Nessuna variazione sul percorso del Pride - sembrava che il Comitato che organizza la manifestazione volesse chiedere alla questura di poter modificare l'itinerario per passare da Borgo Pila, sotto la sede del consolato della Lituania - per far sentire la propria voce contro la legge approvata il 16 giugno dal Parlamento della repubblica baltica, che vieta di parlare e discutere di questioni omosessuali nelle scuole o sui mezzi di comunicazioni accessibili a bambini e adolescenti, perché potrebbe turbarli come la visione di cadaveri e scene violente.
Il Gay Pride è soprattutto una manifestazione che difende i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender: «con quella legge sembra di tornare alle vecchie dittature. Il Pride è una manifestazione pacifica, ma vogliamo comunque dare un segnale contro quello che sta succedendo in Lituania. Probabilmente ci recheremo a Borgo Pila la mattina di sabato 27 giugno, prima della partenza del corteo, prevista per le 16. L'itinerario dei carri, invece, non subirà delle modifiche», spiega Alberto Villa, portavoce del Comitato.
E a proposito del corteo: saranno diciannove i carri che attraverseranno Genova durante il pomeriggio. Tra le novità, un carro di gay, lesbiche e trans immigrati. Non mancherà Don Gallo, con un carro della Comunità di San Benedetto al Porto. Anche il Comitato avrà il suo carro, «che sarà uno dei più politici», aggiunge Villa.
Dopo il corteo, tutti a De Ferrari. Sul palco si parlerà di politica - non esiste ancora una scaletta che indichi chi salirà sul palco - di certo non mancherà una delle madrine del Pride genovese: Vladimir Luxuria, nelle vesti di presentatrice.