Sono passate due settimane dall'edizione del Roma Pride e il popolo di gay, di lesbiche, di transessuali ed eterosessuali si è ritrovato a Genova per un Gay Pride ‘nazionale e politico'. Le ricorrenze e gli impegni erano tanti: i 40 anni dalla ribellione ai soprusi della polizia newyorkese nel bar frequentato dagli omosessuali Stonewall Inn, la lotta contro la sofferenza del popolo iraniano e dei gay in particolare, contro la dittatura, contro la legge lituana che vieta di parlare di questioni omosessuali, la continua battaglia per il riconoscimento dei diritti a tutti: mentelocale.it ne ha parlato diffusamente.
La richiesta di un riconoscimento giuridico alle 'coppie di fatto' è sempre da affrontare per il nostro Parlamento. Chissà ora come molti politici di destra, con le recenti vicende del premier, si arroccheranno ancora a difendere una famiglia ideale che non esiste più. In fondo si tratta di applicare la Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000, che prevede di garantire alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali.
Sabato 27 giugno 2009, insieme con Berlino e Parigi, Genova è così diventata la città dell'orgoglio omosessuale. La grande sfilata di carri che ha attraversato la città, dalla stazione di Piazza Principe fino a Brignole, per manifestare ha richiamato circa 200 mila persone. Io ero in attesa del corteo in fondo a via Serra. Il vigile urbano con la trasmittente era tempestato di domande e rispondeva dicendo cose diverse: «il corteo è a metà di via Roma», «no, è ancora in piazza della Nunziata».
La verità è che il corteo si era spezzato a causa del malore di una trans. Ellegi lo racconta bene su mentelocale.it.
Ormai tutti i tempi del percorso erano saltati, ma il ritardo accumulato non ha scoraggiato nessuno di quanti si erano accalcati lungo il tragitto. Il corteo dopo varie soste si riuscirà a compattare solo in via Fiume e quindi arriverà a De Ferrari con un'unica continuità.
Se a Roma c'erano molte magliette che recavano la scritta My name is Noemi, in riferimento alle vicende che hanno coinvolto il presidente del Consiglio, qui abbiamo trovato altri tipi di scritte: Piuttosto che un papi meglio due mami, L'amore tra uguali non è così diverso, L'amore è sempre sano, ditelo al Vaticano.
Tantissimi i gruppi. Uno era formato dagli omosessuali sudamericani e una bandiera dell'Ecuador veniva sventolata fieramente a fianco del loro carro.
In piazza De Ferrari, dove è prevista la conclusione, non si riesce a entrare. I carri finali, quelli dopo il gruppo di Amnesty International, si sono bloccati in via XX Settembre. Si sa, ormai con il restyling del 2001, quello non è più il luogo adatto alle manifestazioni politiche e civili; ma pazienza: la festa, se si può chiamare così, c'è stata lungo la sfilata.
Sul palco della piazza Vladimir Luxuria ha condotto gli interventi, seguiti da tanta musica e tanta allegria. Anche la sindaco Marta Vincenzi ha manifestato contentezza: una manifestazione del genere a Genova non si era mai vista e pare abbia risvegliato nei cittadini una voglia di festa e un impegno alla partecipazione civile per i diritti delle coppie omosessuali senza precedenti. L'impegno dovrà continuare, insieme: e chissà se si ripeterà un'altra giornata di Genova Pride come questa.