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Gad Lerner, Alessandro Repetto e Marta Vincenzi
 
             
 

Gad Lerner: «fate tesoro della memoria»

 
Il giornalista e scrittore a Genova per la cerimonia ufficiale in ricordo della Shoah. «Che questa giornata serva a condannare i pregiudizi»
 
   

     
Genova, 27 gennaio 2009
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mentelocale di
Luca
Giarola
   

«A che titolo fate parlare uno come me? Nessuno, tranne i sopravvissuti allo sterminio, può erigersi a portavoce delle vittime della Shoah». Così ha esordito Gad Lerner, oratore ufficiale della cerimonia che si è svolta questa mattina, 27 gennaio 2009, a Palazzo Ducale nell'ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria.
C'era il pienone nella Sala del Maggior Consiglio: tanti giovani, le scolaresche che hanno partecipato al premio provinciale I giovani ricordano la Shoah, le autorità, ma anche gente normale, gente che non vuole dimenticare. E c'erano anche 12 liguri sopravvissuti ai campi di concentramento, ai quali è stata assegnata la Medaglia d'Onore. 

«Settant'anni dopo non siamo ancora capaci di spiegare come sia stato possibile che società civilizzate abbiano dato un consenso di massa alla pratica dello sterminio, all'eliminazione genocida del corpo estraneo per purificare la società». È questo, per Gad Lerner, l'enigma ancora incomprensibile, il nodo da sciogliere, il bisogno profondo di conoscenza.
«Non voglio sacralizzare il Giorno della Memoria» ha ribadito più volte, illustrando cosa significhi per lui questa commemorazione. «La memoria ci serve non per celebrare vittime più importanti di altre, ma per dettare i comportamenti di ognuno di noi nel presente e nel futuro. Oggi, più che gli ebrei, sono altri in Italia a subire discriminazioni e soprusi: il mio invito è quello di di essere sentinella, fare tesoro della memoria per riconoscere il pregiudizio».
Un appello rivolto in maniera particolare ai giovani e ai bambini, affinché sappiano condannare le discriminazioni e siano in grado di ribellarsi, in futuro, di fronte a qualsiasi forma di antisemitismo.

Nato a Beirut da famiglia ebrea, Gad Lerner vive in Italia dall'età di 3 anni e molti suoi parenti risiedono ancora in Israele. Nel suo intervento, il giornalista e scrittore non ha potuto fare a meno di citare la triste attualità degli scontri tra truppe israeliane e militanti palestinesi, evidenziando come «quest'anno intorno al Giorno della Memoria serpeggino malumore e tensione».
Un discorso a tutto tondo il suo, tra citazioni di Primo Levi e del film Valzer con Banshir, che ha anche affrontato temi di stretta attualità cittadina: sulla recente notizia che il Comune intende costruire una moschea al Lagaccio, il giornalista ha commentato: «se a Genova c'è una sinagoga, perché non dovrebbe esserci una moschea?».
Spontaneo, è partito l'applauso del pubblico.

 
 
 
 
 
 
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