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Biennale di Venezia: censurati i 'Sessi d'artista'

 
La provocazione di Jacques Charlier: esporre i suoi disegni negli spazi pubblici. Ma l'idea non č piaciuta. Di Daniele Miggino
 
   

     
Genova, 23 maggio 2009
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di
Daniele
Miggino
   
Jacques Charlier
Jacques Charlier
 
Le nostre fonti
Il quotidiano belga Le Soir
La lettera aperta della Lega dei Diritti dell'Uomo
Il sito di Jacques Charlier
Il blog di Jacques Charlier

La Biennale di Venezia
L'Esposizione Internazionale d'Arte è una manifestazione di arte moderna organizzata ogni due anni dalla Biennale di Venezia.
Prese il via nel 1890, per iniziativa di Antonio Fradeletto, Mario De Maria, Augusto Sézanne e Riccardo Selvatico, sindaco di Venezia dal 1890 al 1895. Si concretizzerà poi nella celebre Biennale di Venezia, una tra le più importanti rassegne d’arte europee, la cui prima edizione ebbe luogo nel 1895. [Wikipedia]

Censura alla Biennale di Venezia. La 53esima edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte deve ancora iniziare (si svolgerà dal 7 giugno al 22 novembre 2009), ma mentelocale.it (primo in Italia) è venuta a conoscenza di un fatto destinato a suscitare polemiche.
Protagonista della querelle è l'artista belga Jacques Charlier, il cui progetto artistico – la serie di disegni 100 Sexes d'artistes - è stato rifiutato dalla direzione della Biennale.
L'esposizione era stata presentata per il programma di eventi collaterali. A rappresentare il Belgio dentro i padiglioni dell'esposizione, infatti, saranno le Fiandre. Charlier era stato invece proposto dalla comunità belga francese, di cui fa parte, per esporre i suoi disegni negli spazi pubblici della città, come in un museo a cielo aperto.

È dal 1973 che Charlier lavora su questa idea provocatoria, in bilico tra umorismo e satira, dei sessi d'artista. Si tratta di caricature, ritratti immaginari degli organi sessuali degli artisti che secondo lui hanno segnato il Ventesimo secolo, a partire da Marcel Duchamp.
Ma a quanto pare il progetto non ha convinto Paolo Baratta, presidente della Biennale, e Daniel Birnbaum, il direttore. Come si legge dal sito di Charlier, i dirigenti della Biennale avrebbero motivato la loro scelta sostenendo che le opere potrebbero costituire un'offesa per gli artisti in questione. Sempre secondo quanto si legge nel sito, neanche una seconda richiesta, accompagnata da una lettera del Ministère de la Culture et de l’Audiovisuel de la Communauté francophone del Belgio - che aveva accolto con favore l'idea di portare la mostra a Venezia - e un secondo esame, le cose sono cambiate. Successivamente pare che anche l'amministrazione veneziana abbia negato la concessione degli spazi pubblici, sostenendo che i contenuti potevano “offendere il senso del pudore”.

Martedì 19 maggio a Bruxelles è stata organizzata una conferenza stampa per illustrare l'accaduto. La Ministra della Cultura Fadila Laanan avrebbe in quell'occasione ribadito l'appoggio all'artista e rilevato “il carattere inaccettabile della censura veneziana” (fonte 7sur7). Nel frattempo, anche l'Osservatorio sulla libertà di creazione della Lega dei Diritti dell'Uomo ha scritto una lettera aperta a Baratta e Birnbaum, esprimendo il proprio “stupore per l'atto di censura effettuato contro l'artista belga”.

Ma non è finita qui. Non domo, Charlier ha deciso di portare comunque i suoi sessi d'artista a Venezia. Lo farà su una barca ormeggiata in laguna, sulla Riva dei Sette Martiri, vicino ai Giardini, dal 3 al 7 giugno 2009. In quell'occasione, si legge sempre sul sito, metterà a disposizione del pubblico tutta la documentazione del progetto e le risposte ricevute.
La mostra, però, è stata accettata da altre città, e girerà nel mese di giugno tra Anversa, Belgrado, Bergen, Linz, Lussemburgo, Metz, Namur. Lì i visitatori potranno partecipare ad un'altra provocazione di Charlier: il gioco Liberate Venezia, vincendo un catalogo dei suoi lavori. Charlier ha pubblicato sul suo blog uno sfogo sulla vicenda.

State in ascolto, vi terremo aggiornati.

 

 
 
 
 
 
 
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