La generazione dei miei nonni è stata protagonista di una vera e propria fuga dalla campagna. Nel primo dopoguerra, ma anche prima, vivere in un contesto rurale voleva dire nella maggior parte dei casi povertà, tanta fatica, spesso fame. Meglio la città, a qualsiasi costo.
Dopo tanti anni le cose sono cambiate. È già un po' che la direzione si è invertita, almeno in Italia, almeno del nord dell'Italia. Voglio andare a vivere in campagna, cantava Toto Cutugno in tempi non sospetti.
Pochi giorni fa, un articolo di Francesco Erbani su La Repubblica ha confermato il trend. La popolazione delle campagne aumenta, i redditi crescono, l'analfabetismo è in caduta libera, le persone con un curriculum vitae lungo un chilometro che si mettono a fare l'orto - e magari un lavoro intellettuale in telelavoro - sono sempre di più.
Vivere in una piccola comunità, nel verde, rallentare i ritmi, è diventata una scelta di vita. E proprio un cambio radicale di vita è quello che ha fatto Chiara Sereno. La sua parabola rispecchia in pieno la tendenza cui accennavo prima. Di origine piemontese, ha vissuto parecchi anni in Liguria, studiato in Italia e poi in Francia. Ha lavorato per dieci anni in una grande multinazionale francese, arrivando a diventare responsabile nazionale clienti per l'Italia.
Poi ha mollato tutto, ha comprato casa ad Avegno (sulle alture di Recco) insieme al marito Paolo Gerbella, altro nostro vecchio amico e da poco ha aperto un Bed and Breakfast (B&B Serenbella, via Marconi 25 Avegno - GE, 348 8701186).
«A un certo punto è arrivato il momento di cambiare, ci volevano nuovi stimoli» dice Chiara: «a 35 anni un po' di soddisfazioni professionali me le ero tolte, così ho dato una sterzata alla mia vita».
Un percorso maturato a lungo, che però ha bisogno di convinzione e coraggio per essere messo in pratica. Non ti manca nulla della tua vita precedente? «Mah guarda, per ora assolutamente no. Mi piace vivere in una piccola comunità, conoscere i vicini, aumentare i contatti tramite il B&B».
Nel frattempo Chiara porta avanti anche altre attività, come le traduzioni, da inglese, francese e spagnolo: «di qualsiasi cosa, dal manuale di gestione a documenti sui trasporti. Ho collaborato con il Comune di Genova per un progetto sulla viabilità, ma per lo più i miei lavori arrivano da fuori Regione».
Ad andare proprio a cercare, perché Chiara non è una di quelle persone che si lamenta facilmente, qualcosa da migliorare lo trova. «Direi un certo tipo di mentalità, molto ligure, per cui le nuove idee, i progetti che guardano avanti, sono visti con sospetto, anche da parte delle istituzioni».
Per quanto riguarda il B&B, invece, la nostra è entusiasta. «In poche settimane abbiamo avuto tante prenotazioni, molti gli stranieri che chiamano: francesi, tedeschi, dall'est Europa. E poi queste zone rimangono un approdo sicuro per chi arriva dalla Lombardia».