Al Teatro della Corte, martedì 12 maggio sera si è aperta la terza rassegna di drammaturgia internazionale Sguardi Contemporanei che si svolge sulla scia della consolidata Mises en Espace nella memoria di molti genovesi: un'occasione per assistere alla messa in opera di nuove produzioni dello Stabile in uno spazio raccolto all'interno del Palcoscenico.
Da queste prove di recitazione (in 15 anni sono state più di una quarantina) sono spesso emerse delle nuove produzioni che hanno raggiunto consensi oltre i confini genovesi. La location è molto suggestiva perché lo spazio nudo e ristretto, sia tra gli spettatori sia con gli attori, favorisce il vero coinvolgimento e tutte le emozioni circolano ad una frequenza più elevata: senza filtri né sipari, la capacità dell’attore e la tenuta del plot devono saper reggere al collaudo.
Per restare in tema col testo del giovane drammaturgo tedesco Kai Hensel, questo esame è stato brillantemente superato dall’unico protagonista in scena: Antonio Zavatteri. Per un’ora e mezza interpreta un professore del liceo che vive la propria missione non con metodo maieutico, bensì come un genitore normativo ed autoritario, finché dalla sua inflessibilità emerge una tragedia. Da qui nel suo piccolo e rigido mondo emergono lacune e carenze celate, relativizzando i suoi assolutismi in una totale assenza di affettività.
Nel racconto del proprio sentire si coglie la forza del testo e l’intensità dell’attore giacché il dramma raggiunge anche punti di comicità. Zavatteri è stato magnifico già durante la sera della Prima, un ottimo attore uscito dalla Scuola dello Stabile, in costante e continua crescita.
Partecipando allo spettacolo dalle ore 20.30 (poiché i posti sono limitati e l’ingresso gratuito occorre arrivare col giusto anticipo) sino a sabato 16 maggio, si può trarre una lettura sociologica, vedendo la lotta generazionale del mondo della scuola tra professori-adulti e studenti-giovani, oppure riconoscere alcuni “cattivi maestri” incontrati nella corso della propria vita scolastica, in ogni caso ci si riempie sempre il cuore di autentica commozione.