Presentazione in pompa magna per la terza edizione della giornata dedicata ai Palazzi dei Rolli: i Rolli Days, come sono stati ribattezzati. Un progetto che si sviluppa ogni anno in modo diverso, mantenendo alcune caratteristiche di base: dimore storiche e arte contemporanea, tradizione e modernità, visione del futuro e mantenimento delle radici.
Parole un po' fumose, ma che ben si adattano all'iniziativa. Capirete perché.
Sabato 23 e domenica 24 maggio 2009 un'altra volta le porte dei Palazzi dei Rolli si apriranno ai cittadini, ospitando anche mostre di giovani artisti. Nei due giorni, il centro storico sarà invaso da eventi che variano dalla musica alla danza, dalle performance alla gastronomia.
È un appuntamento che contraddistingue Genova, a livello nazionale ed internazionale, per la peculiarità dell'evento. Ma è anche un'occasione per i genovesi, che spesso ignorano in cosa consista veramente il sistema dei Rolli, dichiarato nel 2003 patrimonio dell'Unesco. Vale la pena di ricordarlo.
I Palazzi dei Rolli
A partire dalla prima metà del Cinquecento Genova attraversa uno dei momenti più felici della sua storia. È una grande potenza commerciale e guadagna sempre più prestigio. Così anche le famiglie nobili che la governano. Molte di queste fecero costruire nel centro della città dimore sfarzose, per contraddistinguere il proprio successo. Nel 1576 il Senato obbligò i proprietari ad ospitare personaggi illustri in visita ufficiale a Genova. Il “Rollo” era composto da tre bussoli, in cui le dimore erano inserite a seconda del prestigio: cardinali, principi e vicerè nel primo, feudatari e governatori nel secondo, principi inferiori e ambasciatori nel terzo. . In occasione di una visita veniva estratto a sorte Il Rollo destinato ad ospitare il vip di turno.
Unesco
Dopo una lunga trafila burocratica, nel 2003 l'Unesco ha deciso di inserire il sistema dei Rolli nelle proprie liste. In Italia sono 43 i soggetti che hanno questo privilegio. 42 i palazzi che possono fregiarsi del titolo, ma una volta i Rolli erano di più. Molti, infatti, sono privati (motivo in più per partecipare alle iniziative di sabato e domenica, è difficile visitarli negli altri giorni dell'anno), e alcuni non in condizioni adeguate. Ma i Rolli hanno già fatto scuola. Come dice Pietro Da Passano, direttore di Palazzo Ducale – Fondazione per la Cultura: «al Ministero è piaciuto in particolar modo il sistema gestionale proposto da noi (per mantenere l'iscrizione all'Unesco ndr) e l'ha usato come modello dal 2003 in poi».
I Rolli dopo Genova 2004 e nel futuro
La rete dei musei genovesi si è stabilita su livelli di visite paragonabili al 2004, anno in cui Genova era Capitale Europea della Cultura. E questo è già un traguardo. Ma il sistema dei Rolli ha caratteristiche uniche, che possono contraddistinguere la città. Per questo motivo le istituzioni hanno concentrato molte idee sulle dimore storiche. «Dopo l'esplosione di eventi e di visibilità avuti nel 2004 - dice Anna Castellano, di STL - l'impegno dell'amministrazione e degli operatori è stato trovare elementi di attrazione duraturi nel tempo». STL del Genovesato, per esempio, ha curato un progetto biennale che prevede visite guidate, audioguide, percorsi, iniziative di varia natura, per un periodo di due anni, grazie anche a fondi regionali. L'assessore al Turismo della Regione Liguria Margherita Bozzano aggiunge: «è in fase di studio una serie di giornate nazionali dedicate al Patrimonio Unesco. La Liguria si è candidata ad ospitare la prima edizione, cioè a fare da capofila».
Non vi resta che fare un giro.