L'afflusso di turisti aumenta in città, alla faccia della crisi. Ma molti locali non ce la fanno. Anche quello è un patrimonio da preservare. Di Daniele Miggino
Da qualche tempo gira una voce a Genova. Non è una soffiata sottobanco, viene da dichiarazioni e comunicati ufficiali degli enti pubblici. Dicono che il capoluogo ligure è una delle poche, se non l'unica città italiana in cui il turismo è in aumento. Una crescita a doppia cifra.
La notizia stride positivamente con il periodo di crisi che sembra inghiottire tutto e tutti. Eppure non è difficile trovare conferma dei dati facendosi un giro per il centro, anche nei giorni feriali. Tanta gente con le mappe in mano, tanti discorsi in lingue sconosciute 'rubati' per strada, tante facce, tanti occhi spalancati, rivolti a guardare le bellezze de Zena.
Un paio di settimane fa abbiamo assistito all'inaugurazione della Commenda di Prè, che riapre dopo decenni di anonimato. Un altro tassello nella rete turistica della città. Galata Museo del Mare, Commenda, Palazzo Reale, Castello D'Albertis, le botteghe di Prè: oggi fanno parte di un itinerario mirato a far rinascere tutta la zona dell'angiporto.
D'altra parte, nello stesso giro in cui si incontrano tanti turisti, si notano anche parecchie saracinesche abbassate. I cartelli vendesi, cedesi e affittasi, si sprecano. Per ciò che riguarda i locali, abbiamo iniziato a parlare di chiusure un po' di tempo fa, quando hanno dato l'addio la Panteka e il Fitzcarraldo. Altri hanno seguito il trend, come la Madeleine, e più di recente due posti al Porto Antico hanno alzato bandiera bianca: il Fronte del Porto e il Nada Mas. Non solo, c'è la concreta possibilità che il Milk, altro locale storico della movida, non riapra per la prossima stagione. La ragioni, ovviamente, variano da locale a locale. Tranne alcuni fortunati esperimenti, i posti dove andare nel dopocena sembrano diminuire costantemente. Per non parlare del malcontento dei residenti e dei commercianti, che si è espresso anche in un dibattito pubblico con Marta Vincenzi, a cui ha partecipato la ienaLuca Bizzarri. I due sono stati recentemente protagonisti di un botta e risposta sulla questione.
Questo un po' ci preoccupa, perché la rinascita di questa città è partita ed è dovuta in gran parte al centro storico. Noi ricordiamo i tempi in cui regnava il deserto, per esempio, in piazza Lavagna e piazza delle Vigne, che oggi sono frequentate giorno e notte, da turisti e da genovesi, ma anche da studenti. Non era così in passato. Lo stesso si può dire per luoghi più piccoli e nascosti, come piazzaSan Cosimo, un tempo ricovero di tossici, oggi sede di un ristorante e un locale. Anche in vico della Neve si continua a fare musica dal vivo, così come in vico Caprettari. Per citarne solo alcuni, ovviamente.
Se è arrivato il momento del turismo, è per merito del patrimonio artistico e storico della città, ma anche di chi ha portato vitalità in luoghi dove prima non c'era. Anche quello, in qualche modo, è un patrimonio da preservare. Non credete?
ma cosa vuoi che interessi a un sindaco che sta solo ad ascoltare i mugugni dei vecchi che, se fosse per loro, i locali di sera neanche dovrebbero aprire. Con la saracinesca chiusa è il loro cervello vecchio, che pretende che al sabato sera ci siano i livelli sonori sotto casa di una biblioteca. Ma andatevene se non vi sta bene!! E' la città con piu' vecchi e meno giovani, sono dati che dovrebbero far pensare, e me fanno pensare!! Perchè come effetto successivo diventa ancher la città con più GIOVANIVECCHI!! Come mai a roma, firenze, torino tutti hanno il sorriso e qui tutti hanno il grugno in volto?? Abbasso la depressione e viva il divertimento!! Abbasso la Vincenzi!!! Questa è la città da cui i giovani vogliono scappare, chiedete pure tutti voi a chiunque se non credete. Bell'avvenire allora! Brava vincenzii, auguri burlando
04/10/2009 23:07
ho preso un'aperitivo proprio ieri sera in piazza delle Vigne. per me una delle piazze pià belle della città. un bar (molto bello), un ristorante (carino assai), una chiesa (monumentale), palazzi mozzafiato.
poco casino. insomma, starò pure invecchiando, ma la preferisco anche alle erbe e a piazza lavagna (che pure è molto bella).
è vero: in quella zona è pieno di cartelli 'affittasi' e 'vendesi'. un peccato, quella zona dovrebbe riempirsi di botteghe, come una volta. come è ancora ai macelli.