L’iniziativa dell'Uaar, l'unione degli atei, agnostici e razionalisti, di farsi pubblicità a Genova su due, si badi bene non duecento, ma addirittura due autobus AMT, sposando l’idea lanciata a Londra dalla British Human Association, con la provocatoria scritta «La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che puoi farne a meno», sembra proprio aver colpito nel segno. La provocazione è per definizione un’istigazione che suppone una reazione da parte del o dei provocati. E le reazioni non sono mancate, come non mancano in Italia, non appena qualcuno, sia esso politico, attore, scrittore o, come in questo caso, un’associazione, si permette di mettere in discussione il Dogma della Chiesa.
D’accordo, la frase originale coniata dalla British Human Association, era più flemmatica, con quel «probabilmente» anteposto al «Dio non esiste», ma il proposito rimane lo stesso, ovvero quello di dar voce ed esposizione anche a coloro che non accettano l’esistenza di una coscienza superiore che osserva e giudica la nostra condotta. In uno Stato Laico ciò dovrebbe sembrare, perlomeno, legittimo.
Tuttavia non voglio soffermarmi più di tanto sulle prevedibili insurrezioni della Destra e delle Associazioni Cattoliche, è evidente che non conoscono il concetto fondamentale di pubblicità che, dal mio libro di Scienza della Comunicazione, «deve contenere un messaggio breve, sintetico e che colpisca il giudizio critico del fruitore» (anche se sembrano conoscere bene tale principio in altre circostanze, visto il loro silenzio sulle provocazioni pubblicitarie che istigano all’alcolismo o a rovinarsi per acquistare un TV plasma a rate).
Tanto meno voglio mettermi a disquisire sulla questione teologica, per provare o meno l’esistenza di Dio. Poiché questa credo sia un’ambizione che nessun uomo mai, potrà soddisfare in questa vita.
Mi chiedo perché tutti, dal politico all’impiegato statale, parlino favorevolmente di Pluralismo e poi, appena sorge una voce antietica, si tenda sempre ad esecrarla piuttosto che provare a capire le ragioni di un diverso punto di vista. Questo accade, come dicevo, soprattutto quando la voce fuori dal coro, la voce di minoranza, si scaglia contro il Governo e la Chiesa. Mi pare evidente che in questi casi, la Democrazia vada a farsi benedire, per usare un gergo attinente e oggi più che mai, la tendenza preoccupante in Italia sia quella di eliminare, se possibile, ma screditare sempre e comunque il contraddittorio.
In questo Stato Laico, è bene sottolinearlo, Laico, diamo per scontato che gli uomini di Chiesa possano apparire in televisione di continuo, sentenziando liberamente su argomenti come il Diritto e la Scienza; oppure che ci debbano essere i crocifissi appesi nelle Scuole.
Per la prima volta invece viene data un po’ di rilevanza e visibilità ai milioni di atei nel mondo, attraverso una banale pubblicità, e questo provoca uno scandalo generale. A questo punto non mi stupirei se domani uscisse la notizia che una qualche Associazione Cattolica ha sponsorizzato la scritta: «La buona notizia è che Dio esiste. La cattiva è che tu andrai all’Inferno».
Questo è sarcasmo, si intende.