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La Procura zittisce Le Corbu. Come vedi il futuro dei caruggi?

 
I residenti si lamentano del rumore. Potrebbe sembrare un episodio, e lo è. Ma il centro storico ha bisogno di un progetto. E tu come lo vedresti?
 
eventi
Su mentelocale.it si discute da tempo di temi legati alla vita nel centro storico. Ricordiamo che proprio dalla chiusura della Panteka, storico locale genovese, è iniziata una discussione accesissima, nel corso della quale si è parlato tanto di Genova, di musica, di sicurezza, e non solo.
Buona lettura.
 
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Genova, 12 marzo 2009
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di
Daniele
Miggino
   
musica
© foto: Giandomenico Ricci - www.flickr.com
 
I residenti, tra casino e sicurezza
I residenti del centro storico di Genova. Quelli che ci abitano da sempre, e dicono "alla fine si stava meglio prima della movida". Quelli che hanno preso casa e dopo si sono resi conto dei disagi. Quelli che dopo qualche anno sono scappati. Quelli che (non mancano) continuano a starci bene.
Certo che in certe zone solo chi ha il sonno pesante campa tranquillo. Come Alberto Damonte, che abita proprio in piazza delle Erbe: «quando arrivo a casa il venerdì sera, nel giorno in cui c'è più casino, sono talmente stanco che dormo come un ghiro, non mi sveglierebbero neanche le cannonate. Ma molti dei miei vicini si lamentano. Qualcuno ha dovuto cambiare casa o disposizione delle camere per riuscire a dormire. Io penso ci voglia equilibrio: la gente a casa deve poter riposare, ma non si deve dimenticare come erano i vicoli vent'anni fa. Tra, l'altro - conclude Alberto - problema più grave del rumore è il fatto che ci sono zone non lontane da casa mia ancora non sicure, dove la gente non va se non accompagnata».
D.M.

In questi giorni va in scena un nuovo capitolo della vicenda complicata che Genova e il suo centro storico stanno affrontando. È di ieri - martedì 10 marzo 2009 - la notizia che la procura ha spento temporaneamente lo stereo di un locale storico, Le Corbu, già Le Corbursier, vero nonno della movida genovese. Disturbo della quiete pubblica la motivazione per il sequestro dell’impianto audio, predisposto dopo alcune denunce dei residenti che abitano nelle vicinanze. La convivenza è un affare complicato. Ma qui non vogliamo parlare di questo, perché è chiaro che nessuno ha ragione né torto.

Il punto è un altro. Il centro storico di Genova ha attraversato un ventennio a tutta velocità. Le prime parole d’ordine sono state riqualificazione e rivitalizzazione. Hanno iniziato i locali - tra cui Le Corbusier - poi i ristoranti, poi le case. Chi scrive ha passato quasi tutta la seconda metà degli anni Novanta in piazza delle Erbe e dintorni. Tutti i venerdì e i sabati in mezzo a un casino incredibile, molto più di adesso, mi viene da dire. Ma era ancora la fase in cui la rianimazione era prioritaria.

Nel 2004 (o giù di lì) abbiamo assistito a una sorta di bolla commerciale della movida. Chiunque voleva aprire un'attività nei caruggi. Gente che ha campato una vita con la latteria di quartiere, magari ereditata dai genitori, ha pensato che fosse più furbo fare panini alle tre di notte per i viveur dei vicoli. A molti non è andata bene, dopo l’anno della Cultura le serrande hanno iniziato a chiudere.
Da qualche tempo è diventata chiara l'intenzione dell’amministrazione di fare dei caruggi, dopo la rivitalizzazione avvenuta negli anni scorsi, una zona più regolamentata. Bene, è giusto che chi abita nei caruggi dorma tanto quanto gli altri. E comunque l’addomesticazione della movida è un fenomeno che non riguarda solo Genova: basta guardare Bologna e Roma.

Cerchiamo, però, di avere un’idea di come sarà il centro di Genova nel futuro. E di dare norme equilibrate, coerenti. Il timore è che si proceda con fare cerchiobottista senza avere un progetto. O, peggio, che lo si abbia e non lo si dica.
Vogliamo un centro pieno di ristoranti carini e silenziosi? Vogliamo una zona più viva di giorno e meno di notte? Vogliamo strade e piazze con un bar dietro l’altro? Rivogliamo le botteghe artigiane che sono ormai sparite? Vogliamo avere un posto dove ballare nei carruggi?
Ognuno risponde a queste domande a seconda delle proprie passioni e abitudini, o di dove abita. Mettere tutti insieme non è facile.

Ecco, visto che non ci piace tanto fare quelli che non va mai bene niente, chiediamo a voi: come vorreste che fosse Genova nei prossimi anni?
Commentate gente, commentate.

 
 
 
 
 
 
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groundzero
Io limiterei l'accesso al centro storico, la sera, ai sordomuti e ai mimi.
12/03/2009 02:11
stefania.pilu
Frequento i vicoli da quando sono arrivata a Genova, dodici anni fa, e da un bel po' di tempo ci vivo in pianta stabile.
La movida è cambiata, non ci piove. Come dice Miggino, forse la quantità di gente che viene da queste parti nel fine settimana è perfino diminuita. Come mi pare sia diminuita anche l'età media di coloro che frequentano il Centro Storico.
Come mai, però, il casino è aumentato?
Ho come l'impressione che, tra le cause, ci sia una ineducazione sempre più diffusa. Non si tratta della musica che esce dai locali a disturbare: sono gli avventori, purtroppo, a dare fastidio con le loro intemperanze.
Discorso forze dell'ordine: ci sono, ci sono. Ma è come se non ci fossero.
11/03/2009 22:20
frapede
Secondo me dottorpeni è il satrapo delle RONDE!!!!
11/03/2009 17:58
enrimoizo
MA MENO MALE che esiste il centro storico così com'è. Senza di quello qeusta città sarebbe MORTA , MORTA! Una città di vecchi che vivono per lavorare e dormire. Non posso credere davvero che siano riusciti a fare denuncia ad un locale come le Courbusier che teneva un volume che nemmeno in casa lo tengo così basso. Pessimismo e fastidio, questo è il motto di quei pochi abitanti del centro storico che piuttosto che avere un minimo di tolleranza (ricordo che le corbu chiude alle 2) o mettersi due tappi di cera per due ore (non ci credo neanche morto che la musica de Le Corbu si sente davvero fuori dal locale), si attaccano al telefono a stressare i Vigili Urbani. A causa di questi pochi individui che forse preferirebbero che il centro storico tornasse la zona franca in mano a tossici (quelli veri) e spacciatori, i locali sono spesso costretti a chiudere. La giunta comunale ha spostato in todos la causa degli abitanti dal mogugno sempre pronto e non ha minimamente preso in considerazione la tutela dei gestori dei locali e l'importanza della funzione aggregativa e perchè no di "sfogo" del centro storico Genovese. Sopratutto la Vincenzi con la sua giunta continua a proporre leggi che CASTRANO senza però proporre alternative e soluzioni valide. Così si fanno multe a tutto spiano a chi viene in centro con la macchina nel weekend, ma non c'è un servizio di trasporto pubblico decente, i Taxi continuano a costare un occhio della testa. Così si fa una legge che vieta di sedersi sulle scale dei monumenti pubblici, ma non si mette una CAVOLO di panchina in tutta via san Lorenzo. VAI AVANTI COSI' MARTA!!!!
11/03/2009 17:28
dottorpeni
il discorso è molto semplice. il centro storico di sera è terra di nessuno, abbandonato completamente da ogni straccio di istituzione. non ricordo di aver MAI visto vigili, polizia, carabinieri: motivo per cui qualcuno (coraggioso o incosciente?) si veste da giustiziere e tira i gavettoni, e qualcun'altro più pacifico si limita a biasciare sfanculi.

gli abitanti sono abbandonati a loro stessi.
sotto di loro ci sono migliaia di persone, molte alterate dall'alcol, che si sentono sicure dentro il mucchio e di conseguenza allentano l'autocontrollo civico che di giorno magari rispettano anche scrupolosamente.
io credo che basterebbe una pattuglia di polizia, attiva tutta la notte che faccia serenamente il proprio lavoro, per ricordare che la gente si dà delle leggi per vivere in pace e per diminuire le differenze fra chi ha e chi non ha.
forse un po' di problemi si risolverebbero.

poscritto: la famosa frase "preferite i drogati o la movida?".
il più falso di tutti i problemi.
intanto ricordo a tutti che un ubriaco è molto più pericoloso di un tossico, e che l'alcol libera il nostro mister hyde (come chiunque abbia alzato il gomito per assaporare quella eccitante sensazione di rilascio dei freni inibitori sa bene).
qui la domanda che ci ponete è: "preferite entrare in casa saltando un tossico sdraiato in trip davanti al portone oppure facendovi picchiare da un coglione ubriaco che non vuole alzarsi dai gradini?". a parte che risponderei volentieri a favore del tossico, ma vi pare che sia una domanda da fare? la risposta è: voglio entrare in casa in santa pace esattamente come te.

a me piace che ci sia gente in giro la sera e la notte, che si diverta e sia felice, che risveglino questa città.
però non trattateci come cittadini di serie B.
11/03/2009 16:45
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