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'Mi trovo a Genova', l'integrazione nello zaino

 
Parte il progetto Meetix rivolto alle scuole. I musei di Genova aperti agli studenti, docenti in convegno a Bocca di Magra. La scommessa di partire dai giovani
 
   

     
Genova, 13 febbraio 2009
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di
Marta
Traverso
   

«Uno studente che proviene da un Paese straniero ma che frequenta la scuola qui da noi, è già in parte cittadino genovese. E la sua estraneità rispetto al patrimonio culturale della città è la stessa di molti ragazzi e ragazze nati e cresciuti qui. Per questo le iniziative che abbiamo in programma partono dalla premessa che sono tutti sullo stesso livello». Con queste parole Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura, presenta un programma di attività finalizzate a una maggiore integrazione fra studenti italiani e stranieri tramite una conoscenza più approfondita del patrimonio artistico e culturale della città.

Mi trovo a Genova, la mia città è il titolo del progetto che vede protagonisti circa ottocento studenti, selezionati fra dieci istituti tecnici e professionali genovesi. E la scelta non è casuale, visto che si tratta di scuole in cui «a differenza di elementari, medie e licei, dove l'approccio al patrimonio culturale cittadino fa parte dell'ordinario background didattico, non c'è uno spazio dedicato allo sviluppo di queste conoscenze», e dove la percentuale di allievi non italiani è spesso elevata, dato confermato dai dirigenti scolastici degli istituti Gaslini e Meucci: le attuali classi prime hanno portato, rispetto allo scorso anno, un incremento di alunni stranieri che va dal 40% circa del primo all'oltre 50% del secondo.
Il progetto, inserito in Meetix – Europa Mediterraneo Culture, è stato organizzato in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Genova e con la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo.

E il bagaglio culturale che si intende trasmettere ai ragazzi è simbolicamente rappresentato da uno zaino, che sarà consegnato a ogni studente partecipante al progetto e conterrà alcuni strumenti di accompagnamento, una sorta di «chiavi di accesso» al percorso didattico proposto: il libro Mi sono perso a Genova di Maurizio Maggiani, il cd Babelsound (a cura della banda di piazza Caricamento) un'opera di letteratura italiana, Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, e una tessera che consentirà l'ingresso gratuito in tutti i musei di Genova fino al 31 dicembre 2009.

E oltre il sessanta per cento delle scuole genovesi ha firmato un protocollo d'intesa per aderire alle attività culturali cittadine: «si tratta di attività che già diverse scuole attuavano singolarmente, mentre adesso questi universi finora separati devono intrecciarsi», prosegue Borzani.
L'iniziativa riprende, in modo più ampio e potenziato, un analogo progetto attuato a Torino lo scorso anno dalla Fondazione Scuola, qui rappresentata da Massimo Coda: «il titolo era Torino casa mia, come il romanzo di Giuseppe Culicchia, e già allora si era lavorato in sincronia con i musei della città, visti non come luoghi stantii, ma piuttosto come ambienti proficui per incontrarsi e confrontarsi. Il miglioramento del progetto genovese sta nel lavoro e nella riflessione congiunta che si intende fare con i docenti».

Il progetto comprende tre differenti ambiti. Il primo è un percorso di incontri e laboratori didattici attraverso i musei di Genova (Musei di Strada Nuova, Villa Croce, Galata Museo del Mare, Castello d'Albertis, Museo del Risorgimento, Musei di Nervi e Palazzo Ducale), in cui il patrimonio culturale genovese è trasmesso a partire dall'analisi di temi più vicini ai giovani, quali la moda, la fotografia e la musica.
Da giovedì 19 a sabato 21 febbraio si terrà al Monastero Santa Croce di Bocca di Magra un corso di formazione sul tema Identità e cittadinanza. Tendenze e stili educativi per l’educazione interculturale: modelli europei a confronto. Una tre giorni rivolta ai docenti per appoggiarli nella loro responsabilità di educatori, «in una situazione in cui spesso vengono lasciati soli». Non si tratterà comunque di un semplice convegno, come spiega Massimo Coda, ma piuttosto «gli insegnanti saranno guidati da esperti su questi temi, come spunto per elaborare idee ed esperienze condivise, sperando che non si tratti di un episodio a sé, ma della prima edizione di un’esperienza da replicare in futuro».
Infine a maggio Palazzo Ducale sarà sede del convegno Civic Education, a cura di Alessandro Cavalli, in cui sarà dato spazio a un'ampia riflessione sul concetto di cittadinanza, con un'analisi di come l'educazione alle regole e alla legalità possa rapportarsi all'attuale dimensione multiculturale europea.

Ed è lo stesso Cavalli a definire l'obiettivo del progetto «una scommessa. Genova è una città plurale, una sommatoria di idee, culture ed esperienze, che vanno in qualche modo incanalate. Bisogna dunque scegliere se Genova debba diventare la città delle segregazioni e delle contrapposizioni, o un meltin pot in cui tutto è omologato, come nelle città nordeuropee ed americane, o un luogo di speranza». Una speranza intesa nel ruolo che Genova, già trait d'union geografico fra il Mediterraneo e l’Europa, può assumere nella sua totalità «insinuando il senso di identità e di appartenenza collettiva fin dalle nuove generazioni, appunto dai giovani, facendo loro capire che il patrimonio culturale non è altro rispetto a loro, ma che devono riappropriarsene come parte integrante del loro essere».

 
 
 
 
 
 
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