Il 26 gennaio 2007, all’età di 85 anni, se ne andava Lele Luzzati. Il giorno successivo avrebbe dovuto partecipare all’evento principale delle celebrazioni del Giorno della Memoria. Non fece in tempo.
Sono passati due anni. Lunedì 26 gennaio 2008, a Palazzo Ducale, lo ha ricordato uno dei più importanti scrittori per l'infanzia israeliani - Meir Shalev – che con Lele fece un'animazione straordinaria: «abbiamo sintetizzato in dieci minuti di filmato la lunga storia di Gerusalemme. Un'impresa quasi impossibile». Ma non solo: «se si guarda attentamente - prosegue lo scrittore - si nota che Lele riuscì ad inserire nella trama due donne nude e un maiale, cosa da evitare assolutamente quando si fa un film del genere. E infatti nel mio paese è diventato un casus belli. Ma a me è piaciuto tanto».
Lele aveva il gusto del gioco - «per capirlo mi è bastato con che entusiasmo si relaziona coni bambini», dice ancora Shalev - ma era anche una personalità internazionale, una figura artistica riconosciuta e stimata nel mondo. «Ricordo che la prima commemorazione di Lele avvenne proprio in questa sala (Maggior Consiglio di Palazzo Ducale ndr) – dice Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura – ci si rese subito conto che la città aveva perso non solo un grande artista, ma lo sguardo dell’intellettuale che va oltre i confini».
È Shalev a sottolineare ancora una volta la caratura di Lele Luzzati. «Tutti i miei libri sono stati disegnati dallo stesso illustratore - dice Shalev – Un giorno gli dissi che avrei lavorato con un altro. Inizialmente si stizzì, ma quando gli feci il nome di Lele mi disse: “sarà un onore per me lavorare di nuovo con te dopo che avrai collaborato con Luzzati”».
Raffaele Niri, giornalista di Repubblica, è stato l’ultimo ad intervistare Lele Luzzati, qualche giorno prima che morisse. «Ricordo che aveva i lavori in casa – dice – e discuteva con gli operai. Loro dicevano che avrebbero dovuto tener chiuse le persiane “solo” per qualche settimana, e lui si agitò. "Non posso restare senza luce", diceva. Poco dopo mancò, la sua esclamazione fu profetica».
Tutti concordano sul fatto che parlare di Lele Luzzati al passato è ancora molto difficile. «In una recente riunione al giornale - dice ancora Niri - stavamo cercando di capire quale intellettuale potevamo far intervenire sul difficile tema della moschea che la Sindaco Vincenzi vuol far costruire a Genova. In cinque istintivamente abbiamo detto Lele».