Un trio anomalo (tromba/trombone, basso e batteria) al culmine di una vertigine tra aspre sonorità e calcolata prassi improvvisativa. Istinto rock più arditezza compositiva. Calcolo geometrico e anarchica aleatorietà. I pisani Tom Moto oscillano tra i generi come un pendolo schizofrenico; d’altra parte il motto – posto in epigrafe al loro MySpace – è eloquente: Jazz vs Punk vs Funk...is Junk!. Un tutti contro tutti all’ultima nota, il cui distillato si fissa nel titolo del cd, Junk (Lizard, 2008), in italiano robaccia. In genovese rumenta. Ma, talvolta, rovistando tra la rumenta, ci si accorge che qualcuno ha erroneamente buttato via – con i resti di un’opulenta cena - gli argenti del servizio buono.
Nel cassonetto pentagrammato dei Tom Moto, oltre a varie punkerie, ci sono anche Larks' Tongues in Aspic dei King Crimson, Bitches Brew di Miles Davis e Caution Radiation Area degli Area. Un errore voluto, alla pari della miriade di irrispettosi inserti mascherati da citazioni spappolate.
Pregevole la tecnica, ben oltre la spontaneità di gruppo. Il bassista Gulio Tosi funge da motore primo squadernando riff à la John Wetton, Chris Squire, Les Claypool, Geddy Lee and company. Il batterista Juri Massa non è da meno: assecondando ogni fermento, anche quello più vago generato dai fiati trattati di Marco Calcaprina. Ricordiamo che i Tom Moto sono risultati vincitori all’ultimo Progawards nella categoria Migliore debutto del 2008.
Indicati a chi saltabecca con disinvoltura dai Don Caballero ai Naked City. Da non perdere. Anche live, visto che sabato 28 marzo 2009 saranno a Genova al Checkmate di via Trebisonda.