quanto hai lavorato per l’uscita del disco?
È un progetto realizzato con estrema calma e tranquillità. Ho iniziato a scrivere i pezzi un anno e mezzo fa, senza darmi scadenze, e dopo pochi mesi mi sono ritrovato in mano dieci canzoni di cui sono soddisfatto al 100%.
Perché hai scelto come titolo Nacque Nei Projects?
È anche il titolo del primo pezzo che ho scritto. Ho trovato il filo conduttore comune della nascita mia e di quella dell’Hip Hop: le case popolari. Questa Cultura ha le radici in quei palazzoni della periferia di New York, io nei miei. Con le dovute proporzioni, perché quando si parla del Bronx è irrisorio il paragone con Molassana. Ascoltando la canzone si capisce comunque l’umiltà che è stata usata per la scrittura di un testo del genere.
In tanti si prenderanno male per il mio uso della parola project, ma io la vedo come una traduzione letterale che credo mi appartenga e renda il mio linguaggio più incisivo. Nulla più.
Le produzioni del tuo album portano la firma di uno dei più importanti beatmaker della scena nazionale, FatFat Corfunk, quanto ha influenzato la sua presenza nella creazione del disco?
Innanzitutto è stato per me un onore potermi avvalere dei beats di un produttore del suo calibro. La sua passione per l’Hip Hop è riuscita ad alimentare ancora di più la mia. Ha una conoscenza enorme in materia e anche il solo saperlo mi è servito a farmi riflettere maggiormente su ogni rima che andavo a scrivere e a usare le pinze negli argomenti che trattavo. Rispetto.
Il tuo album racconta la realtà della vita nelle case popolari di Molassana, ciononostante esiste ancora il pregiudizio di chi pensa a queste etichette come stereotipi di questo genere musicale. Qual è la tua realtà? Cosa racconti nei tuoi testi?
Molta gente sminuisce alcune realtà rispetto ad altre solo perché non le vive. Talvolta c’è addirittura la presunzione di negarne l’esistenza. Io non vengo dalle Favelas. Ma nemmeno da Nervi o da Albaro. So cosa vuol dire vivere in 39 metri quadri e dormire nell’ingresso di casa. So l’effetto che fa vedere i propri cari in serie difficoltà economiche. Conosco perfettamente la frase “non possiamo permettercelo”, soprattutto quando estesa a situazioni ritenute assurde dal 95% delle persone a cui ne parli. Le case popolari sono il mio status symbol. Nei miei testi parlo di questo, e delle relative conseguenze sul mio pensiero.
Cosa vuol dire fare Hip Hop a Genova?
Vuol dire sbattersi molto di più per riuscire ad emergere. Vuol dire avere poco confronto. Vuol dire ritrovarsi a fare esibizioni dal vivo e vedere di fronte sempre le stesse persone.
Quali sono i tuoi obiettivi immediati e quali i progetti futuri?
Il mio primo obiettivo è naturalmente quello di riuscire a promuovere al meglio questo album. Spero di farlo bene, soprattutto cantando il più possibile, specialmente fuori dalla Liguria.
Dopodiché ci saranno gradite sorprese con l’arrivo della bella stagione.
Dove si potrà trovare il tuo disco?
Nei maggiori Hip Hop Stores e Digital Stores della penisola, alle mie serate e ovviamente via internet scrivendo a nacqueneiprojects@hotmail.it o al sito www.myspace.com/pensiedallecasepopo