Certo che staccarsi da Facebook non è semplice, soprattutto quando hai milioni di amici e controllare le loro vite è così facile e comodo, che quasi non te ne rendi conto.
Soprattutto mi aiuta a tenere un po’ d’ordine, e stare a passo con i tempi è fondamentale, anche per me. Avessi avuto uno strumento del genere qualche anno fa, forse non sarebbe stato così coinvolgente: 2 contatti risicati per iniziare, foto pochine, probabilmente nessun gruppo od evento a disposizione. E invece adesso ogni volta che aggiorno la pagina è un mondo nuovo.
Nel mio status ovviamente ho scritto un grande classico, niente di impegnativo né stravagante, tanto non tutti lo possono vedere, grazie all’impostazione della privacy del mio account. Un semplice: «C’è…».
Ecco, altre mille notifiche: niente di nuovo, le solite speranze, promesse, gli insulti, abbinamento del suino al mio nome… loro non mi vedono come amico, ma io li vedo, li vedo tutti, li vedo sempre, ascolto tutto e tutto mi finisce in bacheca.
Sono tutti on line nella mia chat, anche adesso in migliaia stanno cercando di parlarmi, di chiedere un aiuto, un consiglio, cercano conforto. Li ascolto tutti, nessuno ha problemi di connessione. Dovrei forse aggiornare le foto, quello sì, ma non ho molto materiale a disposizione: l’immagine del profilo varia dal classico triangolo alla solita immagine dipinta, ne ho alcune con quadri, sculture, tele che rappresentano mio figlio che mi chiama, ma un bel primo piano non posso permetterlo, la macchina fotografica non lo regge.
Ecco, mi arriva il solito Partecipa all’evento da parte di uno degli amici che può vedermi: il solito spiritoso che mi invita al compleanno di mio figlio in migliaia di posti diversi, come se potessi mancare… Il fatto è che sono troppo buono e non rifiuto mai un'amicizia: sono amico di tutti, che piaccia o non piaccia loro, anche se non mi vedono tra i contatti. Invado la privacy? Certo, mandatemi pure il garante, tanto penso vorrà incontrarmi il più tardi possibile.
Un amico ti ha inviato un regalo: ora gli rispondo che non è il caso di offrirmi suo figlio in cima al monte tutte le volte, magari questa volta lo capisce, o forse vuol far lo spiritoso come quell’ex amico di mio figlio che gli continua a mandare un bacio… va bè, son ragazzi…
Ogni tanto mi concedo un po’ di svago, ieri sono diventato fan di Antonio Cassano, questo ragazzo fa dei numeri che a volte sorprendono anche me…
Quello che mi fa più ridere sono quelli che mi taggano nelle foto: ora, ci vuole davvero della fantasia per vedere il mio viso tra le fronde di un albero o in una roccia, gridando al miracolo. Capisco che permeo ogni cosa, ma allora dovrebbero taggarmi in ogni immagine.
Continuano ad aprire gruppi usando il mio nome per sostenere cause che mi fanno vergognare: non posso intervenire per cancellarli tutti, Facebook è democratico e c’è il libero arbitrio.
Ah, ecco ho qualche aggiornamento in bacheca:
- bomba su territori di confine, meno 200 amici tra i miei contatti
- attentato al mercato, 50 amici di meno
- strage in college, 30 amici di meno
Va bè, la magra consolazione è che ogni 2 secondi ho calcolato che più o meno aggiungo 7 amici nuovi ai miei contatti. Invenzione eccezionale questo Facebook, mi aiuta davero nella gestione quotidiana…
C’è solo una cosa che non riesco a capire, e per me non è cosa usuale: cosa Diavolo (tra parentesi non ho potuto ignorare anche la sua richiesta di amicizia per farmi vedere superiore) è il poke? Mah, Santo me, questo proprio mi sfugge…