Ehi, tu, sfegatato ultrà del Genoa! Sì, proprio tu, che -daltonico o meno- vedi il mondo in tinta rossoblu. Ho l'oggetto che fa per te, il gioiello che non può mancare nella tua bacheca dei cimeli: si tratta de Il mio Genoa (ed. Coedit), una graphic novel che parla proprio della tua squadra, o mio baldo grifoncello di periferia.
In un'ottantina di pagine elegantemente rilegate a filo, Stefano Scagni e Luigi Copello hanno disegnato, Enrico Massa ha inchiostrato e Gabriele Parma si è occupato del lettering di una storia scritta durante l'estate del 2007 dal nostro Sergio Badino che -colpo di scena- pur essendo di fede doriana si è buttato a capofitto nel progetto promosso dal Genoa C.F.C.: «Uno sceneggiatore professionista deve essere in grado di affrontare qualsiasi argomento», nicchia sorridente. «Scherzi a parte -continua Sergio- le vicissitudini del Genoa sono così rocambolesche da poter suscitare interesse in chiunque. In particolare, gli anni fino al 1945 sono quelli più avventurosi ed interessanti: non sono rimasto insensibile al fascino di una storia del genere».
Suoi sono la sceneggiatura, il soggetto e l'originale taglio conferito al racconto: «Non si tratta semplicemente di un elenco cronologicamente ordinato delle vicende legate alla storia della Società», spiega Sergio. «Ho elaborato una storia vera e propria, sfruttando un éscamotage abbastanza frequente nel mondo della letteratura». Badino ha scelto, infatti, di affiancare all'epopea della più antica squadra di calcio italiana quella di un'ipotetica famiglia genovese, dal 1893 -anno di fondazione del Genoa Cricket and Football Club- fino al ritorno in serie A: «Ho immaginato che il tifo per il Genoa sia stato tramandato per generazioni all'interno di questo nucleo famigliare, il cui ultimo rampollo sembra però poco interessato alla storia della squadra di famiglia. Il fratello maggiore lo inizia all'argomento conducendolo da Claudio Onofri che, come una sorta di Virgilio sui generis, gli racconta del legame tra il club calcistico e la sua famiglia».
Il tutto costituisce un valido pretesto per raccontare le imprese e le numerose curiosità legate al mondo pionieristico del football dei primi del Novecento.
Sapevate, per esempio, che il Genoa fu il primo club calcistico italiano ad avere un treno ufficiale di tifosi pronto a spostarsi per le trasferte? E che si deve al primo allenatore della squadra, l'inglese Spensley, l'uso corrente del termine mister?
Il ritmo del racconto è particolarmente serrato: Badino ha dedicato circa sette pagine ad ogni decennio, immaginando un epilogo ambientato, però, nel futuro.
«Al di là dell'argomento, abbastanza inusuale all'interno dell'offerta editoriale nostrana, si tratta di una vera storia a fumetti, fruibile come un qualsiasi albo», spiega ancora Sergio. «Grazie al punto di vista inedito col quale viene raccontata la storia, penso che il volume possa interessare chiunque, non solo i tifosi del Genoa... che, comunque, per definirsi tali, non possono non averlo nella propria libreria». Hai sentito, caro tifoso della Nord, tu che sogni di poter sfiorare con lo sguardo il sacro piede di Milito? Fai un passo al Genoa Store di Piccapietra, caccia 59 sacchi e accattatelo senza pensarci due volte, va.