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Meir Shalev
 
             
 

Meir Shalev ricorda Lele Luzzati

 
Lo scrittore lavorò con l'illustratore genovese alla storia di Gerusalemme. La passione per il gioco, il suo sguardo oltre i confini
 
   

     
Genova, 27 gennaio 2009
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di
Daniele
Miggino
   
 
La mostra al Teatro Carlo Felice
È un capitolo poco noto della vita di Emanuele Luzzati quello che riguarda il fumetto Guz, l'asino Halùz. Negli anni immediatamente successivi alla catastrofe dell'olocausto, infatti, Luzzati collaborò a L'Israel dei Bambini, quindicinale per i bimbi ebrei a cura del Movimento Hechalùz Italia pubblicato dal 1949 al 1952 in poche centinaia di copie come supplemento per ragazzi del giornale Hechalùz. Oltre ai disegni della testata e della pagina di copertina, l'artista genovese si occupò della stesura del racconto illustrato Guz, l'asino Halùz: 22 episodi ambientati tra Genova, Milano, comunità ebraiche e foreste esotiche, che sono poi rimasti l'unico fumetto scritto e disegnato dal grande illustratore e scenografo genovese.
In occasione del 27 gennaio, Giorno della Memoria, e a due anni dalla scomparsa di Luzzati, le tavole di Guz sono esposte nel foyer del Teatro Carlo Felice nell'ambito di un'iniziativa che vede la triplice collaborazione di Teatro Carlo Felice, Fondazione per la Cultura e Museo Luzzati: la mostra è aperta dal 12 gennaio al 3 febbraio 2009 (mar-sab, ore 15-18, ingresso libero) e comprende anche la proiezione a ciclo continuo del film Jerusalem di Giulio Gianini e Emanuele Luzzati e modellini delle scenografie del Turco in Italia, dramma buffo in 2 atti musicato da Gioachino Rossini (le scene sono di Luzzati) che va in scena al Carlo Felice il 20, 23, 25, 28, 30 e 31 gennaio 2009.

Il 26 gennaio 2007, all’età di 85 anni, se ne andava Lele Luzzati. Il giorno successivo avrebbe dovuto partecipare all’evento principale delle celebrazioni del Giorno della Memoria. Non fece in tempo.

Sono passati due anni. Lunedì 26 gennaio 2008, a Palazzo Ducale, lo ha ricordato uno dei più importanti scrittori per l'infanzia israeliani - Meir Shalev – che con Lele fece un'animazione straordinaria: «abbiamo sintetizzato in dieci minuti di filmato la lunga storia di Gerusalemme. Un'impresa quasi impossibile». Ma non solo: «se si guarda attentamente - prosegue lo scrittore - si nota che Lele riuscì ad inserire nella trama due donne nude e un maiale, cosa da evitare assolutamente quando si fa un film del genere. E infatti nel mio paese è diventato un casus belli. Ma a me è piaciuto tanto».

Lele aveva il gusto del gioco - «per capirlo mi è bastato con che entusiasmo si relaziona coni bambini», dice ancora Shalev - ma era anche una personalità internazionale, una figura artistica riconosciuta e stimata nel mondo. «Ricordo che la prima commemorazione di Lele avvenne proprio in questa sala (Maggior Consiglio di Palazzo Ducale ndr) – dice Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura – ci si rese subito conto che la città aveva perso non solo un grande artista, ma lo sguardo dell’intellettuale che va oltre i confini».

È Shalev a sottolineare ancora una volta la caratura di Lele Luzzati. «Tutti i miei libri sono stati disegnati dallo stesso illustratore - dice Shalev – Un giorno gli dissi che avrei lavorato con un altro. Inizialmente si stizzì, ma quando gli feci il nome di Lele mi disse: “sarà un onore per me lavorare di nuovo con te dopo che avrai collaborato con Luzzati”».

Raffaele Niri, giornalista di Repubblica, è stato l’ultimo ad intervistare Lele Luzzati, qualche giorno prima che morisse. «Ricordo che aveva i lavori in casa – dice – e discuteva con gli operai. Loro dicevano che avrebbero dovuto tener chiuse le persiane “solo” per qualche settimana, e lui si agitò. "Non posso restare senza luce", diceva. Poco dopo mancò, la sua esclamazione fu profetica».

Tutti concordano sul fatto che parlare di Lele Luzzati al passato è ancora molto difficile. «In una recente riunione al giornale - dice ancora Niri - stavamo cercando di capire quale intellettuale potevamo far intervenire sul difficile tema della moschea che la Sindaco Vincenzi vuol far costruire a Genova. In cinque istintivamente abbiamo detto Lele».

 
 
 
 
 
 
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