Vi piacciono i fumetti? Amate il cinema? Trovate che l'arcano processo creativo che ne genera la parte narrativa sia particolarmente affascinante? Volete mettervi alla prova, tentando di elaborare una vera sceneggiatura?
All'Accademia Ligustica di Belle Arti sta per iniziare, dal 6 aprile al 14 maggio, un corso presso la sede di via Pertini a cura di Sergio Badino, affermato sceneggiatore Disney e assiduo frequentatore delle pagine di Mentelocale, che curerà una serie di lezioni dal titolo Professione sceneggiatore. Narrazione e scrittura tra cinema e fumetto.
Abbiamo parlato di questa interessante iniziativa direttamente con lui, ormai forte della pubblicazione di un libro sull'argomento e di un altro corso al Dams di Imperia, e con la professoressa Emilia Marasco, Direttrice dei Corsi dell'Accademia: «io e Sergio ci siamo incontrati in occasione della mostra itinerante di Rapalloonia, che ha fatto tappa anche alla Biblioteca Berio qualche mese fa. Da cosa nasce cosa, così è sorta la proposta di articolare un discorso più completo nell'ambito della sceneggiatura», mi spiega la professoressa.
Aggiunge Sergio: «sono felice di aver ricevuto una risposta positiva dall'Accademia. Non sapevo se esistesse o meno un corso di questo genere. Voci di corridoio mi parlavano di Emilia Marasco come di una persona attenta alle voci dei giovani e alle iniziative giovanili. E non sono state smentite. Accertato che il corso non esisteva e che il progetto era più che fattibile, ho avuto conferma del fatto che la situazione fosse quella ideale».
Al corso di venti ore, articolato in dieci lezioni di due ore ciascuna, è possibile accedere tramite un contributo di 60 euro: «Si tratta di un'iniziativa extra-didattica - mi spiega Marasco - e in quanto tale costituisce una sorta di offerta integrativa al tradizionale piano di studi dell'Accademia, ecco perché necessita di una quota di iscrizione».
L'iniziativa si propone, quindi, come punto di riferimento sia per gli studenti ordinari, sia per i fruitori esterni all'Istituto, nel tentativo di coprire una fascia anagrafica abbastanza ampia.
«Con questo progetto pensiamo di rispondere ad una serie di esigenze legate al processo di conoscenza e di acquisizione di quelle informazioni e competenze su cui si basa il mondo della comunicazione - continua Marasco -.
L'Accademia, per esempio, comprende tra i corsi ordinari quelli di scenografia e di grafica ai quali, però, non è stato ancora affiancato un corso monografico sull'illustrazione, cui molti studenti sono sicuramente propensi. Le lezioni di Sergio costituiranno indubbiamente un valido supporto all'affioramento di tale sommerso: chi frequenta un Istituto d'Arte, dove si insegnano i principi espressivi legati al mondo dello spettacolo, ha una sicura propensione al racconto, anche se spesso non ne è pienamente consapevole. Gli manca l'abc, ma - avendo fruito fin dall'infanzia di mezzi di comunicazione come televisione e fumetti - ha una predisposizione che richiede solo un mirato affinamento».
Da un'analisi della professoressa emerge che molti degli studenti che frequentano i corsi tradizionali dell'Accademia scoprono di amare di più la parte narrativa che sottende le lezioni rispetto a quella grafica: «come spesso accade anche in altri ambiti, se non si entra in contatto con una specifica attività, non è possibile comprendere quanto ci si senta portati ad essa».
«Una volta appreso il linguaggio della sceneggiatura - rincara Badino - molte persone capiscono che quella dello sceneggiatore può essere la professione della loro vita. Con questo, non voglio alimentare false speranze: il mondo dell'editoria è complicato ed è difficile emergere al suo interno. Ma è interessante mettersi alla prova, dopo aver scoperto inclinazioni fino a poco tempo prima possedute solo in potenza».
Poichè in un processo creativo di tipo professionale il lavoro si basa su un impianto collaborativo, è bene che gli studenti sviluppino un'idea precisa delle esigenze e delle caratteristiche di ogni soggetto che partecipa all'azione: il disegnatore non può prescindere dalla figura dello sceneggiatore, e viceversa. Se ciascuno dei soggetti conosce gli strumenti e le tecniche del collega, le sinergie si sviluppano in maniera più lineare e produttiva: «Quello della scrittura del fumetto viene erroneamente considerato come un linguaggio a sé stante - prosegue Sergio -. La struttura della storia, invece, è simile in tutti i mezzi di comunicazione. Non esistono nette differenze tra televisione e graphic novels, per esempio, e i loro linguaggi si intersecano più profondamente di quanto comunemente si pensi. - E prosegue: - Chi impara a conoscere quello del fumetto prima degli altri linguaggi è tendenzialmente avvantaggiato, poichè esso basa la propria struttura sulla capacità di sintesi e allena l'orecchio al meccanismo della battuta, quello - per intenderci - della frase giusta al momento giusto».
Anche se il corso non rientra nel piano di studi ordinario dell'Accademia, la sua frequentazione permette agli studenti dell'Istituto di acquisire quattro crediti formativi: per gli iscritti alle altre Facoltà dell'Ateneo genovese, l'attribuzione dei crediti dovrà essere valutata dal rispettivo Consiglio d'Istituto. Al termine del corso, tutti gli iscritti, universitari e non, riceveranno un attestato di frequenza e, se gli elaborati prodotti dagli studenti fossero degni di nota, potrebbero figurare in una pubblicazione collettiva.
Conclude Sergio: «Questo tipo di attività contribuisce a mitigare la timidezza di molti individui che, grazie all'espozione pubblica ed al confronto dei propri lavori con quelli dei colleghi, superano grossi scogli caratteriali».
Il corso ammetterà solo trenta persone e le iscrizioni si chiuderanno il 31 marzo 2009: i tempi stringono!