mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale BLOG mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Musica  |   Teatro  |   Cinema
mentelocale
 
         Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Agenda teatrale | Multimedia  | Webcam
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
genova  >  spettacoli  >  Teatro
Gomorra
Dalla replica dello spettacolo al Teatro Mercadante Stabile di Napoli
 

Gomorra: spettacolo criminale alla Corte

 
La versione teatrale del romanzo scritta in collaborazione con Saviano. Dal 27 gennaio al 1° febbraio. Intervista al regista Mario Gelardi
 
   

     
Genova, 24 gennaio 2009
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Gomorra
di Roberto Saviano e Mario Gelardi

regia Mario Gelardi; con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Antonio Ianniello, Giuseppe Miale di Mauro, Adriano Pantaleo e con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux; scene Roberto Crea; costumi Roberta Nicodemo; musiche Francesco Forni; immagini Ciro Pellegrino; una produzione del "Mercadante Teatro Stabile di Napoli"

Gomorra a teatro è un fenomeno pari - con le dovute proporzioni - al romanzo tradotto e pubblicato in 33 paesi, anche se nelle parole del regista Mario Gelardi si legge un ridimensionamento: «noi qui raccontiamo la camorra in teatro, mentre Roberto si espone e si prende la responsabilità in prima persona».
Lo spettacolo solo quest'anno ha in programma 200 repliche ed è richiesto dai direttori di teatro tanto quanto i musical più gettonati perché è un grande successo di pubblico. Martedì 27 gennaio 2009 arriva a Genova al Teatro della Corte, dove resta per una settimana - fino al primo febbraio.
«Per me, come regista, venire a Genova - afferma Gelardi - è come sostenere un esame di stato. Ci sarò senz'altro perché sono curiosissimo di vedere la reazione di un pubblico di alta qualità teatrale, cioè educato a guardare il teatro. E poi mettere piede alla Corte è qualcosa che non posso perdermi».

Nato prima del film firmato da Matteo Garrone e contemporaneamente all’ultima fase della stesura del romanzo-reportage, come si legge nella presentazione che accompagna lo spettacolo, la versione teatrale di Gomorra è in continua evoluzione e aggiornamento e punta lo sguardo sulle due facce della camorra: l'organizzazione criminale e quella finanziaria. Ma soprattutto è il risultato di una stretta collaborazione tra lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, il regista Mario Gelardi e l’attore Ivan Castiglione.

Ma com'è scattata l'intesa?
«Ci siamo conosciuti 4 anni fa. Spesso ci si dimentica che all'epoca Roberto era un ragazzo di 24 anni che scriveva sui siti internet e qualche volta sul Corriere del Mezzogiorno e poche altre testate. Ivan e io ci siamo imbattuti in un suo articolo, mentre stavo scrivendo un testo teatrale (La ferita, ndr) su Annalisa Durante, la bimba uccisa in un conflitto a fuoco».

Qual è stata la parte più complessa della costruzione dello spettacolo?
«La cosa più difficile è stato scegliere le storie, tra le molte raccontate nel romanzo. Alla fine abbiamo preso quelle secondo noi più interessanti per far capire che cos'è la camorra: non più solo quella che spara e quella dei quartieri a rischio, ma anche quella delle grandi società e dei grandi investimenti da Milano in su. Così, in scena va il braccio armato, ma anche quel gruppo di giovani che hanno studiato e che un'alternativa ce l'avrebbero senz'altro avuta, ma che invece scelgono di venire assoldati per gestire grandi capitali».

È possibile che questa scelta corrisponda ad un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani di cercare la via più breve per ottenere successo, ricchezza e potere? E che spesso parlandone tendiamo a ridurla all'ambizione di diventare veline o tronisti?
«C'è un fatto, da noi: c'è che la strada più breve è criminale, altro non c'è. E c'è anche che questa strada breve porta alla morte e a un finale comunque tragico. Per questo il nostro è uno spettacolo senza speranza perché noi intendiamo fotografare questa realtà. Chi sceglie quella strada deve sapere che sarà una vittima. Senza ambiguità, chi sceglie la strada del male, finirà male».

In scena quindi solo cinque personaggi più uno: lo stesso Roberto Saviano che fa da collante tra il sarto Pasquale, Mariano faccia pulita della camorra, lo spacciatore Pikachu, la sentinella Kit Kat, lo Stakeholder e il mediatore che smaltisce rifiuti tossici. Con Saviano lo spettacolo continua a raccontare la storia anche del dopo Gomorra, quella delle minacce, della vita sotto scorta, ma anche quella del dibattito e della solidarietà allo scrittore che rimbalza sui media internazionali. Anche il pubblico in sala mi pare vi stia dando forti risposte, no? È forse anche il promotore di una continua rielaborazione dello spettacolo?
«Il riscontro è talmente forte - prosegue Gelardi - che va al di là di chi applaude la sera in platea. Ci sono persone che hanno visto lo spettacolo 4/5 volte, e poi alla fine di ogni replica è abbastanza straordinario vedere che c'è sempre gente lì che ci aspetta per parlare con noi. È un pubblico vicino e entusiasta che vuole partecipare e testimoniare per come può - non tutti sono eroi - solidarietà allo spettacolo, alla causa, a Saviano. È un pubblico che ci chiede sempre più notizie, più informazioni anche a seconda dei risvolti criminali affrontati dalla stampa o, a seconda degli ambiti regionali che tocchiamo, per sapere fin dove si spinge l'azione criminale. E poi la camorra non è ferma: è un organismo in continuo movimento, per questo è un continuo aggiungere e modificare».

Per altro la storia è ambientata in un cantiere organizzato su due livelli creati sul palco da uno schermo che diventa trasparente per lasciar spazio all'azione attoriale, mentre andando a nero ci conduce in un racconto simbolico per immagini con proiezioni non realistiche realizzate dal video-artista Ciro Pellegrino.
«Una città, sempre in costruzione o sempre in decadenza. Ho cercato un senso di movimento circolare, un continuo rincorrersi di personaggi e storie. Un continuo senso di disagio che non ti fa stare fermo sul posto, che fa cercare, cercare sempre qualcosa di diverso, qualcosa di “altro” da quello che si è e si ha. Un rincorrersi delle storie continuo, con i personaggi che si superano, che si affiancano, che si fermano ad ansimare per la fatica».

Cos'è che non è stato possibile inserire nello spettacolo, ma avreste voluto ci fosse?
«La storia di Don Peppino Diana: un parroco morto ammazzato, un'altra vittima della camorra a Casal di Principe, una storia molto importante e complessa. Però qui era la camorra la protagonista e non le sue vittime quindi a malincuore abbiamo deciso di non affrontarla, per non sciuparla e non correre il rischio della superficialità. Ma ci lavoreremo senz'altro. Intanto Roberto ci ha lanciato in un altro progetto, Santos: una storia sulla crescita di 4 ragazzi in un ambiente tremendo ma con la speranza di salvarsi ed evadere attraverso una grande passione, come quella del calcio per esempio. È il dopo-Gomorra, il riscatto».

Oltre allo spazio sul sito di Roberto Saviano, lo spettacolo ha un suo indirizzo su Myspace e ogni giorno non si contano i nuovi amici di Mario Gelardi su Facebook.

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
Gomorra - pistola
 
   
Articoli correlati
 
Roberto Saviano
Saviano a Genova: Alì mi dà la forza
18.03.08
saviano
Saviano racconta la monnezza di Napoli
14.03.08
16.10.08
Sit-in per Saviano: «vogliamo giustizia»
16.01.09
Gomorra fuori dagli Oscar. Perché?
14.05.08
'Gomorra' arriva in sala
 




 

Oggi in home page
  Che cosa regalo a San Valentino? Ecco qualche idea  
  Paola Tavella racconta il quartiere del Carmine  
  Marta Vincenzi: «Un secondo mandato all’insegna della continuità»  
  Roberta Pinotti: ho contatti nazionali, anche Napolitano mi richiama subito  
  Marco Doria: «A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?»  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License