Vestirsi a cipolla ma con abiti comodi, mettere gli scarponi, ricordarsi di riempire la borraccia e non appesantire troppo lo zaino. Queste sono alcune delle regole di base che vanno seguite da ogni escursionista, che sia esperto o alle prime armi. E anche qui bisogna partire da un appunto: chi vuole cimentarsi in una camminata ma non è molto allenato, non deve scegliere a caso. Il CAI ha infatti stabilito alcuni parametri per capire fin dove ci si può spingere: dal T, un sentiero breve e quasi tutto in pianura, all'EEA delle pareti rocciose.
Genova stessa, che per sua natura si espande verso l'alto, fornisce alcuni spunti suggestivi, a partire dalle camminate (ma anche pedalate, a seconda dei gusti) nella zona dei Forti.
Ma tutto il territorio della provincia è adatto a questo scopo grazie soprattutto al suo carattere variegato: dai boschi della Val Trebbia, vicini all'Emilia Romagna, fino al Passo del Faiallo, spartiacque con la provincia di Savona, si estendono i sentieri montuosi dell'Alta via.
Ma analizziamo più nel dettaglio i possibili itinerari da percorrere.
L'Alta Via dei Monti Liguri costeggia l'entroterra genovese nel tratto compreso fra le tappe 19 (Prà Riondo e Passo del Faiallo) e 34 (Passo della Spingarda e Passo del Bocco), percorribile in parte, per chi lo desidera, anche in mountain bike e a cavallo. Tra i luoghi di maggiore interesse spiccano i Piani di Praglia, un altopiano che interseca le Valli Stura e Polcevera, dove i camminatori potranno esplorare la quiete dei Laghi del Gorzente, nel Parco Regionale delle Capanne di Marcarolo, ma anche risalire fino ai mille metri di Punta Martin.
Anche il portale del turismo ligure presenta alcuni percorsi, per ognuno dei quali sono indicati il grado di difficoltà, il tempo di percorrenza e il dislivello. Si va per esempio da una camminata di sei ore fra Camogli e Portofino, attraversando le alture fino a ridiscendere verso il mare (difficoltà EE), a una risalita di circa due ore lungo la dorsale del Monte Antola, fino a quasi 1.300 metri di altitudine (difficoltà E). Ma c'è spazio anche per un percorso boschivo in saliscendi attorno al Lago del Brugneto, in Val Trebbia (difficoltà T).
E le escursioni ruotano soprattutto intorno alle vallate che costituiscono la provincia, le cui comunità montane presentano varie proposte per tutti i livelli di difficoltà. La Val Polcevera presenta, oltre al Praglia, il suggestivo sentiero botanico del Ciaé, nella zona fra Sant'Olcese e Ronco. Il percorso principale della Valle Scrivia è quello che conduce al Castello della Pietra di Vobbia, aperto al pubblico solo nei fine settimana. E sono numerosi i possibili itinerari attraverso la Val Trebbia, in tutto il Parco dell'Antola e fino al Parco dell'Aveto.
Scendendo verso il mare troviamo a ponente la Valle Argentea, sulle alture di Arenzano, mentre a Levante si parte dai sentieri della Val Fontanabuona, che si estendono dall'entroterra chiavarese fino a Uscio e Bargagli, fino alla Val Petronio, che copre la zona fra Sestri Levante e Moneglia.