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L'Arte non si inventa

 
All'Auditorium Montale, un convegno sugli obiettivi delle Accademie: formazione, nuove tecnologie e crisi economica fra i temi trattati
 
   

     
Genova, 29 maggio 2009
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di
Marta
Traverso
   
 
Antichi cortili, giovani talenti: i concerti in programma

Venerdì 29 maggio
Irene Veneziano e Valentina Messa, pianoforte (Auditorium Montale, ore 16.00)
Le Percussioni (Palazzo Rosso, ore 17.30)
Gli Ottoni del Cantelli (Palazzo Bianco, ore 19.00)
Giuseppe Zinchiri, chitarra (Museo Diocesano, ore 21.00)

Sabato 30 maggio
Il Trio (Auditorium Montale, ore 16.00)
Kemonia Quartetto (Palazzo Rosso, ore 17.30)
Elizabeth Leonardi, pianoforte (Museo Edoardo Chiossone, ore 19.00)
La tradizione musicale algerina (Museo Diocesano, ore 21.00)

Domenica 31 maggio
Maciej Kulakowski, violoncello, e Bogdan Kulakowski, pianoforte (Palazzo Rosso, ore 17.30)
Stefania Mettadelli, organo (Chiesa di San Torpete, ore 19.00)

Che ruolo ha l'alta formazione in Italia? Come si rapporta con la scuola, l'università, le istituzioni? E soprattutto, come può sopravvivere in un periodo come questo, in cui il precariato è diffuso in tutti i settori professionali, e i fondi destinati alla cultura sono sempre meno?
Queste alcune fra le domande che cercano di trovare risposta nel convegno L'arte non si inventa. A proposito di Alta Formazione artistica, Musicale e Coreutica, uno degli appuntamenti della rassegna Antichi cortili, giovani talenti. Un ricco programma di concerti e performance artistiche, che si concluderà domenica prossima (31 maggio 2009), con lo scopo di valorizzare i migliori talenti delle Accademie italiane e del Mediterraneo: mentre la scorsa edizione era riservata solo agli allievi dei Conservatori, quest'anno si è aperta anche alla danza e al teatro.

Questa mattina (venerdì 29 maggio 2009) all'Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice sono intervenuti alcuni ospiti introdotti da Nando Dalla Chiesa, Coordinatore delle Politiche di Promozione del Comune di Genova. Da un lato responsabili di realtà locali, fra cui Patrizia Conti (Direttora del Conservatorio Paganini), Emilia Marasco (Direttora dell'Accademia Ligustica di Belle Arti) e Antonio Camurri (docente universitario e responsabile di Casa Paganini). Dall'altro due rappresentanti delle istituzioni a livello nazionale: l'onorevole Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, e Bruno Civello, Direttore Generale del programma AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) del Ministero della Pubblica Istruzione.

Tema centrale degli interventi è il punto della situazione sulle attività del Polo del Mediterraneo per l'Arte, la Musica e lo Spettacolo, istituito nel 2007 con la collaborazione del Conservatorio Niccolò Paganini, dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, dell'Università degli Studi di Genova, del Teatro Stabile e della Fondazione Teatro Carlo Felice. Una sinergia tra le attività degli istituti genovesi che, pur operando in ambiti diversi, hanno un obiettivo comune: valorizzare le eccellenze, ma con continuità. «Non basta allestire un concerto, fare sì che per una sera gli artisti siano ascoltati e apprezzati dal pubblico, e il giorno dopo niente», è l'idea di Patrizia Conti.
Un traguardo ambizioso ma non senza difficoltà, per i motivi più disparati. Uno dei temi che hanno catalizzato gli interventi ha riguardato gli scarsi investimenti nella cultura da parte delle istituzioni, sia locali che nazionali. Si è poi parlato della necessità di formare gli allievi non solo con nozioni teoriche, ma anche con una conoscenza più diretta del mondo del lavoro: «è anzitutto importante affidare le cattedre a professionisti, piuttosto che a chi svolge esclusivamente attività di docenza», spiega Emilia Marasco.
L'obiettivo è creare nuove figure professionali che sappiano applicare la propria base umanistica a settori più ampi, quali il design e la ricerca scientifica. Antonio Camurri conosce molto bene questo ambito: «la ricerca scientifica applicata alla musica e alle arti è un settore in forte espansione. Alcune multinazionali della tecnologia assumono già nei propri laboratori figure con una formazione che unisce una base umanistica a competenze 'tecniche'».

Un occhio di riguardo è dato proprio rassegne come quella che si sta svolgendo a Genova in questi giorni, come spiega ancora Civello: «Antichi cortili, giovani talenti è una manifestazione importante perché mostra che in Italia ci sono artisti di qualità. Gli Istituti devono occuparsi della loro formazione e valorizzazione, ma al tempo stesso specializzarsi in quei settori più legati al patrimonio culturale e alle realtà del territorio». Nel caso di Genova, basti pensare alla storica tradizione dei teatri: oltre alla scuola di recitazione del Teatro Stabile, anche il Conservatorio e l'Accademia di Belle Arti hanno corsi finalizzati a valorizzare questo settore della cultura.

Valentina Aprea paragona la manifestazione genovese, che associa l'esibizione dei giovani talenti alla riscoperta degli antichi palazzi cittadini, a quei luoghi di pregio come l'Arena di Verona e i Templi di Siracusa, che allo stesso modo diventano sede di performance artistiche. «L'alta formazione ha criteri di accesso molto rigidi: ciò significa che chi viene ammesso negli Istituti ha davvero talento. Il titolo della manifestazione è indice della responsabilità di chi lavora in questo ambito: valorizzare i giovani artisti di talento perché portino avanti la tradizione artistica e culturale antica della loro città».

 
 
 
 
 
 
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