"La vita è in transito", una trans sul camion della Comunità di San Benedetto indossa una fascia che rivendica la sua condizione, mentre a due passi da lei tre medici e alcuni volontari stanno cercando di rianimare una sua compagna, con tanto di flebo. Mai avrebbe pensato che qualcuno sarebbe stato colto da un infarto durante la manifestazione. "La vita in transito", una frase che ora significa qualcos'altro.
Panico tra i suoi amici, in tanti piangono disperati, il corteo ormai è fermo da mezz'ora, bloccato in via Balbi all'imboccatura di piazza dell'Annunziata. Un via vai di autoambulanze che hanno spaccato la manifestazione in più punti. Davanti alla porta spalancata dell'autombulanza la gente si sta accalcando, così come intorno al camion. I volontari della Comunità di San Benedetto urlano incazzati contro i curiosi che stanno lì. Mi sento in colpa anch'io, benché sia lì per dovere di cronaca.
In tanti si chiedono, ma perché non la portano via? Perché non la caricano e la portano all'ospedale? Minuti preziosissimi per salvarle la vita. Arriva un'altra autoambulanza con le sirene spiegate, sembra di essere al G8.
Ora pare che la stiano per caricare sulla barella, per farla scendere dal camion e portarla via. Ed ecco che un giovane fotografo, con la grinta del reporter di guerra, schizza fuori dalla folla, per rubare le immagini di una che forse sta morendo al Gay Pride. Una bella impresa, non c'è che dire. Gli si scagliano contro in tanti, lo vogliono proprio menare, ma vigili e carabinieri li fermano e lui la fa franca.
Ecco che la barella scende dal camion per essere trasportata sull'autombulanza, coperta da un lato con un lenzuolo, un altro fotogiornalista sta per scattare una foto dall'alto della scalinata della chiesa dell'Annunziata, la gente gli urla contro e lui desiste.
Un grande applauso della folla mentre la barella entra sull'autombulanza e la porta viene chiusa. Riparte a sirene spiegate. Tutti sono disorientati: «L'abbiamo tirata fuori per i capelli - dice un volontario - con il defibrillatore. Ero lì tranquillo che camminavo affianco del camion, quando è successo».
Riparte o non riparte il corteo? Il Gay Pride è finito? No, riparte. Il camion della Comunità di San Benedetto riprende il suo cammino, attraversa la piazza e, quando entra in galleria, riattacca la musica. L'incubo pare essere finito.
Tornati in redazione veniamo a sapere che si chiama Tiziana e che è di Firenze. In bocca al lupo Titti, siamo con te.
Vostra Ellegi