Nathan Never
È il nostro passato – lo sappiamo - che definisce quello che siamo. Ma è il suo ricordo che ci aiuta a comprendere noi stessi. Spesso, poi, episodi lontani tornano con tutta la loro forza. E portano non solo malinconia, ma anche qualcosa che più era sepolto in profondità nella memoria, più è doloroso farci i conti quando torna a galla.
Sareste disposti a fare riemergere ricordi che possono sconvolgere il vostro essere? Sareste pronti a fare i conti con le conseguenze che quel ricordo porta? Questa è la domanda che ha scatenato la fantasia di Stefano Vietti e che - attraverso le tavole di Max Bertolini - ha portato al nuovo Nathan Never Gigante, il dodicesimo dedicato all’Agente Alfa, appena uscito in edicola. L’albo - il cui titolo è Memorie rubate - è un vero romanzo a fumetti (240 tavole) in cui gli elementi di continuità con la serie mensile sono presenti ma non tanto da impedire ad un neofita, o un curioso, di incontrare il tormentato Nathan Never in una storia ben scritta e ben disegnata capace di trasmettere molto, commuovere quasi e che personalmente ho divorato in una nottata. Il nuovo Nathanneverone è stato anche l’occasione per un nuovo incontro con Stefano Vietti, la penna che maggiormente ha inciso sul destino dell’eroe della fantascienza a fumetti made in Bonelli, per fare il punto sul destino di Nathan Never ma anche per sapere qualcosa in più dei suoi “progetti per il futuro” in senso stretto. Ecco la nostra intervista.
Una storia cupa, che torna a scavare nel passato di Nathan Never. Una missione segreta nascosta, o meglio, dimenticata nella memoria del protagonista. «Sono sempre stato affascinato dai misteri legati alle nostre memorie, a cosa e come ricordiamo del nostro vissuto, con quale e quanta intensità emotiva. A volte ci tornano alla mente episodi del nostro passato che credevamo dimenticati, solo perché d’improvviso ci capita di sentire una vecchia canzone o di gustare un sapore legato, per esempio, alla nostra infanzia. Partendo da queste riflessioni, dopo aver letto un paio di libri sull’argomento, ho pensato ad un soggetto a tema per Nathan. E così è nato questo Gigante, la cui scrittura mia ha preso fin dalla prima pagina e dove c’è stata una grande sinergia con Max Bertolini, il disegnatore».
La storia sceneggiata da Stefano è scritta su due piani temporali: il tempo del presente, in cui il nostro è disposto a mettere in gioco tutto, compresa la sua stessa vita, pur di recuperare un frammento del suo passato e il tempo del ricordo che rivive pagina dopo pagina. Una storia sospesa tra dolore, malinconia e voglia di fare i conti con un passato che per Nathan Never non è mai clemente. La memoria lega il protagonista al lettore. Entrambi sono spettatori di quanto accaduto nel tempo del ricordo anche se le conseguenza, ovviamente, sono tutte a carico dell’Agente Speciale Alfa. Leggendo quale sia la tendenza della serie in questi ultimi mesi, si ha l’impressione che si voglia rendere ancora più cupa la figura di questo personaggio che per un breve periodo sembrava avesse trovato una sorta di pace interiore. La Guerra contro le Stazioni Orbitanti e soprattutto l’ultimo scontro contro Andy Havilland – l’ex collega che ha assassinato la sua donna – lo hanno gettato in uno stato depressivo in cui sembra difficile possano entrare amore o affetti.
Cosa ci si può aspettare dal futuro di Nathan Never? «Nathan non è mai stato un classico personaggio dei fumetti. Fin dal suo esordio è apparso subito un personaggio reale, con i suoi pregi e i suoi difetti, sorretto da un grande idealismo, e che è cresciuto su ciò che ha vissuto; le sue avventure, ma ancor più i suoi drammi di essere umano hanno contribuito a mantenerlo un uomo del suo (del nostro) tempo, prima che un eroe. Credo sia per questo che è un personaggio che piace tanto ai lettori ma che è anche estremamente appassionante da scrivere! In futuro si evolverà ancora, ma nel farlo crescere io e gli altri sceneggiatori resteremo sempre focalizzati sull’aspetto umano delle sue avventure».
Rispetto ai suoi colleghi in Bonelli Nathan si appoggia su un bel numero di Spin off. A partire da Agenzia Alfa (che ora vive su due dimensioni temporali), per poi passare alle testate dedicate ai personaggi che trovano spazio in Universo Alfa (senza dimenticare l’Asteroide Argo). Una simile varietà di scenari legati ad uno stesso contesto che tipo di opportunità offre a chi – come te – gestisce il personaggio. Non si rischia di perdere il filo? «Nathan Never non è una miniserie, né è una serie a termine. È una serie mensile che da anni raccoglie il gusto dei suoi lettori e che richiede una dedizione lavorativa costante e un grandissimo impegno. Questo “scrivere assiduo” dei miei colleghi sceneggiatori e mio richiede l’elaborazione di tantissime idee. Molte servono per portare avanti la continuity del personaggio nella sua serie regolare, ma molte altre, quelle ritenute meritevoli di sviluppo, hanno visto la nascita degli spin-off come Speciale, Universo Alfa, Asteroide Argo e Agenzia Alfa in cui si mettono in evidenzia altri aspetti dell’universo nel quale Nathan Never si muove. Gestire tutto è impegnativo, ma gratificante. Se ogni tanto si rischia di perdere il filo, i lettori sono disposti a perdonare anche perché, poi, il filo lo riprendiamo!»
Una delle caratteristiche peculiari di Nathan Never è di essere in continuo divenire, fino a risultare quasi destabilizzante. Cambiano i comprimari, rispetto ai primi numeri infatti, risalenti all’estate del 1991, sono rimasti solo Sigmund, l’esperto di tecnologia dell’Agenzia Alfa, e la segretaria del capo Janine. È cambiato anche il look del personaggio, e spesso, come avvenuto in passato con la saga di Nemo – protagonista dei primi albi giganti - e come avviene in Generazione Futuro – in cui si raccontano storie dell’Agenzia Alfa che verrà – a cambiare è persino il protagonista. Questo tipo di impronta, se da un lato consente uno sviluppo continuo del personaggio, potrebbe portare in futuro a modificalo radicalmente? Per dirla da un punto di vista letterario, Nathan Never assomiglia molto di più ad un personaggio come il Jack Ryan di Clancy che a James Bond. In pratica sembra essere un personaggio che possa invecchiare. Potresti farlo diventare, ad esempio, capo dell’Agenzia Alfa? «Nulla del genere che bolle in pentola. Come disse Clint Eastwood in Una 44 magnum per lispettore Callaghan: "ogni uomo dovrebbe conoscere i propri limiti". E Nathan - i suoi limiti - li conosce eccome!».
Oltre un anno fa ci lasciammo poco prima che iniziasse la saga che ha portato al nuovo incontro tra Nathan e Andy e con un’accennata anticipazione alla “Guerra dei Mondi”. Cosa puoi dirci ora che la Guerra dei Mondi – attesa per il 2010, è alle porte? «La Guerra dei Mondi – un vero colossal a fumetti - è un lavoro estremamente complesso che vedrà l’edicola solo quando sarà pronto. Ci siamo riservati di non metterlo in programmazione fino a quando l’intero lavoro non sarà stato scritto e disegnato al completo. Dunque non posso darti, ora, una data precisa di pubblicazione. Sul Nathan Never che verrà dopo la “Guerra dei Mondi” posso solo dirti che ne uscirà, come dire, a modo suo».
La produzione di Stefano Vietti non si concentra solo su Nathan Never ma – essendo uno sceneggiatore a tutto tondo – passa dalla fantascienza all’horror senza dimenticare il fantasy e i super eroi americani (cura tra l’altro la serie dell’Uomo Ragno sul Giornalino).
Quali sono i tuoi progetti? «Dragonero (il primo romanzo a fumetti edito da Bonelli ndr) sta dando a me, a Enoch e a Matteoni grandi soddisfazioni. Ho saputo in questi giorni che la sua vendita è prevista per dodici paesi e due mesi fa la casa editrice Bonelli ci ha dato il via alla realizzazione del secondo capitolo. Enoch ed io abbiamo da poco completato il soggetto e Matteoni sta realizzando gli studi preparatori. Per il Giornalino invece continuo a scrivere le avventure di Gray Logan e di Spider-Man, per il quale c’è nell’aria una novità narrativa. Per Arcadia Edizioni, invece, sto portando avanti un progetto horror con Marco Checchetto, dal titolo Life Zero Chronicles (Edizioni Arcadia) una serie di pallottole e Zombie che da tempo volevo scrivere e che vedrà la luce – sembra – con il Lucca Comics del prossimo novembre».
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