Prosegue la stagione lirica del Teatro Carlo Felice. Alle opere di Bellini, Puccini, Tschajkovskij e Rossini, andate in scena tra ottobre e gennaio, fa seguito Ariadne auf Naxos del compositore tedesco Richard Strauss, opera in un prologo e un atto di su libretto di Hugo Van Hoffmannsthal, presentata in un nuovo allestimento in coproduzione con l'Opera di Atene e l'Opera di Oviedo.
La prima genovese è fissata per martedì 17 febbraio 2009 (ore 20.30), con repliche in programma venerdì 20 (ore 20.30), domenica 22 (ore 15.30), mercoledì 25 (ore 20.30) e sabato 28 (ore 15.30).
«È teatro nel teatro, una fusione esemplare di prosa e lirica», afferma Cristina Ferrari, direttore artistico del teatro genovese: la sinergia tra musica e recitazione è massima, nessuno dei due elementi prevarica sull'altro.
Alla direzione dell'Orchestra del Teatro Carlo Felice è il maestro spagnolo Juanjo Mena («ricordo che già un anno fa, quando sono arrivata, aveva in mente di dirigerla» afferma Cristina Ferrari) mentre il francese Philippe Arlaud firma la regia.
Il cast internazionale è composto da molti giovani: tra gli interpreti spicca la presenza dell'attore austriaco Franz Tscherme come voce recitante, di Warren Moch (tenore e direttore artistico dell'Opera di Hong Kong) nel ruolo di Bacco, del bulgaro Vesselin Stoykov che interpreta il maestro di musica. Ci sono poi l'ucraina Oksana Dyka nella doppia parte della Primadonna e di Arianna, la rumena Elena Mosuc in quella di Zerbinetta, mentre la genovese Elena Belfiore è il Compositore. Poi ci sono molti altri personaggi minori, di cui però nessuno ha un ruolo davvero secondario: «e il tedesco di tutti è perfetto» sottolinea il madrelingua Franz Tscherme.
Arianna a Nasso è una delle opere più importanti di Strauss: rappresentata per la prima volta nel 1912, rievoca il mito greco di Arianna abbandonata da Teseo sull'isola di Nasso (una curiosità: proprio da questa leggenda deriva il modo di dire piantare in asso) in maniera divertente, o per lo meno anomala.
Nel prologo un giovane compositore non accetta che la sua opera sul mito di Arianna si concluda con la rappresentazione di una commedia dell'arte, come vorrebbe invece il ricco aristocratico che ospita nel proprio palazzo la rappresentazione. Il giovane, però, finisce per innamorarsi proprio di una protagonista della farsa, la fascinosa Zerbinetta.
Terminato il prologo, l'opera si concentra sulla storia di Arianna, interpretata secondo le volontà del padrone di casa da tutti i personaggi insieme, in un misto di realtà e fantasia. Teatro nel teatro. Arianna è disperata: dopo l'uccisione del Minotauro da parte di Teseo, i due sono fuggiti insieme da Creta, ma poi lui l'ha lasciata sola sull'isola di Nasso. La giovane aspetta la morte, ma a risollevarle il morale ci sono prima Zerbinetta e le altre maschere della commedia dell'arte, poi, dopo una serie di fraintendimenti e incomprensioni, il dio Bacco di cui cade innamorata.