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Katyn: la proiezione a Palazzo Ducale

 
Il film di Wajda racconta la strage di 15.000 ufficiali polacchi ad opera dei russi. Candidato all'Oscar nel 2008. Giovedì 25 giugno
 
   

     
Genova, 23 giugno 2009
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Giovedì 25 giugno 2009, alle ore 21 pressso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, un'iniziativa collaterale alla mostra Oltre Il Muro. Si tratta della proiezione del film Proiezione film Katyn di Andrzej Wajda. Introduce Massimiliano Lussana. L'ingresso è libero.

In occasione della mostra Oltre il Muro. Tutto il teatro in un manifesto. Polonia 1989-2009 a cura di Sergio Maifredi e Corrado d'Elia in corso fino al 30 agosto 2009, sarà proiettato il film polacco più discusso degli ultimi tempi.
In Polonia il film (candidato all'oscar 2008 come miglior film straniero e fuori concorso al 58mo Festival di Berlino 2008) è stato visto da 3.600.000 spettatori, mentre in Italia è circolato quasi in maniera clandestina, ed è stato boicottato per ragioni politiche anche in Russia.

Katyn racconta la strage che i servizi segreti russi compirono nei confronti dei 15.000 prigionieri di guerra polacchi, catturati nel Settembre 1939 durante la guerra nazi-sovietica contro la Polonia e trucidati nel 1940, su ordine di Stalin. Il film induce gli spettatori ad immedesimarsi in mogli, bambini, fratelli, nipoti, madri; polacchi che attesero, spesso per anni, notizie dei propri cari che trovarono la morte nella foresta di Katyn, uccisi barbaramente e infine gettati in fosse comuni. Katyn testimonia la disillusione di un popolo che, in seguito alle violente dittature e al dominio prima dei tedeschi poi dei russi, smise di credere nella propria libertà e scelse di accettare, di tacere, di mentire pur di sopravvivere.
La visione di questo film fa parte della serie di inizitive ideate e curate da Sergio Maifredi e Corrado d'Elia per creare momenti di riflessione e discussione su uno degli avvenimenti più incisivi nella recente storia polacca.


Katyn - la trama
17 settembre 1939: l'Armata rossa invade la Polonia. I sovietici si spartiscono il Paese con i tedeschi, che sono già entrati con una guerra-lampo all'inizio del mese. A Cracovia Anna, con la piccola figlia, si reca da suo marito Andrzej, che si è arreso insieme ad altri ufficiali ed attende il proprio destino nella spianata davanti ad una chiesa.
Gli chiede di togliersi la divisa e di seguirle. Ma il marito non vuole venire meno al giuramento fatto alla nazione e rimane. Viene deportato in Unione Sovietica insieme a tutti gli altri ufficiali. Passa un anno ed Anna non ha più notizie del marito.
Nel 1941 i nazisti occupano anche la metà orientale della Polonia ed invadono l'Unione Sovietica. Durante l'occupazione, nel 1943 scoprono che a Katyn, vicino alla Bielorussia, i sovietici hanno compiuto un massacro di migliaia di ufficiali polacchi. Pubblicano anche le liste con i nomi degli ufficiali assassinati.  Nell'elenco manca Andrzej. Anna continua a sperare nella buona sorte.
1945: il Terzo Reich è sconfitto: i polacchi abbattono tutti i simboli nazisti. Ma ben presto un padrone si sostituisce al precedente: il popolo polacco finisce sotto il giogo sovietico. I sovietici impongono la loro verità su Katyn: i colpevoli del massacro sono stati i nazisti. Tutti si devono adeguare alla nuova realtà.
Un amico di Andrzej, Jerzy, si reca in casa di Anna per portarle alcuni effetti personali del marito scomparso. Jerzy si è salvato solamente perché hanno preso Andrzej al posto suo. Infatti, durante la prigionia aveva prestato una sua maglia ad Andrzej, su cui era impresso il suo nome. Quindi Jerzy è scampato al massacro, mentre Andrzej è stato identificato col nome di Jerzy. Con durezza le dice che Andrzej è morto.
Porta i gradi di maggiore ed indossa una divisa del nuovo esercito polacco. La sera stessa, sopraffatto dal rimorso, si suicida sparandosi un colpo di pistola alla testa.

La giovane Agnieszka, sorella di un ufficiale dell'aviazione, reagisce alla tragedia facendo fare una lapide in memoria del fratello ucciso e si reca in chiesa per consegnarla al parroco. La riceve il canonico, che le spiega che il parroco è stato arrestato dai sovietici la notte appena passata perché hanno scoperto che era stato presente quando i tedeschi avevano riesumato i corpi degli sfortunati ufficiali uccisi a Katyn ed aveva anche celebrato una messa per le loro anime. La donna allora decide di portarla da sola al cimitero. Ma la polizia viene avvertita e trae in arresto anche lei e la lapide su cui era scolpita la verità viene distrutta.

Un giorno bussano alla porta di Anna: è una signora che ha recuperato un oggetto appartenuto al povero marito. Anna lo apre: è un'agenda. Riconosce subito la sua calligrafia. Andrzej vi ha scritto sopra tutto quello che gli è successo da quando lo hanno arrestato. L'agenda è scritta in ogni sua pagina fino ai primi giorni di aprile 1940.

Mentre la voce di Andrzej legge le note, le immagini mostrano cos'è successo a Katyn in quei terribili giorni.
Gli ufficiali scendono dai vagoni. A piccoli gruppi vengono caricati su un cellulare e tradotti in una casa di campagna in mezzo ad un bosco. Ognuno di loro è perquisito, poi è fatto entrare dentro la casa, tenuto per le braccia da due soldati. Appena entra in una stanza senza arredi, da dietro un uomo lo uccide con un colpo di pistola alla testa.
È il turno di Andrzej. Viene prelevato dal vagone e viene fatto salire sul cellulare. Quando scende gli vengono legate le braccia dietro la schiena. Fa appena in tempo a dire le prime parole del Padre nostro, viene portato davanti ad una fossa e viene ucciso con un colpo di pistola. Tutti gli altri fanno la stessa fine.
(Wikipedia)

 
 
 
 
 
 
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