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Speranza, Giordana, Strambelli e Sassatelli
© foto: Patrizia Lanna  -  Mariella Speranza, Luca Giordana, Viviana Strambelli e Alex Sassatelli
 

L'america di Dennis Lehane

 
'Coronado'propone un intreccio complesso di storie. Avanti e indietro nel tempo, 7 personaggi si raccontano e svelano i loro misteri. Fino al 23. Poi il 19 giugno a Loano e il 26 a La Spezia
 
   

     
Genova, 23 maggio 2009
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mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Teatro della Corte
19 - 23 maggio - ore 20.30
Coronado
di Dennis Lehane, versione italiana Luca Viganò, con Luca Giordana, Alex Sassatelli, Roberto Serpi e Mariella Speranza, e con gli attori neo diplomati della Scuola di Recitazione dello Stabile Giuseppe Amato, Gabriele Gallinari, Elena Gigliotti, Federica Sandrini e Viviana Strambelli, regia Marco Ghelardi
Ingresso libero, sino a esaurimento dei posti

Coronado è un testo teatrale strutturato in tre situazioni con svolgimento cronologico sfalsato. Nella prima, due giovani amanti decidono di uccidere il marito di lei, che scopre però di essere incinta, e non sa di chi. Nella seconda, uno psichiatra dalla professionalità incerta si intrattiene con la sua paziente, la quale si rivela essere la protagonista della situazione precedente, alcuni anni dopo. Nella terza, ci sono un padre e un figlio che ha perso la memoria alle prese con la scomparsa di una ragazza e con la perdita di un diamante rubato, e ben presto si capisce che anche questi personaggi sono legati indissolubilmente alle altre vicende raccontate. Sesso e omicidio; però anche amore, denaro, speranza e redenzione.

Repliche
Loano il 19 giugno
La Spezia il 26 giugno

Prossimi spettacoli della Rassegna Sguardi contemporanei
Officina mia di Marco Taddei (dal 26 al 30 maggio);
Il ragazzo dell’ultimo banco di Juan Mayorga (dal 2 al 6 giugno);
Controtempo di Cristian Simeon (dal 9 al 13 giugno);
In tournée a Loano (dal 16 al 20 giugno) e a La Spezia (dal 23 al 27 giugno)

Coronado è la storia di Bobby. No, è la storia di Gina - o si chiamava Grace? È la storia di Will, Al, Gwen, Vi, Ted. O forse è la storia del tempo soggettivo e del ricordo o del non ricordare? Nove interpreti (Luca Giordana, Alex Sassatelli, Roberto Serpi, Mariella Speranza e Giuseppe Amato, Gabriele Gallinari, Elena Gigliotti, Federica Sandrini e Viviana Strambelli) per 7 personaggi, in un insolito raddoppio per due figure centrali alla storia (Gina e Will), dovuto all'intricato svolgimento narrativo che parte da un preciso momento del passato per arrotolarsi in una matassa sempre più aggrovigliata di momenti e personaggi strettamente legati l'uno all'altra.
Per Dennis Lehane, scrittore e sceneggiatore americano di origine irlandese, è un lavoro che nasce da un racconto (Until Gwen) che segna il suo debutto nella drammaturgia, con un chiaro talento, tra dialoghi serrati, ma non scarni, per raccontare un'america logora, simbolo di una volgarità e un decadimento più genericamente occidentale teso al consumo e a corrispondere scontati stereotipi. Una critica senza mezzi toni, dissacrante e iconoclasta che si scaglia contro il dilagante perbenismo, conformismo e verso esistenze condotte da bisogni indotti, senza sogni.
Per la Rassegna di Drammaturgia Internazionale Sguardi contemporanei al Teatro della Corte - dal 19 al 23 maggio 2009 - ideata e organizzata dal Teatro Stabile di Genova nell’ambito del progetto “Un palcoscenico tra terra e mare”, (promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e realizzato dalla Regione Liguria), è il secondo testo in cartellone (La guerra di Klamm di Kai Hensel, è stato il primo).
Per Marco Ghelardi, regista e direttore artistico della compagnia Salamander, è la seconda volta allo Stabile - la scorsa stagione al Duse con La Scelta del Mazziere - dove conferma la capacità di guidare un gruppo d'attori giovani e grintosi su un testo denso e complesso, caratterizzato da un linguaggio alto ma anche da uno rozzo e basso, che contraddistinguono momenti dalla forte tragicità che non perdono mai aderenza all'umano e quindi al comico e al ridicolo.

Sempre in scena - un palco arredato da semplicissimi tavolini e bassi e cubi per sedersi - nell'arco di due tempi i sette interpreti (salvo Elena Gigliotti nel ruolo di Gwen, in scena solo dalla seconda parte), sono isolati in dialoghi a due o a tre, colti in momenti estremamente intimi che, come tessere di un puzzle, gettano una traccia in una figura molto più ampia di fatti, sentimenti, confessioni d'amore, di odio, di vendetta di speranze. Accanto a loro, quasi sempre, una giovane cameriera (Federica Sandrini): testimone unica delle loro esistenze, obiettivo che tiene nota di fugaci attimi di vita apparentemente quotidiana e insignificante. In un piccolo locale, non proprio di prim'ordine, aprono la roulette Will e Gina (Alex Sassatelli e Viviana Strambelli), amanti, intenti a scambiarsi dichiarazioni che vogliono essere uniche e precoci per un amore eterno. Con un cambio di luce tocca a Grace/Gina e Ted (Mariella Speranza e Luca Giordana), lo psichiatra, colti in uno dei loro furtivi appuntamenti dopo che la barriera paziente-dottore è stata annullata da una scopata: "tu mi hai scopato", accusa Grace/Gina, "No - afferma con pazienza Ted - abbiamo scopato". Come fossimo al cinema, un nuovo stacco ci porta di fronte a due uomini, o meglio a un ragazzo e a un uomo. Sono padre e figlio (Roberto Serpi e Gabriele Gallinari) e si confrontano con astio, risentimento e immediatamente si comprende che appartengono a un mondo ai margini, dell'illegalità tra pallottole e prigione. Manca solo Al (Giuseppe Amato), che si frappone tra Will e Gina. È il marito che lei ha scelto, in fretta messo da parte. È l'intralcio al nuovo amore. Ma soprattutto, è il contendente di un pargolo in arrivo che è di paternità incerta. Sarà la vittima e l'incubo persecutorio di Gina (una feroce, sensuale, scettica e disturbata, immediatamente convincente, Mariella Speranza). È una roulette di sogni infranti, ricordi nascosti, uccisi, repressi. Dolori impossibili da calmare e poche speranze su cui reggersi.  È un ritratto impietoso e esilarante di individualismi tesi a possedere e votati a perdere. Non c'è pietà, non c'è rispetto, non c'è pietas - quel rispetto per la famiglia come luogo sacro di ruoli fissi - c'è bramosia per un frutto che rappresenta il futuro: un figlio-maschio. Conteso, come prodotto su cui costruire il riscatto individuale, Bobby (un promettente Gabriele Gallinari) finisce solo e disperato dopo aver sepolto il padre dentro la stessa buca della tanto amata Gwen.
A dispetto di una drammaturgia frammentata e a incastro, il gruppo lavora con grande armonia e agio tessendo con meticolosità l'esile tela su cui si incrociano i destini di tutti. 

 
 
 
 
 
Teatro della Corte
Via E. F. Duca D'Aosta - 16129 Genova
Genova - GE
010 53421
info@teatrostabilegeno...
www.teatrostabilegenov...
Orari d'apertura: Orario spettacoli: tutte le sere 20.30 - domenica ore 16; Posti a sedere: 1002; È possibile acquistare i biglietti online su


Aggiornato il 13/10/10

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Serpi, Sandrini, Gallinari
© foto: Patrizia Lanna  -  Da sinistra Luca Serpi, Federica Sandrini e Gabriele Gallinari in 'Coronado'
 
   
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