Brevi, pungenti, cattivelli. Alzi la mano chi non conosce i Lanternini che Enzo Costa firma ogni giorno sulla prima pagina dell'edizione ligure di Repubblica. Da quegli interventi satirici quotidiani, che dal 2000 spingono i lettori alla riflessione sui fatti di attualità – dalla politica alla cronaca, al costume – sono nate due raccolte (Lanternini per tutti è uscito nel 2003, A farla breve è stato pubblicato nel febbraio 2009) da leggere tutte di un fiato, «ma può far bene anche una sola pillola satirica al giorno», commenta il giornalista e scrittore genovese.
Ma Enzo Costa non è solo i suoi Lanternini. Lunedì 15 giugno il giornalista sarà ospite del Festival di Poesia con le sue Rime bacate: «si tratta di poesie satiriche edite e inedite che ho scritto da vent’anni a questa parte».
Il reading, che avrà luogo a m.café di Palazzo Ducale alle 18.30, presenterà Enzo Costa in una veste diversa, anche se la satira resta l'indiscussa protagonista dei suoi versi: «le rime parlano di attualità, fatti politici e sociali. Alcune sono già state pubblicate negli anni Ottanta su Tango, Cuore, Repubblica, L’Unità; mi piacerebbe raccoglierle tutte in un libro: staremo a vedere».
Nelle poesie di Enzo Costa, così come nei suoi Lanternini, si legge la volontà di esprime una personalissima visione del mondo: «applico sulla realtà il mio modo di vedere le cose, e leggendo i miei scritti anni dopo mi accorgo anche di come si sia modificato nel tempo».
Resta invariato il tono pungente dei suoi interventi: «è difficile essere teneri quando si fa satira. Mi piace invece essere autoironico. Nelle poesie gioco con il linguaggio surreale, rigorosamente in rima, allontanandomi un po’ dall’attualità».