Non si ferma la polemica scoppiata intorno all'iniziativa Due Regine Due Re, promossa dal Comitato Gay Pride presso la Bibioteca De Amicis.
Dopo la richiesta d'inchiesta parlamentare firmata da Barbara Saltamartini, responsabile Pdl per le pari opportunità e da Michele Scandroglio, coordinatore regionale del Pdl, arriva la risposta del Comitato Gay Pride. Querelato Nicola Abbundo - artefice del “caso” - per diffamazione. Ma si annuncia anche una denuncia per calunnia a firma di tutte le associazioni coinvolte.
Ci sono tutti. Riccardo Gottardi, segretario nazionale di Arcigay, Lilia Mulas e Alberto Villa del Comitato, Francesca Polo, presidente di Arcilesbica. Tutti rispondono a quello che secondo loro è un «attacco mediatico senza fondamenti. Un attacco voluto, studiato, anche per fini politici». Villa aggiunge: «si è aperta la caccia al diverso». Facciamo due passi indietro.
Sabato 16 maggio il comitato ha organizzato un laboratorio e un convegno sui temi dell'abbattimento degli stereotipi di genere e il contrasto alle discriminazioni. Al laboratorio hanno partecipato solo persone adulte dato «l'esiguo numero dei bambini presenti», dice la counsellor Anna Ventura, che lo ha condotto. Obiettivo: costruire una fiaba omoaffettiva. Nell'occasione è stato distribuito anche del materiale informativo, e una bibliografia. Su quest'ultima si è scagliato il centro-destra, nella persona di Nicola Abbundo - consigliere regionale del Pdl – sostenendo che contenesse materiale vietato ai minori, tanto che non ha potuto accedervi dagli uffici della Regione, dove i pc sono filtrati.
È scoppiato il putiferio, i titoli hanno iniziato a piovere con frasi come Fumetti porno per bambini, Le porno fiabe per bambini etc etc. I promotori si difendono: «la bibliografia era dedicata agli adulti e ai giovani per informarsi, non certo ai bambini», dice Gottardi. E rilanciano: «il vero scandalo è che in Italia non si faccia una vera educazione sessuale. Nessuno se ne occupa», prosegue il segretario di Arcigay. Gran parte dei progetti messi sotto accusa sono peraltro iniziative partite a livello europeo. Le bibliografie presentate al convegno […] rispondono ai principi contenuti nei manifesti IFLA/UNESCO per le biblioteche pubbliche e scolastiche, recita un comunicato dell'Associazione italiana Biblioteche contro ogni discriminazione.
All'accusa che in quei fumetti ci siano parolacce, risponde: «è un questione di priorità. Io prima voglio che i ragazzi siano informati, che si avvicinino alla sessualità in modo sicuro e responsabile. Le malattie trasmissibili sessualmente sono un pericolo concreto e di nuovo in crescita. Le parolacce vengono dopo».
Alberto Villa, incalza: «siamo il fanalino di coda d'Europa negli indici di democrazia. Anche da queste cose si nota». La polemica è stata usata strumentalmente, i rappresentanti del comitato sono uniti su questo punto: «abbiamo presentato il progetto a tutte le istituzioni, e nessuno a detto niente», dice ancora Gattorna. «Lo scorso anno ho fatto un laboratorio simile con i bambini, da cui sono uscite opinioni trasgressive, rivoluzionarie. Lo abbiamo comunicato ai media, ma non è successo nulla. Perché allora non era utile».
Infine, Villa cita una dichiarazione del Prefetto di Genova Salvatore Presenti, precedente chiamato in causa dagli accusatori: «Alla De Amicis – avrebbe detto il questore - non è stato commesso nessun reato, né contro adulti, né contro bambini».
La querelle non sembra destinata a finire qui. Quelli che possiamo fare noi è darvi un'idea di che cosa si sta parlando. Tra i siti incriminati ci sono quello dell'Agedo (Associazione Genitori Di Omosessuali), Iglyo (International Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender and Queer Youth and Student Organisation) bloccato dai filtri della Regione Liguria, e beyourself, dove si trovano i famosi fumetti scabrosi.
Fate voi le vostre riflessioni.