Per inaugurare questo nostro piccolo spazio all'interno di B-Cult, partiamo subito con una banale, quanto sconcertante, verità. Come qualcuno probabilmente già sa, anche da alcuni dei "sopravvissuti" alla 24h di Cultura del giugno 2008, vuole muovere un modesto contributo al supporto dei Beni Culturali, non solo di serie B.
Per reagire all'indolenza con cui le nostre generazioni mostrano interesse alle vicissitudini della vita di questa città, si è pensato di cercare, temporaneamente, di far correre insieme i binari di esperienze diverse: provare a immaginare un progetto che possa offrire ai Tavoli della Cultura un confronto diretto e continuo con le realtà che, sul territorio, producono cultura dal basso anche nelle restanti giornate dell'anno solare.
Non sono, ancora, qui a presentare o definire questo progetto, quanto ad invitare ad un dialogo costruttivo chiunque voglia avvicinarsi alla materia bollente di quei giovani che si scontrano con le fin troppo fitte trame delle reti emerse dei produttori culturali. Difficile crescere, abbiamo sentenziato in prima battuta, soprattutto perché pochissime sono le scale che conducono dagli scantinati, occupati dai principianti, agli attici, sprangati dagli artisti riconosciuti, emersi ed elitari.
E così quel percorso fatto di sforzi e sacrifici si conclude, nella maggior parte dei casi, senza neanche intravedere la luce. Su queste scale deve vertere, secondo noi, il progetto delle 24h lunghe un anno: creare appigli e illuminare i passaggi più bui per rendere meno difficoltosa la salita. Creare una struttura flessibile, che aiuti a comunicare i giovani, che permetta alle Istituzioni di trovare un fertile e informato database di artisti disponibili e che aiuti il pubblico nella difficile scelta di abbandonare i divani e di riaprirsi al confronto con le Arti. Un progetto utopico e aperto quanto caotico nel suo formularsi, nella speranza di trovare aiuti nell'unire i puntini che formano l'agognato disegno celato di essere riconosciuti quali artisti e non semplici fannulloni.