Dal 28 aprile al 6 maggio 2009 il Teatro Carlo Felice festeggia il ritorno del Béjart Ballet Lausanne, che saluta il pubblico genovese dopo cinque anni di assenza. Da allora tante cose nella compagnia sono cambiate: il suo creatore, Maurice Béjart, è scomparso nel 2007 lasciando al coreografo Gil Roman il compito di portare avanti la tradizione di una compagnia che è tra le più richieste sui palcoscenici di tutto il mondo. Il nuovo direttore artistico presenterà al Carlo Felice quattro brani, tre dei quali coreografati da Béjart: «il primo, Igor e Nous, è un pezzo che lui non riuscì a terminare. Le musiche sono di Stravinskij: Béjart era molto legato alla sua musica», spiega Roman, «io ho realizzato solo il finale di quello che definirei lo schizzo di un balletto».
Il pezzo Casino des esprits (coreografia di Gil Roman e musica di Antonio Vivaldi) è «nato ripensando alle passeggiate che io e Maurice abbiamo fatto a Venezia, una città che è stata per noi fonte di ispirazione». In scena quattro spiriti, che animano i vicoli di una città che non esiste più.
La seconda parte del programma vedrà la partecipazione dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice e sarà dedicata a due grandi classici béjartiani: L’Oiseau de feu (coreografia di Maurice Béjart e musica di Igor Stravinskij) e il Boléro.
Anche Gil Roman danzerà insieme ai ballerini della compagnia: «si tratta degli ultimi brani su cui ho lavorato insieme a Maurice, per questo ci tengo ad essere sul palco, anche se la mia sarà una piccola parte», spiega il coreografo.
Lo spettacolo della compagnia sarà accompagnato da alcuni eventi collaterali: martedì 28 aprile alle 18, presso l’Auditorium Eugenio Montale, la conferenza illustrativa curata da Elisa Vaccarino dal titolo Maurice Béjart, un classico del Novecento; mercoledì 29 aprile, ore 18.30, la tavola rotonda Béjart est toujours là, con il critico del Corriere della Sera Mario Pasi, il fondatore del Festival Internazionale del Balletto Mario Porcile e Gil Roman. Modera Elvira Bonfanti, docente di Storia della Danza al Dams dell’Università di Genova.
Da mercoledì 29 aprile al Carlo Felice (Primo Foyer; il vernissage è previsto per le 19.30) la mostra fotografica Chorégraphismes, di François Paolini. Il fotografo ha accompagnato e immortalato la compagnia negli ultimi dieci anni: «la difficoltà è stata quella di fermare i movimenti dei danzatori in un momento. Nella fotografia i ballerini si trasformano in sculture», ha spiegato Paolini, «ho cercato di descrivere l’intensità degli interpreti, ma anche di rendere visibile nelle foto l’indispensabile apporto del coreografo». Quella del Carlo Felice è la prima italiana della mostra.