Ci sono sei donne, di tre associazioni diverse, che hanno un progetto ambizioso e una inarrestabile carica di entusiasmo. Sono donne che da anni lottano per i loro diritti e non solo, anche per quelli di una società civile, quella in cui ogni persona di buon senso desidera vivere.
Fra loro, Monica Lanfranco, giornalista e direttora responsabile della rivista Marea, con Laura Guidetti, presidente dell’Associazione Marea, Franca Figari e Paola D’Arcangelo di Archinaute e Patrizia Poselli con Marina Bonelli del Gruppo Mafalda.
Le donne, si sa, non amano mettere la testa sotto la sabbia o, se lo fanno, non è mai troppo a lungo. Quando i problemi ci sono si affrontano, a che serve rimandarli?, anche se alcune sfide sono difficili e spesso prolungate nel tempo.
Viviamo momenti faticosi, per l’appunto. I nostri giorni si sono tinti di violenza e cupezza, di paure e ingiustizie sociali, di incertezza nel futuro ma anche nell’immediato presente. E le violenze sulle donne, fuori e dentro le mura domestiche, continuano a essere agli onori della cronaca, come fossero ormai un ingrediente scontato del nostro tempo. E allora che fare?
Nessuno ha una ricetta facile per contrastare anni di impoverimento culturale e umano, ma le sei donne che vi ho sopra citato hanno deciso di lanciare un accorato appello e un invito a tutte le cittadine e i cittadini genovesi.
Sabato 28 marzo 2009, dalle ore 16 in avanti (e chissà fino a che ora?), nell’atrio di Palazzo Ducale si svolgerà una festa, un non stop di parole, musica e teatro. Ancora una volta, dopo l’inaugurazione in novembre del Centro Antiviolenza Provinciale, Genova si schiera contro la violenza sulle donne attraverso una manifestazione importante.
Molte e interessanti sono le adesioni, dalle brave Simonetta Guarino e Carla Peirolero a Silvio Ferrari e Lidia Menapace, dalla performer Luisella Carretta a Viviane Ciampi. Questi sono solo alcuni di coloro che parteciperanno alla manifestazione. La lista è nutrita anche di innumerevoli associazioni e vi consiglio di scorrerla con attenzione (vedi box a lato), le sorprese non mancheranno.
Ma quello cui tiene precisare Monica Lanfranco, e lo ripete, è che l’invito è esteso a tutti, a chiunque, uomo o donna, abbia voglia di fermare con le parole l’emozione di un pezzo di vita, magari quelle di un libro molto amato, attraverso una lettura, oppure con il racconto di una personale esperienza.
Chi ha voglia di partecipare attivamente è il benvenuto. È sufficiente presentarsi all’appuntamento, ma si può aderire anche scrivendo a archinaute@libero.it oppure mafalda.spda@libero.it o monica.lanfranco@gmail.com. Per ogni informazione fatevi un giro sul sito www.mareaonline.it.
«Crediamo molto in questo appello» spiega la direttora di Marea «che è una risposta alle angoscianti domande che ci facciamo in questo periodo. Cosa sta succedendo a questo paese, alla civile convivenza nelle città, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie e tra le persone? Il nostro rimedio sta nella PAROLA, quella che nutre e cura. Nel lungo pomeriggio, e speriamo anche nel corso della serata e della notte, si avvicenderanno su un piccolo palco uomini e donne diverse, costruendo un momento di letture, musica e teatro. A casa, davanti alla televisione si è soli. Qui si sta tutti insieme, ci si confronta e ci si arricchisce».
Ecco un modo, dunque, per passare un pomeriggio e una serata un po’ speciali, per dire no a degrado e appiattimento culturale, per parlare di violenza sulle donne e sulla strumentalizzazione politica che viene fatta della stessa, per dire no al razzismo e alla paura. E il tutto tra momenti di riflessione e svago. L'm.cafè, per l’occasione, aderisce all’iniziativa facendo uno sconto di 1 Eu sull’aperitivo a tutti coloro che partecipano a questa grande festa.
«È la nostra risposta alle ronde» dice Patrizia Poselli, «noi crediamo che sia più costruttivo proporre dei valori di cambiamento, un nuovo modo di stare insieme, dove ci sia rispetto e riconoscimento della persona». E quando chiedo a Monica Lanfranco se questo evento si ripeterà in futuro e se potrà diventare un appuntamento fisso con la città, lei sorride e le si illuminano gli occhi: «certo, perché no? Ci auguriamo che altre istituzioni, oltre alla Provincia di Genova e Palazzo Ducale, ci possano sostenere in altre occasioni. Se c’è uno slogan che si può lanciare per i futuri appuntamenti, questo può essere senz’altro portati un libro che ti ha formato e leggine una pagina!».
La proposta è allettante. Ognuno di noi ha in casa almeno un libro, piccolo o grande, un racconto, una poesia, un romanzo di avventura letto a quindici anni, un brano che ci ha emozionato e ha contribuito, in qualche modo, a farci diventare quello che siamo.
Quello che ci chiedono Monica e le altre è di portare questo nostro piccolo pezzo di vita e condividerlo con le vite degli altri.