Se mai vi venisse in testa di darvi al giornalismo, soprattutto on-line, non iniziate mai un articolo come sto per iniziarlo io, con una sfilza di numeri.
Secondo una ricerca dell'Eurispes, nel '99 in Italia sono stati consumati 47 milioni di litri di alcolici. Cioè, escludendo i bambini e gli astemi, 87 litri l'anno a testa, soprattutto vino (58 litri annui pro capite, secondi - di una lunghezza - solo ai francesi).
Di questi 87 litri, una buona parte è birra. Negli ultimi venticinque anni, infatti, il suo consumo è più che raddoppiato: oggi si attesta sui 27 litri a testa (un miliardo e 350milioni di litri in tutto: béccati
questo grafico).
Restiamo comunque il popolo meno
birrofilo d'Europa, dove invece la media pro-capite è pari a 80 litri. Meno del 30% degli italiani la consuma abitualmente e solo il 5% giornalmente.
Un'inversione di tendenza, tuttavia, si registra fra i giovani, che ne bevono sempre di più e che scelgono prodotti di importazione sempre più diversificati.
Personalmente, ho fatto un rapido calcolo: credo di attestarmi intorno ai cento litri di birra, in piena media inglese (nel senso che bevo come un inglese: 102 litri all'anno). Più che sufficienti ad impormi il rinnovo totale del guardaroba, visto che sono quattro chili in sovrappeso e non entro più nei pantaloni.
Ma come si beve a Genova? Bene o male? Abbiamo buone spine o no?
Lo scopriremo nelle prossime settimane con l'inchiesta di mentelocale!
Per cominciare, tanto per preparare il palato, una domanda che da tempo mi pongo: che fine ha fatto il litro di birra?
Il caro vecchio litrozzo pesantissimo, compagno di sbronze? Non so se ci avete fatto caso, ma un tempo era comune trovare nei menu "litro", oppure "grande".
Ora non più.
I pub che offrono il litro sono in rapida diminuzione, ormai si contano sulle dita di una mano. Nel centro storico mi vengono in mente solo la Polena, la Vetreria e il Britannia.
Il litro di birra è importante, dannazione.
Innanzitutto, ti permette di risparmiare. Di solito infatti un litro costa meno della somma di due medie. Poi dà già un'idea di quello che sarà la serata, cioè lunga e alcolica: non si beve in 15 minuti e dopo che l'hai finito sei già decisamente alticcio.
Perché sta scomparendo? Mi sono venute in mente tre risposte possibili.
La prima: semplicemente perché non è di moda. Adesso va parecchio il pub all'inglese, dove il litro - secondo tradizione - non è contemplato. O altrimenti il locale tipo Le Corbusier o Bottega del Conte, più che altro da "consumazione in piedi".
Seconda ipotesi. Noi genovesi adesso ci muoviamo di più. Basta vedere il fenomeno di piazza delle Erbe: ormai in una sera si girano almeno due o tre locali diversi. E bersi un litro in ogni locale è troppo. La gente non lo chiede, i gestori non lo offrono più.
Hm, può essere.
Però personalmente propendo per la terza ipotesi.
E cioè che il litro sta scomparendo sconfitto dalla globalizzazione. Ormai infatti i locali comprano "pacchetti" di spine da una sola casa produttrice, che fornisce anche i bicchieri. L'idea di non offrire più il litro deve senz'altro essere fatta risalire a loro, che impongono ritmi e dosi tipiche del Nord Europa (e del guadagno in Borsa).
Sia come sia, io rivoglio, anzi: RIVENDICO il diritto ad avere il mio boccale da litro in ogni accidente di locale genovese.
La pensate come me? Bene, seguitemi nei prossimi giorni nel viaggio che mentelocale vi proporrà all'interno del pianeta-birra genovese.
Non la pensate come me? Ottimo. E' l'occasione giusta per parlare un po' della nostra amata bevanda.
Le prossime puntate? Cosa ne dite di imparare a degustare la birra con un sommelier e di eleggere il miglior locale di Genova birra per birra?
E allora: prosit!