Nella Sala del Minor Consiglio del Palazzo Ducale di Genova, lunedì 11 maggio 2009, è stato presentato il Piano Eolico della Regione Liguria, all’interno del Piano Regionale per l’energia, attivo dal 2002. All’incontro, presieduto dal presidente della Regione Claudio Burlando, dall’assessore Franco Zunino e dal consigliere Carlo Vasconi, hanno partecipato, a vario titolo, molti interessati.
L’occasione era una di quelle alle quali è difficile rinunciare, sia per l’importanza della presentazione, nella quale venivano annunciati finanziamenti a fondo perduto per decine di milioni di euro ad imprese, comunità ed enti locali, per incentivare l’uso di energie rinnovabili a discapito di quelle più inquinanti e pericolose come carbone e gas; sia per toccare da vicino un piano sull’energia circostanziato e serio come quello della nostra Regione, visto che a livello nazionale non ne possediamo neanche mezzo.
Sindaci di piccoli comuni dell’entroterra e della riviera, installatori, esponenti di associazioni che hanno a cuore il destino del nostro pianeta e professionisti di ogni specie, erano l’assortito pubblico partecipante al fitto incrociarsi di domande e risposte sui temi dell’energia e dell’ambiente.
Fra i tanti volti nostrani a formare il nutrito pubblico, ne spiccava uno più abbronzato ed ammiccante di altri, stretto nel suo gessato blu. Era il volto di Marcello Lippi, C.T. della nazionale italiana di calcio, la cui presenza all’incontro era stata anticipata da alcuni giornali locali, legandola al suo interesse per i grandi impianti eolici.
Il giornalista che preannunciava la presenza dell’allenatore più famoso d’Italia, si poneva ad un certo punto dell’articolo, la stessa domanda che in molti si sono poi rivolti vedendolo al convegno: «cosa centra l’allenatore della Nazionale, con la produzione di energia pulita ottenuta dal vento?». A quella domanda maliziosa, ma più seria di quanto appaia, non hanno cercato risposta i numerosi giornalisti sportivi accorsi in gran numero, mica per chiedere al Marcello nazionale quanti Mega Watt di energia eolica intenda produrre, dove e perché, ma per sollecitare l'ennesima solfa su Cassano o quesiti fondamentali del tipo: «nella finale di Coppa Italia farà il tifo per la Samp?».
Ma quella domanda sul suo coinvolgimento nel mondo delle energie rinnovabili, la prima se non l’unica da rivolgere al nostro C.T., avrebbe fatto chiarezza su alcuni dubbi che questa New Green Economy pone.
La consapevolezza di dover intervenire in tempi stretti, per riparare al danno ambientale inferto al nostro pianeta nel secolo scorso, ha liberato una valanga di incentivi economici, per i piccoli e grandi produttori di energie rinnovabili, come mai era avvenuto nel passato.
Incentivi regionali ed il Conto Energia, hanno attirato verso la produzione di energie rinnovabili come fotovoltaico ed eolico molte iniziative non sempre pulite come l’energia che producono.
Questi tipi di incentivazioni che aprono scenari straordinari di sviluppo economico, incentivano grandi installazioni private, rischiando di frenare il processo di democratizzazione nella produzione di energia da parte di singoli individui o piccoli gruppi di persone, per piccoli usi industriali o domestici, oltre che inquinare visivamente e fisicamente il territorio più di quanto non abbiano fatto i fumi di molte ciminiere del passato.
Progetti seri e consapevoli che regolino i nuovi processi di sviluppo potranno diradare il polverone che è alle porte, ed evitare di farci nuovamente finire con la testa nel pallone.