Si chiama Kitchen mon amour (via San Donato 13, Genova). Ha inaugurato la settimana prima di Natale nel triangolo caldo della movida genovese, tra piazza delle Erbe, Stradone Sant’Agostino e San Bernardo. Il nuovo locale, curato dal mitico Massimo Lupi – oste storico della Polena – e da un gruppo di ragazze giovani (Romina Leardi, Michela Canu, Francesca Corsanello), nasce dove per qualche anno ha vissuto l’Alter ego.
Grande, anche se arzigogolato come molti interni del centro storico, e su tre livelli. C’è spazio per prendere un caffè altezza strada, per un aperitivo al primo piano, per mangiare qualcosa nel ringhierato con vista sulla pista da ballo. Ci siamo stati la sera di Natale, prima vera festa del neonato Kitchen, con i dj Capasoul e Fabio De Luca. Ma, come si capisce dal nome, l’aspetto musicale non sarà la punta di diamante del locale, che invece mira ad un movimento più tranquillo, dove trangugiare un boccone, fare due chiacchiere.
La cucina propone un menu vario – misto carne e pesce – per una spesa che si aggira intorno a venti Eu, moneta più moneta meno. Novità invece all’aperitivo: qui la scelta è stata il prezzo, politicissimo. 4 Eu per un bevuta non si spendono più nemmeno in campagna tra un po’. In compenso latitano gli ormai famigerati stuzzichini. Scelta di campo.
Dal 31 gennaio parte anche una programmazione culturale, che va dalla musica al cabaret, alle serate enogastronomiche. La prima serata avrà come ospite The Niro, autore folk alternativo molto in voga al momento. E verso metà febbraio dovrebbe arrivare, salvo imprevisti, l’autore statunitense Dave Muldoon.