Una grande festa piena di colori, allegria e tanta, tanta gente. Ecco come si prospetta uno degli eventi più attesi del 2009, a Genova e non solo.
Mancano ancora sei mesi ma del Gay Pride si parla già molto, e probabilmente con qualche polemica di troppo. A partire da quella della data: sembrava ormai fatta per sabato 13 giugno 2009, e invece - è notizia di ieri - il Comune di Genova ha chiesto agli organizzatori di spostare la manifestazione per la concomitanza del Corpus Domini. «Siamo aperti a qualsiasi tipo di dialogo con le istituzioni» afferma Francesco Serreli, presidente dell'Arcigay Genova L'Approdo e tra gli organizzatori dell'evento (oltre a questa associazione, il Comitato Genovapride 2009 è anche formato da Crisalide AzioneTrans e Arcilesbica nazionale).
Quello del Gay Pride genovese è un progetto che ha origini lontane, mi spiega Francesco: «l'idea è partita nel 2002, quando è nata la nostra associazione. Abbiamo rimandato per un po', e quando abbiamo visto che quest'anno non si era ancora proposta nessuna città, ci abbiamo provato». Di lì a poco, la decisione da parte dei consigli direttivi nazionali di scegliere il capoluogo ligure come sede del Gay Pride 2009.
E dunque, che sia il 13 o un altro giorno, il giugno genovese si preannuncia particolarmente frizzante. In realtà, però, gli eventi di avvicinamento al Gay Pride sono già iniziati: incontri, proiezioni, presentazioni di libri, dibattiti (tenete sott'occhio il sito di Arcigay Genova). In particolare, nel periodo intorno al 27 gennaio sono organizzati eventi in occasione del Giorno della Memoria; a San Valentino c'è l'iniziativa Crossing kisses per le strade di Genova; a maggio ci sarà un torneo nazionale di pallavolo gay-lesbico; a giugno, poi, è anche previsto uno spettacolo con la partecipazione di Paola e Chiara.
E si arriva finalmente alla giornata dell'orgoglio gay: «ci saranno 100-150 mila persone provenienti da tutta Italia e dall'estero» afferma Serreli, e spiega: «sono due i possibili itinerari del corteo, ma bisogna ancora verificarli con questura e prefettura». Il percorso della Gay Parade quindi resta top secret, ma in linea di massima dovrebbe partire da piazza Di Negro per concludersi a De Ferrari.
Dopo la sfilata, come evento conclusivo, una grande festa: «speriamo di farla alla Fiera, lì c'è spazio per diecimila persone».
In Italia, il Gay Pride arriva arriva a Genova dopo avere toccato, negli scorsi anni, altre città. Bologna, Milano, Roma, Bari, Torino, in ordine sparso. Eventi a cui ha partecipato anche Francesco Serreli: «ricordo sempre un'atmosfera molto positiva, con un mare di gente di tutti i tipi, un po' come è variegata la nostra società», racconta. Il più bello? «Quello di Roma», risponde sicuro: «c'era un milione di persone. È stato faticoso per tutti i chilometri che abbiamo fatto, ma vedere piazza San Giovanni strapiena di gente è di un bello che non ti immagini». E aggiunge: «in ogni località, da Bari a Torino, abbiamo sempre trovato una grande accoglienza da parte della cittadinanza e non ci sono mai stati scontri».
Anche a Genova il clima sarà il più festoso possibile, nonostante le accuse di blasfemia e porgnografia da parte della Curia: sarà mai possibile arrivare a un punto d'accordo? «Non nascondo che nel movimento LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, NdR) ci siano alcune frange anticlericali: noi dell'Arcigay, però, siamo disposti a ogni tipo di dialogo».
E quando gli accenno che molti considerano il Gay Pride genovese come un attacco al Presidente della CEI Angelo Bagnasco, la risposta di Francesco è seria e immediata: «cose del genere non ci passano neppure per la testa».