Perché occuparsi dei muscoli solo per modellare il corpo? Perché non occuparsene anche per gestire qualcosa di prezioso e di utilizzo quotidiano come la voce? Quelli addominali per esempio oltre a produrre l'obiettivo scontato di un ventre ultrapiatto sono anche i responsabili - non da soli, certo - di un buon coordinamento vocale.
Giovanni Dagnino, musicista, che da anni si occupa di didattica della voce in qualità di cantante e insegnante sia all'Istituto Superiore di Studi Musicali 'Luigi Boccherini' di Lucca (cattedra di Canto Lirico) che alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova (cattedra di Impostazione della voce parlata e cantata) ha deciso di architettare un volume agile che proponga proprio questo: una palestra di esercizi per ricordare alcune regole e pratiche utili a recuperare quella naturalezza che fa di questo gesto una pratica innata eppure sotto pressione innaturale.
Stridula, rauca, eccessivamente profonda, la voce esce senza che normalmente le si dedichi troppa attenzione. Ma un buon controllo della voce e in generale una bella voce sono immediatamente riconoscibili anche dall'orecchio più sordo. È la respirazione il segreto e un buon controllo o meglio consapevolezza che un'eccessiva inspirazione invece di aiutarci a produrre un discorso impegnativo può semplicemente creare tensione e quindi affaticarci inutilmente. Impostare la voce significa tornare bambini e recuperare quella naturalezza nel coordinamento di tanti organi contemporaneamente: polmoni, diaframma, costole inferiori, muscoli addominali.
Diviso in 8 capitoli il libro parte dal concetto di Respirazione, individuando bene le funzioni dei vari organi in Appoggio e Sostegno, espressioni spesso erroneamente intese come sinomi in realtà momenti diversi dell'emissione vocale l'una legata alla discensione del diaframma, l'altra legata ai muscoli addominali e a mantenere la colonna d'aria in uscita. Si toccano poi i concetti - sempre esemplificati da esercizi - della Risonanza e Proiezione della voce, il tema dell'Utilizzo della voce in grandi spazi e i Problemi legati all'Articolazione, fino al capitolo sul come prendersi cura della propria voce Igiene Vocale e infine una palestra articolata su 10 giornate di allenamento; quindi le conclusioni sulla maturazione vocale.
«Il libro è la somma di tutte le mie esperienze - spiega Dagnino - intorno all'insegnamento dell'utilizzo della voce. Da anni i ragazzi della scuola di recitazione di Genova mi chiedevano un manuale e poi in Italia mancava un percorso completo sulla voce al di là delle molte pubblicazioni specialistiche e scientifiche che esistono sull'argomento. E così mi sono deciso. Anche perché si è appena chiuso il capitolo dell'insegnamento a Genova con il mio trasferimento definitivo a Lucca».
E quindi rielaborando gli appunti, ritornando su tutta una serie di esercizi utilizzati con i futuri attori...
«...ho cercato di rendere una cosa che sembra difficile, comprensibile e riutilizzabile anche in completa autonomia. A questo proposito la collaborazione con Malagugini per i disegni ha una valenza di guida visiva e rappresenta anche una novità all'interno della pubblicazione che punta proprio alla chiarezza sulle posizioni più corrette. Con anni di insegnamento alle spalle mi sono infatti reso conto degli esercizi che non funzionano e di quelli che risultano immediati. Il tutto a partire da una base teorica minima, per poi proporre nel finale dieci giornate di vero e proprio corso».
La voce quindi come corpo in movimento e in coordinazione tra naturalezza e obiettivi vocali da raggiungere?
«Sì ma voce anche come aria, che non si vede ma che diventa sonora; ma anche ascolto di sé, per una presa di coscienza del flusso di fiato che emettiamo».
Cosa indebolisce la voce?
«Uno sforzo o un impegno vocale prolungato senza poi consentire il giusto riposo. Una cattiva coordinazione muscolare che provoca tensione e peggiora la resa. Gli attori hanno poca cura della loro voce (per questo ho inserito il percorso SOS sforzi vocali - p. 88, ndr), tendono a strapazzarla, molto più attenti sono i cantanti lirici, ma seppure anche questo sia un mio ambito di interesse e lavoro qui il discorso è troppo complesso e articolato per essere racchiuso in un manuale perché entra in gioco l'individualità della voce, carattere e estensione, da valutare rispetto al repertorio, mentre chiunque può prodursi in un parlato espressivo».