Casa Domani ha finalmente un nuovo indirizzo. Dopo un'esperienza ventennale, lo scorso anno i proprietari dell'appartamento di piazza Manin dove da sempre si trovava la casa famiglia per disabili fisici, hanno dato lo sfratto alla struttura. Decisione irrevocabile, che ha portato l'associazione alla frenetica ricerca di un posto nuovo. Dopo vari sforzi, con l'aiuto delle istituzioni e di fondi privati, giovedì 4 giugno 2009 - in via Gropallo 6/1 - ha inaugurato la nuova dimora, dove vivono Fabio, Maria Pia, Nicoletta, Paola e Mario.
L'appartamento è stato acquistato grazie ai contributi della Regione Liguria (250.000 Eu), della Fondazione Carige (150.000) e di sostenitori privati (55.000). «Dire che siamo contenti è un eufemismo - afferma Gianluigi Isola, presidente di Casa Domani - in questa nuova casa sono migliorate soprattutto le funzionalità. I residenti possono uscire tranquillamente in autonomia, abbiamo un terrazzo e 4 posti auto di proprietà. Certo, oltre ai finanziamenti abbiamo dovuto fare un mutuo per coprire l'acquisto dell'appartamento, ma è quasi identico all'affitto che pagavamo prima».
Nella casa ci sono cinque splendidi ragazzi e ragazze. Come Fabio, il residente più anziano della truppa, che lavora in una cooperativa, è sampdoriano, e subisce con un sorriso le tenere angherie dei volontari genoani. Come Maria Pia (ma per tutti è Mapi), che - già laureata in Storia - aspira a diventare giornalista e scrive di tanto in tanto anche su mentelocale.it.
I volontari sono in tutto un centinaio, che li assistono 24 ore su 24. Persone che si dedicano anima e corpo a questa missione. Clelia, nella squadra da vent'anni, è responsabile della cucina nel turno di pranzo, si occupa della spesa e del menù settimanale. Un vulcano di energia e di ottimismo, mai diminuito rispetto al primo giorno: «come mi trovo bene qui non mi trovo da nessun'altra parte fuori», dice. O Angelo detto 'Sergio', anche lui partecipe dal primo giorno: «ho iniziato per dare una mano a un'amica, anche se ero scettico, e non me ne sono più andato». Non solo è rimasto, ma a detta di molti suoi colleghi è una figura esemplare per disponibilità, equilibrio e senso di responsabilità.
Quello dei volontari è però un tasto dolente della struttura. Sono in diminuzione, soprattutto tra i giovani. «L'impegno fa paura - dice ancora Gianluigi Isola - ma questa è un'esperienza che, se vissuta con passione, non puoi più farne a meno. È un servizio semplice, poco impegnativo (i turni sono di tre ore ndr), in un clima di famigliarità». Anche Roberto, uno dei volontari della nuova guardia (36 anni), è d'accordo: «bisogna essere responsabili, ma questa è una casa dove si possono fare tante conoscenze, proprio come in famiglia».
Questa volta Fabio, Mapi, Nicoletta, Paola e Mario possono stare tranquilli, Casa Domani non rischierà mai più lo sfratto. È casa loro.