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Spiderman meets Obama
 

Barack Obama meets Spiderman

 
Il numero 583 del fumetto ha una guest star d'eccezione. Il neo Presidente degli Usa. E il numero va gią a ruba su E-Bay. A breve in Italia
 
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Genova, 15 gennaio 2009
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di
Francesco
Cascione
   

In occasione della cerimonia in cui il Presidente Eletto Barack Obama giurerà sulla Costituzione, la Marvel - nella persona del gran capo Joe Quesada - ha deciso di celebrare l'evento con un numero speciale di Spiderman - di cui Obama è appassionato lettore - in cui il supereroe è chiamato a smascherare un impostore che punta a sostituire il presidente eletto.

Il numero 583 dell'Uomo Ragno è uscito nelle edicole americane ieri (mercoledì 14 gennaio 2009) e già oggi su Ebay la sua quotazione supera i cento dollari. Un successo che racconta da sé quale entusiasmo ci sia attorno a questo presidente, prima ancora che entri nella famosa stanza ovale. Sulla copertina di questo numero - che presto approderà anche in Italia - appare il viso di Obama in primo piano con uno Spidey nella sua classica posizione a testa in giù che dice: «Hey, se tu puoi entrare nella mia copertina, allora io posso andare sulla banconota da un dollaro?».
Conflitto in Medio Oriente, crisi economica, guerra in Iraq e guerra in Afghanistan. I rapporti con paesi come Iran, Siria, Corea e Cina da ridefinire, senza dimenticare la Russia. Tante le sfide che attendono il neo presidente americano, tutti banchi di prova nei quali dovrà dimostrare di non essere solo un simbolo buono per i fumetti ma il portatore sano di un Nuovo Corso. 

Il 20 gennaio 2009 (martedì prossimo), infatti, Washington e la Casa Bianca saranno al centro del mondo. È ormai assodato, infatti, che l'investitura a Presidente degli Stati Uniti d'America di Barack Obama sarà un evento di portata planetaria, non solo per il ruolo che l'avvocato di Chicago è chiamato a ricoprire, ma soprattutto perché negli ultimi 12 mesi Mr Obama è diventato un'icona, il simbolo dei molti - in America e nel mondo - che confidano in un futuro migliore.
Obama ha convinto milioni di cittadini americani a votarlo, superando le difficoltà che l'esercizio del diritto di voto pone agli elettori USA: in America bisogna fare una lunga trafila per ottenere la tessera elettorale, che in Italia arriva a casa. Ed è stato eletto da una larga maggioranza.

È giovane, adora giocare a Basket e non ha paura di andare a comprarsi da solo un hot dog. Il colore della sua pelle è poi il segnale più forte che qualcosa sta per cambiare nel paese dello Zio Tom. E qualcosa potrebbe cambiare anche nel resto del mondo, alla faccia di chi continua a vedere nel diverso una minaccia o - come sta avvenendo in questi giorni in Italia - un'occasione per far quadrare i conti dello stato tassando i permessi di soggiorno.
Parla di pace, di chiudere con la prigione e le torture di Guantanamo, di rivedere le strategie di guerra (anche se conferma la presenza militare in Afghanistan). Inevitabile che una figura tanto forte da apparire quasi figlia di una sceneggiatura TV - tante le somiglianze con il Presidente Palmer della seconda serie di 24 - possa arrivare a diventare co-protagonista in un albo dell'Uomo Ragno, l'eroe americano più amato.

Inserire i personaggi del fumetto nel mondo in cui vivono i loro lettori è una delle caratteristiche della Marvel, la casa editrice dell'arrampicamuri più famoso della terra. La New York in cui Spider Man, i Fantastici 4, Dare Devil e gli X-men agiscono è quella vera. Tanto che, subito dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, fu quasi inevitabile la pubblicazione di un numero speciale - listato a lutto - dell'Uomo Ragno in cui lui e gli altri supereroi, increduli e impotenti, assistevano sgomenti alla catastrofe delle Twin Towers per poi scendere a Groud Zero ad aiutare i pompieri, i poliziotti le persone comuni che in quel giorno - il più nero della storia americana - tirarono fuori la loro parte migliore, diventando eroi.

 
 
 
 
 
 
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